carissimi,
forse partiamo da un assunto sbagliato, cioè che uno debba per forza fare subito, appena laureato, un praticantato in uno studio professionale.
Esistono anche altre possibilità, ad esempio farsi assumere da delle aziende anche straniere. Capisco che sto scoprendo l'acqua calda, però è una considerazione da fare.
Mi vengono in mente quelle che fanno subappalti nei cantieri ferroviari o stradali, per non parlare di chi fa ricerche petrolifere e minerarie in giro per il mondo. Sono ditte che spesso hanno voglia di investire sui giovani. Si tratta di grandi cantieri dove si finisce a fianco a persone che magari non rappresentano esattamente la crema della società, si mangia polvere e si sta lontano da casa, inizialmente ci si sente sfruttati, magari non si fa lavoro d'ufficio ma lavoro sporco di cantiere però si imparano tante cose.
Dico questo perchè, secondo me, fare immediatamente praticantato in uno studio è un'arma a doppio taglio. Se anche per ipotesi si finisce in un posto dove il tutor ha veramente voglia di insegnare, alla fine si passa l'esame di stato e si ottiene il tanto desiderato timbro, una cosa non si ha, I CLIENTI!!! Nessuno ve li regalerà ne vi insegnerà ad ottenerli. Riuscire a costruirsi una clientela non è cosa facile e il rischio è di finire con timbro, partita IVA ma di fatto disoccupati.
Complimenti a cascone per gli "obblighi" stilati. E' un'idea da seguire e migliorare.
Saluti,
beppe