Miei cari amici di battaglia,
Vedo con piacere che la storiella delle “resine espandenti” è interessante. Pertanto proseguo con la seconda parte della storiella, che la dice lunga sia sulla spocchia di certi figuri come l’esimio professore universitario sia sul livello di preparazione degli addetti alle colle (o resine di pini marittimi)...perché più di questo non sono.
L’ardita architetta, mi compiaccio veramente con lei, è sempre più agitata (sapete come sono le donne

), pertanto parte nuovamente all’attacco ed insiste sulla necessita:
1. di contattare un geologo
2. di verificare direttamente almeno su che tipo di fondazione insista l’edificio ed il suo stato di idoneità prima di fare qualsiasi intervento.
L’altezzoso professore vacilla sotto i colpi della signora architetta ed escogita un compromesso, ovvero (udite udite): «Ok, architetta, facciamo fare ad una ditta 2 sondaggio per vedere il tipo di terreno, così le si tranquillizza».
L’architetta, quasi contenta dopo tanta insistenza, dice: “allora posso chiamare il geologo?» Il Tizio esimio (ecc. ecc.) ribadisce il concetto che il geologo non serve assolutamente, ci pensa lui …e poi i famigerati della ditta di resine gli hanno assicurato che la figura del geologo è superflua se non obsoleta (SOB!).
Una settimana dopo circa si trovano al cantiere le seguenti figure: L’Architetta, il sondatore con l’attrezzatura e il Professore (bardato a livello di Fantozzi, capello sahariano, mutandoni ascellari, scarpe da Trekking e zappetta da giardinaggio…. GIURO CHE E’ VERO. Ahaha ahahahhah).
Il soggetto decide dove fare i sondaggi e fino a quale profondità perforare (Bo’ !?)
BREVE DIGRESSIONE. Il rinomato professore aveva anche chiamato i signori della ditta di consolidamento per dirgli che lui stava per effettuare dei sondaggi per verificare il tipo di terreno, pertanto se volevano potevano anche venire a controllare. I Mentecatti della ditta di resine da pini marittimi rispondono beatamente che la loro presenza non è importante in quanto la stratigrafia del sito ha poca importanza ….loro sono muniti dei livelli laser (ahahah ahahhah).
Inizia la perforazione.
Il sondatore, un po’ imbarazzato, divide le carote metro per metro e le mette su di un lato. Il professore inizia ad avere qualche indecisione e fa alcune domande cruciali al sondatore: “Signore, le cosa ne pensa. Il terreno è buono? è cattivo? Com’è? Che è?»
L’architetta a questo punto non ce la fa più, inizia a ridere e mi chiama al cellulare. Da questo momento in poi la radiocronoca diventa minuto per minuto.
Il sondatore dice le seguenti parole: Questa qui in alto è sabbia, questa qui con un colore azzurrino è argilla. Il terreno è buono e duro (?!) Fine!
Il soggetto rubicondo dice che è stato più semplice di quello che pensava. Tutto contento chiama la ditta e riferisce loro di aver fatto i sondaggi. Il terreno è buono, se non ottimo, pertanto loro si devono organizzare per venire in cantiere e fare le iniezioni al più presto possibile !?!).
I coglionazzi della ditta di consolidamento rispondono che saranno li nel giro di qualche giorno, ed il fatto che il “terreno sia buono se non ottimo” è un fattore positivo (!?) in quanto le iniezioni vengono meglio (!?!? sempre peggio).
Fine della seconda parte, ovviamente sono in attesa della terza, rappresentata dall’arrivo degli INIETTORI. Giuro che mi nascondo dietro una fratta a livello di Marines, con i cespugli sull’elmetto pur di non perdermi la Iniezione.
PS1. Scusate amici. Ma se le resine servono a consolidare terreni scarsamente consistenti con basi moduli che cosa incrementano con l’iniezione se il terreno è di per se già “buono se non ottimo” ???
Sempre peggio. A LAVORARE NEI CAMPI A MANI NUDE, SIA I VENDITORI DI RESINE DA PINI MARITTIMI CHE IL PROFESSORE!!!!!!!!!!!