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Il problema non è boicottare l'esame ma, se deve continuare ad esistere, fare si che chi si presenta sia in grado di superarlo snza ulteriori fatiche oltre a quelle universitarie.
Io in ogni caso sono favorevole all'abolizione degli ordini professionali per passare ad un altro tipo di qualificazione professionale come del resto avviene nel resto del mondo.
Non dimentichiamo che gli Ordini sono un retaggio fascista creati sia come organismi corporativi sia per impedire agli ebrei l'esercizio della professione.
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Iscritto: Oct 2003
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PERFETTO !!! Ma allora perchè se tutti si lamentano (anche chi dell'ordine fa parte), le cose non cambiano? Forse perchè come in molte altre realtà lavorative che abbiamo in Italia, ci siamo seduti e accettiamo le cose come stanno? Caro VM le intenzioni sono buone, ma si scontrano contro una realtà sia politica che sociale che sarà dura da abbattere.
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 ma se nessuno ci prova ?????????? 
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Iscritto: Oct 2003
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x VM Bene, visto che siamo tutti della stessa idea... Mi pare ci sia in ballo anche un sito internet, se sono rose... 
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Iscritto: Nov 2003
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Caro VM, Il tentativo sta proprio nel non andarci a questo esame. Se nessuno si iscrive allora il problema non può che saltare fuori: del resto...che cosa ci guadagna un neo-laureato ad iscriversi a questo esame? Il problema comunque non è che bisogna fare in modo che si presentino solo studenti preparati...ad ingegneria, chimica ecc. si presentano tutti e passano tutti. A geologia non passano neppure i 110 e lode che lavorano da qualche anno presso studi o altro. Ripeto che il mio allarme era stato lanciato in quanto un commissario mi aveva consigliato di non iscriversi a meno di avere un qualche appoggio..
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Il fatto è che ad ingegneria l'esame di stato è diviso per specializzazioni (so bene come funziona perché mia figlia è ingegnere, vale a dire è come se il nostro esame fosse suddiviso in abilitazione professionale per (ad es.): - rilevatori - geologi ambientali - vulcanologi e mineraloghi - geotecnici - idrogeologi, ecc.
La facoltà è chiaramente suddivisa nello stesso modo, l'albo professionale idem.
Chiaramente ci sono limitazioni anche alla firma di studi e progettazioni, mia figlia che è ing. chimico non può firmare progetti di opere civili e così via.
Questo inoltre fa si che la concorrenza sia meno spieetata
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Iscritto: Feb 2003
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Cari colleghi e amici, vorrei fare delle puntualizzazioni. Io ho frequentato l'ultimo corso ad ordinamento annuale con 18 esami e ho visto la prima transizione al nuovo ordinamento a 24 esami e collaboro dalla laurea con l'università. Anche con 18 esami c'era fisica 2 e per fare l'esame di fisica terrestre (nel quale si imparavano le basi dei metodi geofisici) fisica 2 è fondamentale. Magari si può discutere sull'utilità o meno di imparare come calcolare i tensori del campo magnetico all'interno del trasformatore ma un po' di elasticità mentale non guasta mai. Tuttavia prima di uscire con la laurea c'era la tesina di rilevamento obbligatoria (15-20 km quadrati) con due tre sezioni geologiche da fare e da capire. Quindi un po' si imparava. C'era anche chi se le faceva fare o le copiava, ma tali signori non ne sapranno mai fare una in vita loro e faranno delle castronate galattiche (ho visto con i miei occhi profili completamente errati ora che un po' giro in ambito di progetti di gallerie per TAV delle Ferrovie dello stato). Il rilevamento geologico è stato in seguito ridotto e quasi annullato (un campo di 8-10 giorni con una carta di gruppo finale), la tesina di rilevamento eliminata. Con il 3+2 le cose da questo punto di vista peggiorano ulteriormente. Chi ha fatto queste scelte a livello universitario? Il fatto è che è passato il concetto che geologia tradizionale e rilevamento non servano a nulla. Può darsi che per la maggior parte dell'attività professionale sia così, ma la geotecnica pura è semplice la può fare meglio un ingegnere geotecnico, il geologo deve apportarvi il suo contributo specifico, che è l'analisi del sito in termini stratigrafici e sedimentologici, in termini geologico-strutturali ed eventualmente geomeccanici se ci si trova sul bedrock e, soprattutto in termini evolutivi. Ribadisco la mia idea che il futuro risiede nell'interdisciplinarietà. Nel caso di una fondazione si devono sedere allo stesso tavolo l'ingegnere ed il geologo ed il secondo deve avere le idee molto chiare sulla stratigrafia del sito e sulle sue caratteristiche geotecniche ed idrogeologiche dello stesso in modo da dialogare con dati certi con l'ingegnere ed ottenere il risultato finale che è l'opera ben fatta e duratura nel tempo. Ieri ero ad un convegno a Bolzano dove in provincia esiste un comitato interprofessionale che sviluppa il dialogo tra architetti, ingegneri geologi e tecnici del territorio. Il presidente, un ingegnere, ha detto con chiare parole che o si collabora, ciascuno con le proprie competenze, o si commettono errori che non sono più tollerabili. La Provincia di Bolzano è avanti anni luce rispetto ad altre realtà (tipo il Veneto in cui vivo ma in cui non lavoro) ma è stata una bella iniezioni di fiducia. Lo stato delle cose si cambia a partire dal nostro piccolo con l'opera individuale, promovendo iniziative didattiche nelle scuole e lavorando sempre con la massima professionalità. Per i neolaureati dico questo: il concetto di preparazione è sempre relativo, poiché non si può mai conoscere tutto. Nel caso di VF il consiglio è quello di chiedere un appuntamento con il presidente della commissione e chiedere di poter vedere il compito e discuterne gli errori. Anche in questo modo si impara, si fa esperienza. L'università da sola non può bastare a formare una persona, è pura utopia; deve essere l'interazione tra università e mondo del lavoro a creare la persona abile. Per fare ciò è necessario che il neolaureato abbia possibilità di lavorare con un certo compenso fin da subito, dopo un paio d'anni di esperienza affronti l'esame di abilitazione e cresca il suo compenso. Ma perché questo si realizzi è necessario che le prestazioni professionali vengano pagate secondo un giusto tariffario agganciato alle esigenze di mercato e di professione)dove la differenza tra i diversi professionisti singoli o associati sta nelle capacità e nella qualità dei valori, non nel prezzo delle prestazioni fornite. Anche questa può essere utopia, sta a noi realizzarla associandoci e portando avanti delle istanze comuni. Scusate per la lungaggine Cari saluti
Giovanni Toffolon, geologo, n. 591 Ordine del Veneto Rilevamenti geologici,consulenza Protezione Civile Motta di Livenza (TV)
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Ed eccomi qua! Caro Govanni T. hai perfettamente ragione a dire che un neolaureato deve afre due anni di esperienza prima di "tentare" l'esame di stato...ma un neolaureato non lo deve TENTARE!!!! ti faccio un esempio: io lavoro da pochio mesi per una società che lavora nel campo delle bonmifiche ambientali e in questi pochi mesi ho letto e mi son infiormato nel campo in questione. Non dico di sapere tutto, ma ho imparato cosa significa "bonificare" (a partire daklla messa in sicurezza...piano di caratterizzazione.....piano di bonifica e test finale di bonifica.). se all'esame di stato ci fosse stato un tema che fosse minimamente vicino alle bonifiche, io l'avrei sicuramente fatto!(premetto..innun piano di caratterizzazione serve una sezione...va fatta e va anche saputa leggere per magari apportarvi leggere modifiche nello spessore degli strati....) Per cui non diciamo che l'esame di stato va provato, ma l'esame di stato dovrebbe essere, dopo due anni di esperienza, una passeggiata di salute! Invece non è così nemmeno per coloro che hanno esperienza! Secondo me boicottare l'esame non serve a tanto, anzi ci danneggia sempre più......per piacere non consideratemi un crumiro, ma se non si passa l'esame di stato ..........chi si chiama più Dott Geol.?????? Scusate ma mi offendo un attimo se mi paragonano ad uno laureato in scienze politiche (senza offesa per nessuno .....)!! Saluti.
P.S. VF...bei tempi sì......!!!
Rugge.
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Iscritto: Oct 2003
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Ma il punto è che uno deve chimarsi Dt. Geologo senza sostenere l'esame di stato, io ricordo sempre l'esempio americano che non vale solo per i geologi ma anche per altre professioni.
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Iscritto: Jun 2003
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Si vabbè tiriamo in ballo sempre gli americani.......loro il master lo equivalgono al nostro biennio di applicazione!!! Sai che bello scrivere sul curriculum "Master in vattelapesa dell'università del pinco pallo"....che equivale a dire "Laureato all'Università degli Studi di Pavia"......con la sola differenza che là per fare dua anni ci metti dai 40.000 ai 75.000 euro.....solo per lo studio! Avranno pure i loro pregi, ma non sono arrivati là senza sforzo.....
Rugge.
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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