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La deontologia professionale impone di accettare solo i lavori che si è in grado di svolgere, o di coordinare con la ragionevole certezza del buon esito. Purtroppo da chi viene promossa??? RItorniamo al fatto che alla consegna del timbro professionale l'Ordine dovrebbe fare un seminario in cui spiega scvariate cose tra cui questa.
Il rapporto tra la geomorfologia fluviale e l'idraulica è molto stretto per cui se non si hanno delle basi pratiche di idrualica dei corsi d'acqua, mi sono accorto non si può fare della geomorfolgia e della idrologia corretta.
Che ci sia gente che non sa fare il suo lavoro è vero in tutte le professioni.
Ho cominciato ad occuparmi di questi temi quando mi stono stufato di vedere cemento e argini dappertutto e spesso leggendo studi idraulici in cui la velocità di progetto dell'acqua era esagerata rispetto a qualsiasi contesto naturale.
Se devo verificare la allagabilità di una zona in assenza di manufatti significativi, la svolgo con buon senso in quanto i limiti geomorfologici della allagabilità dovrei saperli porre con cura. Per problemi diversi ho dei tecnici di riferimento a cui ho passato fior di lavori, nel senso che emettevano parcelle con cui mi sarei sistemato per un po.
Pur potendo svolgere studi idrogeologici di modellizzazione, me ne guardo bene, in quanto non dispongo di sufficienti conoscenze, per cui mi limito al piccolo cabotaggio dei pozzi domestici con un pensiero alle pompe di calore riguardo alle quali sto studiando...
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Polemiche inutili a parte, concordo nel fare autocritica e ciò vale per tutti. Le polemiche non risolvono i problemi ma aiutano a comprendere punti di vista diversi dal nostro. Il mio grande tarlo è che non si pensa MAI alla salute delle persone e alla loro sicurezza. Per tanti progetti di sistemazioni idrauliche e messa in sicurezza di siti inquinati (e qui non mi riferisco agli ingegneri di cui sopra) non si pensa mai che se quelle case non fossero state costruite là nessuno si sarebbe ferito, nessuno sarebbe morto. Se si pensasse che beviamo tutti la stessa acqua e probabilmente a tutti arriva in casa un po' di "acqua alla Marghera" forse, ma ne dubito ancora tanto, si riuscirebbe a fare gruppo indipendentemente da ciascuna professione e impedire che ciò accada. Le percentuali medie dei tumori in talune città aumentano in modo esponenziale non solo per l'aria irrespirabile ma per il degrado dell'ambiente a partire dalle coltivazioni, i disastri naturali diventano maggiormente catastrofici. Lo tsunami era un disastro annunciato, tanti sapevano ma nessuno se n'è occupato. Costi troppo elevati per finanziare tali attività, meglio utilizzarli per vincere le elezioni. E via dicendo. Forse il discorso è senza senso ma il filo conduttore è sempre lo stesso, soldi e potere. L'orticello di cui si parla in altri post serve per sopravvivere ok, ma chi si occupa di pianificare il nostro presente e futuro se ne frega o perchè occupa posti che gli permettono di allargare l'orticello e rimpinguare e aumentare a dismisura i propri privilegi e poteri (stato) oppure perchè non è sufficientemente informato per prendere decisioni (amministrazioni comunali) oppure viene consigliato secondo interessi particolari. Al momento non vedo soluzione se non sperare e credere fermamente che tale soluzione sia la diffusione capillare nel tessuto sociale della cultura della prevenzione e sicurezza. Solo così le attività umane e l'ambiente possono convivere. UTOPIA, al momento e fiducia nelle nuove generazioni oltre che nella ricerca clinica. Saluti
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Per Zanarello e Italo: Sono un geologo e, come avete scritto, dovrei fare un "mea culpa" perchè ho effettuato calcoli di portata idraulica di scolmatori a cielo aperto e/o di piccole tubazioni (di cui, teoricamente, non ho le basi, ma, a mia parziale discolpa, erano tratti piuttosto brevi, di 10-20 metri di lunghezza, per cui mi sono arrangiato studiando su libri, pubblicazioni ed utilizzando le formule richieste dagli Enti Pubblici). Cio premesso vorrei chiedere anche alla vostra categoria un bel mea culpa in quanto troppo spesso ho notato un fortissimo senso di superiorità (che sconfina nella sfacciataggine quando ritenete che la relazione geotecnica sia di vostro unico appannaggio, o quando guardate solamente le conclusioni di una relazione geologica-geomorfologica-idrogeologica-geotecnica, saltando allegramente tutte le motivazioni che portano alle conclusioni stesse); spesso ho a che fare con ingegneri che richiedono alcuni parametri (K di winkler) che definire aleatorio è un complimento, ma che, per non offendere nessuno, occorre comunque produrre nella relazione. Come avete giustamente fatto notare l'idraulica è complessa e difficile, e non basta avere il programma giusto nel computer per poter fare delle corrette affermazioni; ma anche per fare della buona idrologia non bastano le formule matematiche o una laurea in ingegneria. Vi lascio con una sola domanda: sbaglio o un qualsiasi ingegnere puo firmare una relazione idraulica, sia che abbia studiato ingegneria elettronica, sia che abbia studiato ingegneria nucleare, meccanica, informatica, civile, geotecnica ecc.???? Allora mi sento meglio, non ho fatto poi nulla di tanto sbagliato nel calcolare un piccolo sfioratore (sezione inferiore al metro quadro) o una tubazione di sfioro di un laghetto (il cui adduttore è di diametro e pendenza nettamente inferiore allo sfioratore).
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Penso che ognuno di noi debba rispondere delle proprie azioni, mi sembra che quanto riportato da Massimo Tosero fornisca un quadro piuttosto illuminante su quanto espresso dalle normative nazionali in materia di competenze. Non credo che tutti i geologi si trovino a fare verifiche idauliche e valutazioni di rischi di esondazione ma non capisco perché non si ritenga lecito che chi ne possieda le competenze per aver approfondito la materia, anche se non ha seguito specifici corsi universitari, non debba esercitare questa correttamente questa funzione. Io penso, ampliando il discorso ed uscendo dall'ambito specifico di cui si parlava, che la libera professione è un'avventura nella quale è necessario un continuo sviluppo delle proprie conoscenze e nella quale ti puoi trovare davanti a nuove richieste e quesiti per i quali nessuno ha avuto una specifica formazione universitaria ma verso i quali è lecito e doveroso, se se ne hanno le capacità, cercare di dare risposte intelligenti approfondendo la propria formazione senza alchimie ma con onestà e impegno anche lasciandosi aiutare. Se c'è una caratteristica che possiamo riconoscere alla nostra formazione universitaria, è la capacità di essere aperti a risolvere situazioni nuove con una buona elasticità mentale. Come vediamo in molti concorrono a "rubare" ai geologi competenze che per anni sono state di loro esclusivo appannaggio, mi sembra giusto dire a tutti svegliamoci, aggiorniamoci, non lasciamoci ridurre ad una professione in via di estinzione ed inutile. Auguri di buon lavoro a tutti specie a chi, leggi consiglio Nazionale e Consigli Regionali, è chiamato a tutelare e promuovere la nostra professione.
Chi confida nel Signore è come il monte Sion: non vacilla, è stabile per sempre.
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Sono daccordo con Tacs. Dal momento che da qualsiasi corso di ingegneria si provenga è lecito firmare progetti e relazioni riguardanti qualsiasi settore, non vedo come si possa impedire ad un geologo di interessarsi di idraulica. L'idraulica è parte integrante delle Scienze della terra e chi fa il geologo non può prescindere da quella, perlomeno in alcuni settori. Anzi ritengo che l'idraulica debba diventare un esame fondamentale nel corso di laurea in scienze geologiche. Sottolineo poi che non mi sento affatto inferiore agli ingegneri nel campo della modellistica idrogeologica. Ritengo inoltre che un buon geologo possa inquadrare il problema in modo più completo di un ingegnere (escludendo i manufatti che non ci competono), nonostante quest'ultimo sia magari migliore nel risolvere a penna un integrale triplo o un'equazione differenziale. Che poi ci siano in giro geologi che sono cinghiali non lo escludo, come in tutte le professioni (aimè capita di vedere lavori fatti coi piedi da colleghi). Per questo, anche all'interno della professione di geologo, è fondamentale la specializzazione in un settore di lavoro di cui si ha reale competenza senza dimenticare che gli errori si pagano...
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