Cara Fayalite,
quando feci la mia tesi, alla prima uscita (senza prof, assistenti, amici più scafati, etc.) mi rilevai un fosso (in frana) per ben 4,5 ore ma al mio ritorno all'Università mi accorsi di aver rilevato il vallone sbagliato: cioè credevo di essere in un punto ed invece era in una zona adiacente.
Non immagini la mia frustrazione, però alla fine feci una buona tesi.
Questo x dire che all'inizio è normale ci siano delle difficoltà apparentemente insormontabili, che, più che paura del prof, si abbia il timore di evidenziare dei limiti (che spesso ci sono) soprattutto per la attività in campagna.
Ma con il tempo tutto tende ad aggiustarsi, anche io per almeno due mesi ero impacciato, insicuro e avevo timore di esporgli dubbi o difficoltà. Poi cambiò.
Indubbiamente è sempre preferibile avere prima degli abboccamenti con qualche collaboratore, tesista ecc. che ha fatto + esperienza di noi, anche xchè talvolta sono questi quelli più adatti ad interpretare correttamente le difficoltà pratico - operative.
A me fu molto di aiuto la lettura e la visione delle cartografie di un paio di tesi, che mi aiutò ad trovare un metodo di lavoro che oggettivamente all'inizio mi mancava.
1 solo consiglio: non avere mai troppa fretta, nons serve !