Per Paolo Merlo:
la figura intermedia tra laureato e diplomato era stata ideata per una grande casa automobilistica torinese, al fine di sfornare dei "mezzi-ingegneri" da poter sottopagare...gli ingegneri seri infatti, dopo qualche anno di paga misera, avevano la strana abitudine di andarsene...
In un primo momento quindi, la laurea triennale era stata concepita soltanto per la facoltà di ingegneria (che del resto è una delle facoltà che maggiormente ha a che fare col mondo dell'industria).
Purtroppo poi è stata creata una corrente di pensiero (resta da capire a chi facesse maggiormente comodo) che, facendo leva anche sulla lotta studentesca per un "uguale diritto allo studio" ha portato a questa aberrante situazione delle lauree triennali (che non trovano nessun riscontro pratico nel mondo del lavoro se non un generale impoverimento professionale).
Questa riforma ha visto tra l'altro una ferma opposizione anche da parte degli stessi ordini degli ingegneri (ovviamente preoccupati dall'arrivo di uno stuolo di concorrenti impreparati) e la creazione di albi differenziati per competenze (pensate tuttavia che qualcuno si presenterà mai come ingegnere junior? o agli occhi dei committenti privati saranno comunque ingegneri?).
Fatto sta che per i mini-laureati in giurisprudenza è ovviamente fatto divieto di poter un giorno arrivare ad esercitare in tribunale (mica fessi gli avvocati.....), ma per le altre professioni non ho idea di quanto le competenze siano così ben definite...
Il bello è che spesso tra noi si critica la preparazione o la professionalità di colleghi laureati in 5 anni....e dei pocket-geologi cosa diremo?