Mi scuso se non sono riuscito a spiegarmi con la necessaria chiarezza e per questo richiamo gli argomenti da esaminare.

Primo argomento (Calcestruzzi)

Il geologo, consulente di parte, a cui faccio riferimento, non ha proceduto ad alcuna analisi granulometrica degli inerti utilizzati, ma ha relazionato su prelievi di calcestruzzo indurito utilizzato per alcuni muretti di recinzione e, successivamente, ha supposto di poter dedurre la resistenza effettiva del cls utilizzato nell'opera.
E' per questo utile evidenziare la mancata adozione di accorgimenti specifici per dedurre in materia e la assenza di conoscenza delle norme UNI che regolano il prelievo e le prove sulle carote:

1)Il consulente, per correggere i risultati ottenuti in laboratorio ha utilizzato il fattore di correzione di 0,80 che di solito rapporta la resistenza di provini cilindrici a quelli cubici quando entrambi siano stati formati con calcestruzzo fresco;nel caso in specie tale situazione quindi non era rilevabile essendo, i provini cubici, stati prelevati da calcestruzzo indurito;

2)Del fattore di correzione dovuto al disturbo subito dal provino per effetto del carotaggio, il geologo non ha fatto cenno;

3)L'omissione del punto 2 è ancorpiù rilevante quando si pensa che il laboratorio che ha effettuato le prove di schiacciamento, nel proprio certificato, ha evidenziato con apposito asterisco, che la maggior parte delle carote conteneva ferro d'armatura;

4)Dalla norma UNI di riferimento,(per questo l'asterisco) risulta chiara l'inopportunità di testare provini che presentino acciaio al loro interno;

5)Il consulente al contrario, ha ipotizzato una maggiore resistenza allo schiacciamento dovuta alla presenza del tondino.
A prescindere dal protocollo dettato dalle norme UNI, dovrebbe essere a tutti chiaro, che la sollecitazione subita dal cls durante il taglio del ferro contenuto, è certamente fonte di danneggiamento del provino è non già sinonimo di maggiore coesione e resistenza dei materiali in esso contenuti;

Secondo argomento
(Sondaggi sul terreno e relazioni conseguenti)

Trattasi di un'opera pubblica, in particolare di una copertura di un torrente che in passato è stato fonte di gravi alluvioni.

La relazione del geologo risulta, almeno per me, alquanto singolare.
Dopo aver condotto, per ben 35 anni cantieri per la realizzazione di opere pubbliche similari, credevo che, nel caso specifico di un opera ricadente in alveo fluviale, in fase di progettazione esecutiva, fosse obbligatoria per legge, una adeguata campagna di indagini, predisponendo appropriati carotaggi del terreno fino a raggiungere quote adeguate con i piani di imposta delle fondazioni.
Ancor più sorprendente ritengo l'assenza di una relazione che faccia riferimento a risultanze ottenute da campioni indisturbati, quando, dai sondaggi con escavatore, non emergono riferimenti a rocce compatte o equivalenti.
Ancor più inquietante è da me ritenuto il consiglio finale del geologo.
"Si consigliano, per la realizzazione dell'opera,fondazioni isolate, formate da plinti di forma rettangolare di misura 2,40 x 2,80.
Sembrerebbe certamente colma la misura, rilevando che i plinti isolati, e perciò senza alcun collegamento, sono stati realizzati nell'alveo, a cavallo della savanella centrale, impostati con l'intradosso, alla stessa quota del piano di scorrimento dell'acqua.

La chicca finale è rilevabile dalla pseudo relazione del geologo, quando emerge la presenza di una falda acquifera che, rilevata durante i sondaggi con escavatore, sembrerebbe formarsi a un metro e cinquanta più in alto dello scorrimento e quindi degli stessi plinti. Infatti, alla ditta esecutrice che si era fermata prudentemente per questo durante gli scavi, è stato ordinato di aprire dei varchi negli stessi, onde far defluire l'acqua, confermando quindi che l'impostazione della quota delle fonfazioni risultava pari o più alta della savanella.

A conclusione, in attesa di eventuali pareri che comprovino documentalmente la sussistenza effettiva della competenza del geologo ad effettuare indagini strutturali sulle opere in calcestruzzo armato, auspico che le osservazioni di cui sopra non siano considerate generalizzate e semplicisticamente critiche verso la professione del geologo.

Posso affermare che le considerazioni espresse nel forum, da parte di qualche vostro collega iscritto, sulla mancata valorizzazione della professione del geologo,non sono da me condivise quando si esprime la dovuta professionalità .
Al contrario, ritengo che quando si diventa sudditi compiacenti di altre categorie professionali, solo per ottenere apparente considerazione e qualche soldo in più, non si fa altro che favorire l'accaparramento prima e la distribuzione condizionata poi,di ogni tipo d incarico.

Io, come già detto, prima di edificare, mi rivolgo al geologo per saggiare i terreni ed ottenere il parere specifico; rilevo mio malgrado che i miei pari non procedono alla stessa maniera e gli ingegneri nella redazione dei progetti , per la maggior parte, non si avvalgono della vostra consulenza.
Vi chiedo se esistono obblighi precisi in materia edificatoria.
In caso affermativo vi consiglio di visionare i progetti strutturali depositati al Genio Civile, denunziando con forza mancanze ed omissioni che di norma sono evidenziate su giornali, radio o televisioni, quando crollano edifici ristrutturati e non.

Vi assicuro che la mia simpatia verso la vostra categoria, è stata supportata, durante la mia passata attività cantieristica, dal professor Cotecchia di Bari, osservando la precisa e incredibile rispondenza delle sue ipotizzate teorie con i risultati ottenuti.

Cordiali saluti Saverio Papisca


saverio papisca