Caro Antonio sono solo parzialmente d'accordo con te.

Sono d'accprdo con il fatto che basta amare la propria professione e rimboccarsi le maniche per riuscire ad apprendere a fare, sono d'accordo nel fatto che un professionista debba sapere come si fa "tutto" e debba conoscere vantaggi e limiti di ogni tipo di indagine, non sono d'accordo nel fatto che debba fare il tuttologo.

L'interpretazione dei dati geofisici, ad es. non è una cosa che si impari sui libri, ma va appresa sul "campo" a fianco di prospettori e geofisici molto esperti, fattelo dire da qualcuno che ha lavorato fianco a fianco per anni con i geologi (dico geologi e non geofisici) della Schlunmberger.

Altro esempio, un conto è comprare od fabricare uno strumento tipo penetrometro ed un conto è imparare ad interpretare correttamente i dati.

Certo tutto si può fare da soli ed arrivare a fare le cose in maniera abbastanza corretta, del resto non credere io mis sono trovato nella tua stessa situazione, partecipando a creare da zero la sezione geotecnica dell'istituto di geologia a Roma.

Ti dirò però che ho veramente imparato dal momento in cui sono stato affiancato per una serie di progetti al vecchio prof. Arrigo Croce, ingegnere ma grande estimatore di noi geologi.

Per tornare all'argomento preparazione dei professionisti, quello che trovo assurdo è che dopo trenta anni i giovani si trovino nelle stesse nostre condizioni di partenza e che ne università né ordine si siano organizzati per modernixarsi.

Ed a proposito di università, per far capire quale è l'ambiente, il docente che si era dato da fare per creare dal nulla il settore geotecnico a Roma. fu chairamente rapidamente silurato.