Non oso pensare a qualcuno che si presenti con dei recipienti tarati su di un pozzo di petrolio o che anche solo pensi di inventarsi qualcosa di non certificato e di infilarlo nel foro.
Mi chiedi che errore di misura c'e' nella lettura di un livello con freatimetri di precisione. Semplicissimo: un centimetro su livelli misurati a 150 metri dal piano campagna. Ma tu lo hai mai visto un freatimetro di precisione in acciaio? Costa di piu' di un freatimetro in plastica, certo, ma dura praticamente in eterno. E ci puoi fare le misure sia su pozzi profondi che su pozzi piccoli, senza bisogno di accontentarsi di dati imprecisi perche' non si ha l'attrezzatura.
La precisione di un data logger? Sempre dell'ordine di un centimetro, con tempi di lettura di un secondo. Serve per tenere sotto controllo le variazioni nell'acquifero nella parte non influenzata dal pozzo che stai testando.
Sai, si vedono fluttuazioni circadiane, negli acquiferi non alimentati e non sfruttati di dimensioni adeguate. E quelle fluttuazioni ci sono anche durante le prove di portata. Le avevi mai notate?
E quante volte hai apportato correzioni per le variazioni barometriche alle tue misure di livello sulle prove di portata di qualche settimana (se mai ti e' capitato di farne delle prove a lunga durata)?
Usando recipienti tarati, freatimetri che si deformano sotto il loro stesso peso e opportunamente "adattando le teorie", probabilmente non ce ne e' stato bisogno.
Invece utilizzando quelle che tu chiami "complicate configurazioni" (un mulinello messo come prescrive la casa? Un orifizio calibrato? Uno stramazzo? Complicati? Ma che scherziamo?) si apprezzano anche questi "piccoli dettagli" e si puo' decidere se tenerne conto o meno.
Ma se i dettagli non li hai, i risultati li correggi solo sull'esperienza?
Allora ti auguro di non trovare mai me come direttore lavori a cui rifilare la teoria degli errori per giustificare i tuoi, perche' non andrei oltre alla risata.
Quanto all'esperienza specifica sui pozzi per acqua, ho perso il conto dei pozzi che ho seguito, diciamo che ho alle spalle poco piu' di 4 centinaia di pozzi per acqua, da 22.5 a 2200 metri, con diametri variabili tra i 10"3/4 ed i 32" e perforati con tecnologie diverse, dallo scalpello a coni con "stiff foam" al DTH a circolazione inversa (sapevi, vero, che esiste?)
L'ultimo progetto di perforazione di cui ho diretto il settore geologico, vedeva in campo 12 sonde di perforazione G75/G100 della Soilmec, 6 unita' di sviluppo ST/4 Soilmec e 4 unita' di pompaggio con generatore da 800 kVA Renault e pompa Aturia XN12G8A, nonche' un laboratorio chimico, tre unita' per carotaggi geofisici Robertson (in Italia praticamente non si sa neanche cosa sono), due cementatrici Dowell e una direzione lavori che non si faceva raccontare storielle divertenti sull'anisotropia degli acquiferi per giustificare procedure di raccolta dati inadeguate.
Un consiglio spassionato: state lontani dal petrolio. Li' spazio per il "genio italico" proprio non c'e' piu', perlomeno nelle compagnie americane.
C'e' sempre libero il campo delle autorizzazioni dagli enti pubblici. Li' si' che si puo' raccontare quello che si vuole. Sempre che non mi telefonino per chiedere se quello che gli hanno scritto abbia senso....