Quote:
Originariamente inviato da blizzard:
poi, riguardo alla questione del 'palo', ribadisco il concetto:

qui nel nostro 'bel paese', la geologia, ma più in generale tutto ciò che ha a che vedere con l'ambiente, è estremamente trascurato sia in termini scientifici che economici, con le ovvie ripercussioni in termini di occupazione. wink
D’accordo, d’accordo, l’effetto è evidente. Io so solo che per svolgere l’attività professionale in modo appena decente devo spendere un’enorme quantità di energie e di tempo, che ritengo persino impropria, finendo umiliato sul piano economico da chi si propone con atteggiamenti disinvolti.
Aggiungo solo che quello che hai descritto, a mio parere, riguarda l’intero settore delle scienze naturali, osteggiato e talvolta dileggiato dai detentori dalla Cultura Italica, identificata in modo esclusivo con quella storico-letteraria e giuridica.
Nella mia immensa ignoranza ho passato anni a chiedermi la ragione di certi toni di sufficienza espressi in mondo davvero generale da cultori della letteratura, da politici, da giornalisti, anche da amici. Poi, piano piano, mi è nato il sospetto. Ma questi hanno capito cos’è la scienza? Parente strettissimo della conoscenza per me, strumento utile a far andare il telecomando per loro. Il greco!!, se vuoi comprendere la logica devi conoscere il greco antico, se no (non detto) resterai un beota. Ah beh, si si. Ho capito. Buonanotte, io emigro.
Poi rimasi qua, ma con un tarlo diverso. Perché questo accade? Frequento solo dei deficienti con laurea o c’è altro? Possibile che non comprendano che in un granello di sabbia c’è più storia e fascino che in cento saggi?.
Non ho risolto il dubbio, ma certo un bell’aiuto mi è venuto leggendo un articolo di Luca e Francesco Cavalli Sforza su “La Repubblica” di 28 luglio 05, che riferiva la concezione di Benedetto Croce in materia, il quale dichiarava che le affermazioni della scienza sono pseudoconcetti, privi di valore reale.
Questo il massimo filosofo liberale del novecento italiano. L’alternativa è la chiesa cattolica ed il marxismo comunista. Insomma dalla padella alla brace.
Frugando nella grande e adorata rete, si trovano immense risorse per approfondire il pensiero di Croce, ma per quanto mi serve ora, le letture confermano la concezione sopra riportata.
Ed il punto allora diviene questo. Visto che comprendere la matematica, la fisica, la chimica e le scienze naturali in genere è difficile e faticoso (come disse qualcuno non esiste una via regale alla conoscenza), quale sarà l’utilizzo del pensiero di Croce da parte del politico, del giornalista, del consulente dell’immagine e della comunicazione. Lascio la soluzione come compito per il prosieguo delle vacanze.
Le cose che ci accadono, come quelle che osserviamo sul terreno come geologi, hanno spesso radici così lontane che individuarne l’origine può essere impossibile.
Ma queste in pratica pesano, e personalmente sono convinto che il contenuto delle nostre fatture dipenda più dagli scritti del filosofo abruzzese che dalla revisione di quel pezzo di carta del Poligrafico di Stato chiamato tariffario. Insomma, potremmo chiedere il conguaglio agli eredi di Croce.
Felice anno