Caro Toffolon anche io penso che non ci sia altro sistema che farlo questo assurdo esame di stato ed è proprio perchè l'ho fatto ormai tempo fa e che l'ho passato al primo "tentativo" che mi permetto di criticarlo. Onestamente penso che potrei tranquillamente disinteressarmi di questo argomento visto che per me è storia passata, ma il ricordo di quanto mi sia pesato (psicologicamente) sostenerlo, mi spinge ad intervenire nella discussione.
Alcuni anni fa mi capitò (ero laureato da poco più di un anno), l'occasione della vita: una importatissima ditta di costruzioni mi offriva la possibilità di affiancare un geologo "anziano" alla guida dell'ufficio geologico interno della società, al fine di sostituirlo dopo alcuni anni; l'unica richiesta che mi veniva fatta era quella di sostenere nel più breve tempo possibile l'esame di stato.
Alla fine tutto è andato per il meglio ma ricordo ancora con ansia il periodo di preparazione per quell'esame perchè sapevo perfettamente che solo in parte il riuscire a passarlo dipendeva da me; è questo che trovo profondamente sbagliato di questa prova.
A mio parere se una persona studia e capisce quello che ha studiato non dovrebbe avere problemi a sostenere qualsiasi esame; in questo caso spesso ci sono temi neanche affrontati nel corso di studi oppure si vieta di ricorrere all’uso di libri dai quali ricavare le formule, con il solo evidente scopo, a mio parere, di creare una barriera di accesso al mondo della libera professione, mentre una giusta selezione andrebbe fatta all’università (e spesso non viene fatta).
Come non pensare poi al fatto che questo famoso 30% di promossi ricorre praticamente in tutte le sessioni se non con il fatto che questa percentuale è imposta a priori e non sulla base degli effettivi risultati degli esami? Mi spiego meglio: probabilmente i compiti non vengono valutati in assoluto (questo è fatto bene, quello fa schifo ecc.), ma in relazione agli altri sempre con l’obiettivo di raggiungere, e quasi mai sforare, il 30% dei promossi.
Per questo penso che questo esame non sia semplicemente una tassa, come dici tu, un balzello da pagare, ma una vera e propria ingiustizia.
In fondo penso che tutti più o meno la pensiamo allo stesso modo sull’utilità di questo esame, quello che a mio parere ci differenzia è la fiducia nella possibilità che le cose possano cambiare; fiducia che per il sottoscritto è praticamente nulla.

Un saluto!!