Premetto che non sono noto per godere di buona fede e di buone speranze nei confronti del mondo del lavoro (inteso come da dizionario come occupazione retribuita) e che la mia risposta non intende entrare nel merito dell’esperienza del mio collega. Ma ad onor del vero, come partecipante allo stage precedente, credo di poter testimoniare che sin dal primo colloquio c'è stata massima chiarezza nel comunicare che il corso proposto dalla DIMMS control fosse un "do ut des".
Non mi sono sentito sfruttato, nè tanto meno credo di aver prestato manodopera gratuita al laboratorio. Piuttosto penso di aver avuto la possibilità di osservare come si lavora in un'azienda e, soprattutto, di apprendere nozioni di cosiddetta "geologia applicata" che in ambito accademico non ho avuto la fortuna di ricevere. Nozioni che solo grazie alla buona preparazione “geologica” che mi sono costruito scansando le trappole di esami troppo “partigiani” e “specialistici”, sono stato in grado di assorbire.
Chiudo facendo un’osservazione: potrebbe anche essere successo che tra gli stagisti dello scorso anno (me compreso, s'intende) la DIMMS control non abbia trovato professionisti in grado di lavorare in quel laboratorio. In ambito statale (mondo universitario, dove “precarizzo” in primis) non farebbe male mandare a casa chi non è in grado, o peggio, non vuole fare il proprio dovere (spesso a discapito di persone preparate).