Per VM
Io penso che il piacere di trasmettere le proprie esperienze debba far parte della cultura professionale. Io non mi sento perfetto nel metodo che ho sempre adottato con i miei giovani "allievi", perchè la capacità di essere chiarissimi è prerogativa di pochi fortunati. Ecco perchè i professisti insegnanti non sono da me molto apprezzati. Essendo una maniera di tirare la carretta e non essendo quasi mai preparati "praticamente", ancor più non possono bravi a spiegare. Mi spiego meglio. Quando frequentavo l'istituto per geometra ebbi la fortuna di incontrare un vero professionista che insegnava per pura passione e non certo per bisogno. Non si perdeva in chiacchiere e spesso ci portava sulla spiaggia della mia città (Reggio Calabria), piazzava il teodolite, formava una base trigonometrica con due picchetti con chiodi, dimostrandoci come era facile calcolare la distanza con un edificio posto sull'altra sponda (messina). La materia preferita di quel corso ? Topografia !!!! Non ti è mai capitato, mentre studiavi di chiederti a cosa ti sarebbero servite nella vita, le funzioni, gli integrali, le equazioni. Quache insegnante te lo ha mai spiegato bene ? Le basi di partenza, penso che per i neo diplomati o laureati , siano sufficienti per l'avvio.
Ai carpentieri che lavorano nei miei cantieri, dico sempre di allontanarsi di almeno tre metri dal cassero che hanno impostato, così potranno rendersi conto delle porcherie che hanno fatto (se le hanno fatte).
Se i ragazzi lavorano negli studi tecnici, dove quasi sempre vengono sfruttati per disegnare o relazionare, limitando il loro lavoro alla copia del dettato, cosa possono controllare anche se si allontanano tre metri ?
Bisogna obbligare i grandi, nelle loro attività, a fare partecipi i cosiddetti tirocinanti, intesi oggi dai più come "schiavetti".
Infine, non ho mai capito perchè, nel caso che più mi interessa, i neo geometri, debbano fare pratica presso i soli iscritti per avere in tempi più brevi il riconoscimento del tirocinio.
Ciao, con simpatia