Ho partecipato alle iniziative dell'Ordine dei Geologi (sia nazionale sia regionale) sempre con grande interesse, ma ultimamente mi capita di constatare come le aspettative riposte siano spesso disattese. La giornata di studio promossa dagli ordini professionali degli ingegneri, degli architetti e dei geologi dello scorso 5 Dicembre a Caserta doveva rappresentare, ad esempio, un importante momento di riflessione sul ruolo e sulla funzione dei geologi dopo l'introduzione delle recenti normative in materia di prevenzione e di protezione antisismica (Ordinanza P. C. M. n° 3274 del 20/03/2003).
È stata privilegiata la solita passerella autocelebrativa, fatta di relazioni talvolta stucchevoli o, addirittura, fuori tema, che nessun arricchimento culturale o professionale hanno arrecato ai geologi intervenuti, considerato anche lo scarso peso dato alle problematiche di natura geologica e geofisica.
Cosa cambia, dunque, per la nostra attività professionale?
Solo per citare un esempio, le prescrizioni relative ai terreni di fondazione, di cui al punto 2.4 dell'allegato 2 dell'Ordinanza, lasciano il campo a mille interpretazioni relativamente alle indagini da effettuare per l'attribuzione del suolo di fondazione ad una delle generiche categorie di cui al punto 3.1;
ma più in generale le perplessità riguardano gli standard lavorativi dei geologi che, lungi dal rappresentare un cappio al collo alla libera iniziativa dei singoli, dovrebbero fornire le linee guida della nostra attività libero professionale.
Resto in attesa di conoscere pareri ed interpretazioni da parte di tutti i colleghi.
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