Leggo sempre con piacere gli interventi di VM e di Antonio Scaglioni, professionisti esperti e di lunga data, formatisi come tali con la prima sfornata, o quasi, di geologi italiani. E a loro in particolare intendo rivolgermi.
Premetto che io sono un libero professionista dal 1998 (un pupo rispetto a voi) e che parte della mia formazione è legata alla collaborazione con un collega vostro coetaneo, anch'egli laureatosi a Roma in concomitanza con alcuni dei nostri docenti attuali. Detto questo, parlando con questo collega mi pare di aver capito che i primi geologi che si sono affacciati sul mondo del lavoro in Italia hanno avuto, essendo pochissimi, vita abbastanza facile. Per sua stessa ammissione, questo collega, con la sua impresa di sondaggi ed il laboratorio geotecnico, ha lavorato per anni guadagnando benissimo. Poi il gioco sembra essersi rotto non appena è aumentato il numero di concorrenti.
La domanda che voglio porre a voi, ma anche a chi può dare una risposta, è: essendo stata la vostra la prima generazione di geologi, non pensate di avere, a livello generazionale non personale, qualche colpa per non aver saputo impostare la strada per i futuri geologi? In altri campi esistono comunque i furbi e gli arrivisti, ma poche altre professioni hanno visto uno "sputtanamento" (passatemi il termine) pari a quello della nostra categoria. E questo spesso per colpa solo nostra: la discesa libera dei prezzi di relazioni obbligatorie per legge (avevamo quindi il coltello dalla parte del manico rispetto ai committenti) è partita da noi. L'impostazione degli ordini regionali e del CNG ce la siamo data noi.... e così via per tanti altri esempi.
Ho come l'impressione che si sia perso il momento giusto per imporre la figura del geologo ed oggi raccogliamo quanto seminato dai nostri "maestri".
A voi la parola.