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#32561 23/12/2005 10:37
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Non sò se sono un fuorilegge, ma personalmente ho fatto e continuo a fare verifiche di esondazione e verifiche di sezioni d'alveo usando anche Hec - Ras.


Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.
#32562 23/12/2005 18:18
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Questo link potrebbe essere utile a molti:

http://geologitoscana.it/Varie/Comunicati/Precisazioni%20sulle%20competenze%20idrauliche.pdf

Va da se che in un campo così ingegneristico è necessario presentare solo lavori impeccabili, se no meglio stare fermi.

saluti

#32563 24/12/2005 13:56
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per Simone Lisi:
Premetto che gran parte dei lavori di idraulica-idrologia che consegno a firma di ingegnere sono solo controfirmati dall'ingegnere ma calcolati da me ... inoltre sarei d'accordo con te che il campo dell'idraulica è ampio e difficoltoso, ma mi chiedo perchè possiamo effettuare calcoli idrologici e/o idrogeologici (la cui difficoltà è nota ai geologi per l'eterogeneità, anisotropia ecc ecc dei terreni) ma non i calcoli idraulici (i cui parametri sono piuttosto semplici da reperire, spessissimo sono addirittura tabulati); con ciò non voglio sminuire nessuno, semplicemente chiedo chiarezza nelle mansioni del geologo: possiamo o no effettuare certi calcoli? E se non possiamo, non sarebbe meglio l'intervento specifico dell'Ordine a chiarire le idee???

#32564 09/01/2006 15:23
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Eccole ultime novità in Piemonte:

ORGP CIRCOLARE N. 4/2005
4) COMPETENZE DEL GEOLOGO IN MATERIA IDRAULICA
Le ricorrenti richieste di delucidazioni su questo tema da parte di diversi iscritti, richiedono che l’Ordine si esprima nel merito con la necessaria chiarezza, al fine di fugare dubbi e incertezze.
La competenza concorrente dei geologi a svolgere relazioni in materia idraulica, ove queste siano finalizzate alla valutazione della pericolosità e del rischio lungo il naturale reticolato idrografico, attraverso l’uso di metodologie di analisi e modellazione per la simulazione delle piene, crediamo sia riconosciuta non soltanto in via normativa, ma appaia altresì consolidata nelle attribuzioni curriculari e nella consuetudine.
Riguardo gli aspetti normativi si può citare Il D.P.R. 5 giugno 2001 n. 328 laddove richiama che formano oggetto dell’attività professionale degli iscritti nella sez. A dell’Albo dei Geologi “…l’analisi, prevenzione e mitigazione dei rischi geologici e ambientali…”. Non è azzardato ritenere che rientrino nell’ambito di tale analisi anche tutti gli aspetti riguardanti la dinamica morfologica (in questo caso con specifico riferimento all’evoluzione fluviale), la valutazione della pericolosità geologica-idraulica per fenomeni di esondazione di un corso d’acqua naturale o derivante da corsi d’acqua esistenti variamente antropizzati.
Tale interpretazione, che darebbe legittimazione all’operato del geologo in materia idraulica, trova autorevole riscontro nella “Tariffa degli onorari per le prestazioni degli ingegneri e dei geologi nella redazione dei piani di emergenza per situazioni di rischio idraulico di cui alla Legge 225/1992” stabilita dalle rappresentanze nazionali degli ingegneri e dei geologi di comune accordo con il Dip. della Protezione Civile, il CNR-GNDCI, che non discrimina le competenze professionali e prevede esplicitamente le verifiche in oggetto. In particolare l’art. 5 specifica che “La delimitazione delle aree inondabili e delle connesse aree instabili” - attività da sempre appannaggio del Geologo – “richiede le seguenti elaborazioni: ….. - perimetrazione, mediante studio idraulico, delle aree inondabili”.
Per quanto concerne le attribuzioni curriculari il D.M. 4 ottobre 2000 “Determinazione delle classi delle lauree specialistiche” nell’Allegato B “Declaratorie – descrizione dei contenuti scientifico-disciplinari dei settori di cui all’art. 1 del D.M. 23 dicembre 1999” per l’area 04 “Scienze della Terra” ribadisce l’ambito di competenza della sub-area GEO/05 “Geologia applicata” recitando: “Le competenze di questo settore comprendono……….; il rilevamento geologico-tecnico, l’esplorazione geologica del sottosuolo e la cartografia tematica, finalizzata alla pianificazione urbana e territoriale, compresa la valutazione di impatto ambientale e di rischio idrogeologico;...” .
Ancora il D.M. 28 novembre 2000 “Determinazione delle classi delle lauree specialistiche” specifica maggiormente nell’Allegato 86 “Classe delle lauree specialistiche in Scienze Geologiche” riportando: “I laureati nei corsi di laurea specialistica della classe….omissis…. potranno inoltre occuparsi…omissis… di analisi, prevenzione e mitigazione dei rischi geologici e ambientali; … omissis …; di analisi e modellazione dei sistemi e dei processi geoambientali;..” che prefigura attività professionali tra le quali rientrano senz’altro le analisi di pericolosità e rischio condotte attraverso l’uso di codici di calcolo e di verifiche idrauliche relative alla portata di corsi d’acqua o alla definizione dei limiti di aree inondabili.
Infine, per quanto attiene la consuetudine, non si può non richiamare il fatto che relazioni contenenti verifiche idrauliche svolte per finalità di analisi del rischio e pianificazione urbanistica, sottoscritte da geologi come unici soggetti responsabili, siano diffusamente accettate da parte degli organi istruttori di organismi pubblici.
Per compiutezza di analisi non si può fare a meno di richiamare il parere espresso su questo tema dal C.N. dei Geologi con nota del settembre 2005 in risposta ad un preciso quesito sulle competenze idrauliche dei geologi postogli da questo Ordine. In esso si coglie un atteggiamento piuttosto cauto, che lascia peraltro adito a letture diverse che l’Ordine del Piemonte ha comunque inteso interpretare nel modo più estensivo e possibilista, fino ad eventuale parere giurisprudenziale contrario.


"Prosunt omnia quae obstant"
http://trossero.blogspot.it/
#32565 09/01/2006 18:08
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Grazie a Massimo Tosero un'ottima completa e dettagliata risposta.


Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.
#32566 09/01/2006 23:22
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Scusate se mi intrometto, sono ingegnere idraulico e uso hec ras da circa 5 anni e vi assicuro che le conoscenze di idraulica che richiede un corretto uso di questo modello non possono essere colmate con due esami universitari. Immagino che conosciate tutti le equazioni che integra il modello per generare i profili di moto permanente o il procedimento iterattivo che sta alla base del moto non stazionario. Così come spero che nel vostro corso di idraulica vi abbiano insegnato che le correnti lente sono influenzate da valle e quelle veloci da monte o ancora che il passaggio da corrente veloce a corrente lenta avviene attraverso un risalto in una sezione in cui la spinta di monte e di valle si eguagliano ...
Insomma penso che ognuno debba fare il proprio mestiere, ci sono già troppi furbetti ... (speriamo presto fritti)
Italo

#32567 11/01/2006 20:56
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Concordo sul fatto che ognuno deve fare il proprio mestiere e anche con la frittura di furbetti ma converrà con noi ingegnere che debba essere fatta chiarezza, o sbaglio?
Purtroppo il fattore di variabilità nel tempo delle opere realizzate a causa della loro interferenza con l'ambiente circostante non viene sempre tenuto in debito conto, perchè molto spesso la verità è economicamente scomoda nel breve periodo, ma sarebbe utile ad eventuali vittime di qualche disastro annunciato.
Per cui ingegnere non ci venga a parlare di formule matematiche applicate alla natura quando nella progettazione spesso non si guarda più in là del proprio naso.
Saluti

#32568 11/01/2006 22:47
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mah ...
saluti

#32569 11/01/2006 23:12
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aaa, ha mai pensato che la maggior parte dei problemi nascono proprio dal fatto che tutti, ma proprio tutti con programmi come hec ras possono improvvisare studi di compatibilità idraulica e valutazioni del rischio, non è necessaria una laurea. Io voglio solo dire che oggi si trovano in rete tanti programmi che consentono di fare tante cose, troppe cose anche a mio zio laureato in scienze storiche, mentre per usarli occorre avere la giusta preparazione teorica e una corretta conoscenza del territorio su cui si opera.

#32570 12/01/2006 09:18
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Concordando sul fatto che anche per noi ingegneri (e qui sono disposto a fare autocritica per la categoria a cui appartengo) c'è la necessità di non puntare esclusivamente sull'aspetto "matematico" dei problemi, ma di valutare anche il contesto naturale (per quanto di difficile quantificazione), in base alla mia seppur modesta esperienza posso testimoniare di avere visto svariati geologi (anche qui sul forum...)prendere lavori senza quasi sapere neanche di cosa si trattava, del tipo "ho preso un lavoro con modflow. chi mi sa dire cosa è modflow e dove lo trovo?"
Allora io dico: invece di trincerarsi dietro una difesa spudorata della propria categoria di appartenenza, serebbe più opportuno per ognuno fare un po' di autocritica e, prima di prendere lavori, valutare in modo sincero se le proprie conoscienze sono adeguate o no.
Secondo me la domanda da fare è: cos'è che non funziona se molti geologi, per non morire di fame, a volte (e non sempre) sono tentati a prendere lavori per cui non hanno conoscenze adeguate?
Saluti a tutti


Stefano Zanarello
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