Riporto da "la Republica" del 5 ottobre 2003 parte di un articolo sulla "lettera agli italiani del Presidente del Consiglio" :
"Poi passa alle grandi opere e annuncia: "Adesso è il momento del presidente operaio che con l'elmetto in testa avrà il piacere di recarsi là dove si aprono i cantieri". Anche se dovrà contrastare quel "sistema messo in piedi dalla sinistra, dai Verdi e dai comitati" che ostacola la realizzazione di ponti e viadotti. "Abbiamo dovuto cambiare le leggi per realizzarle - ha detto Berlusconi - ma non basta. Perché c'è un sistema messo in piedi dalla sinistra, dai Verdi e dai comitati che ostacolano la realizzazione di opere fondamentali".

Non volendo dare uno spunto per un dibattito politico, mi scuso con chi reputa la scelta de "la Repubblica" come una scelta faziosa. Tuttavia sono i contenuti della dichiarazione e la "posizione" del dichiarante a suscitare in me stupore...
Forse noi geologi siamo delle "cassandre"....magari portiamo pure jella....ma davvero chiunque abbia a cuore l'ambiente è da considerare un nemico degli interessi dello stato?
E' questo quello che pensa di noi una parte della classe politica?
Davvero la nostra professione, così come quella di qualsiasi altro tecnico, deve ridursi alla supina accettazione di interessi superiori?
Ripeto: non è uno spunto polemico su Berlusconi, ma sentire certe parole da un Capo di Governo, chiunque esso sia, è decisamente avvilente....