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OP
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Alla luce del primo congresso nazionale degli ordini regionali sarei curioso di sapere, visto che sotto il profilo informativo mi sembra si latiti non poco, che cosa è emerso durante lo stesso circa il probabile passaggio da geologo consulente a geologo progettista. Cambierà il tariffario? Avremo ulteriori competenze? Questa trasformazione, e con lei le eventuali nuove competenze, prevederà un'aggiornamento professionale ad-hoc? Cosa inoltre si sa dell'aggiornamento professionale continuo senza considerare la figura del geologo progettista?
Ciao a tutti Kep
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FAMMI UN ESEMPIO DI PROGETTAZIONE CHE SAREMMO IN GRADO DI FARE !!!
SPIEGAMI COME SI FA A VOLERE PROGETTARE QUANDO NON E'MAI ESISTITO NEL PIANO DI STUDI DELLA LAUREA IN SCIENZE GEOLOGICHE UN ESAME DI COSTRUZIONI .
CIAO ANTONIO SCAGLIONI
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Quando dico che bisogna rivedere completamente il corso di laurea in geologia per quanto attiene la geologia applicata è anche a questo che mi riferisco
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C'è la progettazione ai sensi del D.M. 471/99, vale a dire progetto preliminare e progetto definitivo di bonifica.
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Ma qualcuno sa in che consiste e cosa significa fare un progetto di bonifica?
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Credo che abbiano pienamente ragione i nostri "padri putativi" Vincenzo e Antonio. Anche per i progetti di cui al DM 471/99, il geologo non è il progettista. Interviene per la parte (fondamentale) di indagini ambientali, di definizione del modello concettuale del sottosuolo e in supporto alla progettazione. Ma è altro rispetto al progettista. Cerchiamo piuttosto di lottare per non perdere il "minimo sindacale", vale a dire il DM 11.3.1988, che sembra sia in fase di smantellamento o quanto meno di revisione anti-geologo  . Per non parlare della questione dei minimi tariffari, che dovrebbero rappresentare un limite invalicabile per funzionare veramente, pena la nullità delle parcelle. Ma questo è davvero un altro discorso...
Roberto Pizzi
_ ___ _ There are more things in heaven and earth, than are dreamt in our philosophy.
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“fare” un progetto di bonifica (qui semplifico considerando sia progetto preliminare che definitivo) significa “leggere” i risultati del piano di investigazione (presentato nel Piano di Caratterizzazione del Sito) per arrivare alla stima dei volumi contaminati (quando è possibile e/o necessario proprio per l'entità dell'inquinamento), e per definire la migliore tecnologia da applicare, sulla base anche di risultati di test pilota. La realizzazione del cosiddetto “modello concettuale” permette di definire lo stato qualitativo ambientale del sito, in modo da rimarcare le problematiche che dovranno essere risolte. Forse sono stato uin po' astratto, ma il D.M. 471/99 pur con le sue pecche (ad esempio limiti troppo ristretti per alcuni parametri), in allegato riporta tutta la documentazione necessaria per la stesura di PdC, PP e PD. Mi sto rendendo conto che per molti colleghi (forse i più anziani?) il ramo “ambientale” non è considerato come attività per geologi: al di la del personale dispiacere per questa sottovalutazione, vorrei spiegare che in realtà il D.M. 471/99 ha aperto nuove possibilità. Io ho cominciato per caso dopo la laurea (all'università non mi avevano neanche spiegato cosa fosse un piezometro, o un impianto di bio-venting, e mi sono laureato a Milano!) e ormai da 4 anni mi occupo quasi esclusivamente di questo.
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Mi spiace ma non sono d'accordo con Pizzi (ha risposto mentre io scrivevo il mio precedente intervento): lui afferma che il geologo è di supporto, io invece penso che faccia parte di un team di progettazione (e non è la stessa cosa). Inoltre per le problematiche di alcuni casi, il geologo può essere la figura più indicata per la progettazione.
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buon natale a tutti! per quanto riguarda il congresso degli ordini regionali, Kep, puoi trovare rassegna stampa e molto altro sul sito www.geologilazio.com. ma forse c'é già qualcosa anche sul sito del tuo ordine regionale. per quanto riguarda le progettazioni che un geologo può curare in questo momento mi vengono in mente quelle dei pozzi, i consolidamenti dei versanti in frana (quando non siano previsti calcoli per il cemento armato), e comunque può essere coprogettista nelle opere di captazione delle acque, di consolidamento fondazionale di edifici, di smaltimento delle acque superficiali e sicuramente di molto altro...orsù, non disperate!
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Originariamente inviato da damaru: ... Mi sto rendendo conto che per molti colleghi (forse i più anziani?) il ramo “ambientale” non è considerato come attività per geologi: al di la del personale dispiacere per questa sottovalutazione, vorrei spiegare che in realtà il D.M. 471/99 ha aperto nuove possibilità. Io ho cominciato per caso dopo la laurea (all'università non mi avevano neanche spiegato cosa fosse un piezometro, o un impianto di bio-venting, e mi sono laureato a Milano!) e ormai da 4 anni mi occupo quasi esclusivamente di questo.[/qb] A occhio e croce, abbiamo la stessa età, ed abbiamo esperienze lavorative similari, visto che anche io ho iniziato nel settore delle indagini ambientali (su cui continuo a lavorare, seppure in via non esclusiva). Sulle opportunità lavorative aperte dal Ronchi e dal DM 471 non ho dubbi: sono notevoli, sebbene richiedano per molti una "riconversione" professionale. Purtroppo anche a Roma non insegnano nulla sulle bonifiche (a parte il seminario del sottoscritto a Roma Tre  ), ma in ogni caso la migliore scuola resta sempre la pratica lavorativa. Mi spiace ma non sono d'accordo con Pizzi (ha risposto mentre io scrivevo il mio precedente intervento): lui afferma che il geologo è di supporto, io invece penso che faccia parte di un team di progettazione (e non è la stessa cosa). Inoltre per le problematiche di alcuni casi, il geologo può essere la figura più indicata per la progettazione. Si tratta soltanto di intendersi sulla terminologia. Se per progettista si intende colui il quale gestisce il progetto (cioè il capo commessa, o project manager), questi può essere anche un laureato in economia. Giustamente, come dici tu, in alcuni casi il geologo può essere la figura più idonea ed indicata. Anzi, mi auguro che noi si possa fare sempre più spesso questo "salto" in termini manageriali. Nella progettazione, intesa come redazione degli elaborati di lavoro, il geologo, secondo me, ha un ruolo di supporto ALL'INTERNO di un gruppo di lavoro, dove confluiscono altre professionalità, che forniscono il loro supporto: chimico, architetto del paesaggio, ingegnere idraulico, per citarne alcune. Non credo di avere detto cose diverse dalle tue. L'importante è, ripeto, intendersi sulla terminologia, e scrivere su un forum invece di parlare di persona spesso non aiuta... 
Roberto Pizzi
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