La domanda mi sembra tecnicamnete precisa: infatti l'approccio usato nei paesi anglosassoni (USA e UK) per valutare se e come intervenire con una bonifica di siti contaminati spesso é esattamente questo, vale a dire si esegue un'analisi di rischio e, quindi, si decide il da farsi.
La procedura di analisi di rischio per le componenti ambientali e per le persone si basa su alcuni protocolli il più famoso dei quali é RBCA (Risk Base Corrective Action)dell'ASTM: cerca nel sito principale; quello usato in UK é RTM (Remedial targest Methodology)vedi a www.environment-agency.gov.uk. Esistono numerose pubblicazioni in merito e forse le più recenti e complete sono quelle dell'ANPA.
Sempre per quanto riguarda l'Italia la stessa ANPA ha prodotto uno strumento software (ROME) che esegue analisi di rischio fino al Livello 2 e ricalcola le concetrazioni massime ammissibili per un sito; lo stesso fa Giuditta, che é reperibile sul sito della Provincia di Milano all'indirizzo www.provincia.milano.it/ambiente/progettispeciali.
Entrambi questi strumenti prsentano qualche difficoltà d'uso ma sono un buon trampolino per accostarsi alla tematica, senz'altro importante e interessante. Ricorda infine che la normativa italiana nel D.M. 471/1999 fa riferimento all'analisi di rischio (artt. 5 e 6) solo come criterio secondario e dunque non di guida delle scelte.
Buon lavoro.