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A parte la difficoltà di riuscire a lavorare in un pozzo petrolofero, guarda che la cosa non è poi così romantica e divertente.
In ogni caso per trovare lavoro dopo laureati è sempre meglio iscriversi ad un corso di ingegneria.
La geologia, purtroppo per i giovani appassionati è meglio coltivarla come hobby
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Iscritto: Mar 2002
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Non scelgo cosa fare della mia vita in base a ideali romantici, non mi sento Lara Croft. E so bene cosa significa lavorarare su un pozzo petrolifero dato che, come ho già detto, sono figlia d'arte. Solo non sono sicura di sapere cosa mi aspetta studiando ingegneria!!!!
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Iscritto: Apr 2000
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Non oso pensare a qualcuno che si presenti con dei recipienti tarati su di un pozzo di petrolio o che anche solo pensi di inventarsi qualcosa di non certificato e di infilarlo nel foro.
Mi chiedi che errore di misura c'e' nella lettura di un livello con freatimetri di precisione. Semplicissimo: un centimetro su livelli misurati a 150 metri dal piano campagna. Ma tu lo hai mai visto un freatimetro di precisione in acciaio? Costa di piu' di un freatimetro in plastica, certo, ma dura praticamente in eterno. E ci puoi fare le misure sia su pozzi profondi che su pozzi piccoli, senza bisogno di accontentarsi di dati imprecisi perche' non si ha l'attrezzatura.
La precisione di un data logger? Sempre dell'ordine di un centimetro, con tempi di lettura di un secondo. Serve per tenere sotto controllo le variazioni nell'acquifero nella parte non influenzata dal pozzo che stai testando.
Sai, si vedono fluttuazioni circadiane, negli acquiferi non alimentati e non sfruttati di dimensioni adeguate. E quelle fluttuazioni ci sono anche durante le prove di portata. Le avevi mai notate?
E quante volte hai apportato correzioni per le variazioni barometriche alle tue misure di livello sulle prove di portata di qualche settimana (se mai ti e' capitato di farne delle prove a lunga durata)?
Usando recipienti tarati, freatimetri che si deformano sotto il loro stesso peso e opportunamente "adattando le teorie", probabilmente non ce ne e' stato bisogno.
Invece utilizzando quelle che tu chiami "complicate configurazioni" (un mulinello messo come prescrive la casa? Un orifizio calibrato? Uno stramazzo? Complicati? Ma che scherziamo?) si apprezzano anche questi "piccoli dettagli" e si puo' decidere se tenerne conto o meno.
Ma se i dettagli non li hai, i risultati li correggi solo sull'esperienza?
Allora ti auguro di non trovare mai me come direttore lavori a cui rifilare la teoria degli errori per giustificare i tuoi, perche' non andrei oltre alla risata.
Quanto all'esperienza specifica sui pozzi per acqua, ho perso il conto dei pozzi che ho seguito, diciamo che ho alle spalle poco piu' di 4 centinaia di pozzi per acqua, da 22.5 a 2200 metri, con diametri variabili tra i 10"3/4 ed i 32" e perforati con tecnologie diverse, dallo scalpello a coni con "stiff foam" al DTH a circolazione inversa (sapevi, vero, che esiste?)
L'ultimo progetto di perforazione di cui ho diretto il settore geologico, vedeva in campo 12 sonde di perforazione G75/G100 della Soilmec, 6 unita' di sviluppo ST/4 Soilmec e 4 unita' di pompaggio con generatore da 800 kVA Renault e pompa Aturia XN12G8A, nonche' un laboratorio chimico, tre unita' per carotaggi geofisici Robertson (in Italia praticamente non si sa neanche cosa sono), due cementatrici Dowell e una direzione lavori che non si faceva raccontare storielle divertenti sull'anisotropia degli acquiferi per giustificare procedure di raccolta dati inadeguate.
Un consiglio spassionato: state lontani dal petrolio. Li' spazio per il "genio italico" proprio non c'e' piu', perlomeno nelle compagnie americane.
C'e' sempre libero il campo delle autorizzazioni dagli enti pubblici. Li' si' che si puo' raccontare quello che si vuole. Sempre che non mi telefonino per chiedere se quello che gli hanno scritto abbia senso....
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Iscritto: Apr 2000
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Un'ultima cosa (ma una volta non si potevano modificare i messaggi?): concordo anche io che per lavorare nel campo della perforazione sia meglio una laurea in ingegneria. O una laurea i Geologia in Inghilterra o negli USA
Ed il perche' temo sia evidente: come ho detto, c'e' rimasto pochissimo spazio per la "fantasia creativa" nella trivellazione del petrolio.
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Iscritto: May 2000
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Mah ! Sembrava tutto partito dalla richiesta di pareri su tipologie di pompe e siamo finiti ad elenchi di meriti personali e richieste di opinioni varie. Comunque, non e` vero che il genio italico non trova posto nelle ditte americane e nella geologia del petrolio in generale. Semplicemente molti italiani non amano il sacrificio e passare del tempo in luoghi anche poco ospitali (VM e` un`eccezione) mentre, per non parlare dei soliti americani, inglesi e norvegesi ad esempio, non hanno problemi.
Se proprio, Azriel1, vuoi pianificare trivellazioni & affini scegli la laurea in ingegneria. Se ti interessano altri settori del ramo petrolifero (ad es. esplorazione) anche la geologia puo` servire. Un master post laurea in Inghilterra puo` essere utile. Diffida di chi parla male di questo settore, devi essere tu a decidere se un determinato lavoro fa per te oppure no.
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Iscritto: Mar 2002
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Grazie a tutti dei vostri consigli e dritte, purtroppo so molto bene che ciò che mi dite è vero, infatti inizialmente volevo prendere una laurea breve in geologia e poi specializzarmi in Inghilterra o in Scozia, ma poi mi sono resa conto che in Italia a parte la Geoservices e poche altre ditte, la geologia del petrolio non va molto, e comunque il boom del petrolio in Italia si è esaurito da un pezzo (vedi recenti traversie di Agip&Co) per cui indubbiamente l'ingegneria potrebbe fornire più sbocchi anche in altri campi. Ma come ho già detto mi interessano principalmente l'esplorazione e la perforazione. Gibbo, non ho mai detto di essere un esempio di fantasia creativa, anche io mi affido (anche se nel campo per ora limitato degli studi liceali) ai metodi canonici in cerca della maggiore precisione scientifica, ma più studio la matematica e più mi rendo conto che ci sono sempre più modi per risolvere lo stesso problema, e che entrambi forniscono risposte attendibili. E in generale in tutta la vita ci sono sempre due strade almeno, due possibili mezzi di risoluzione. Perchè aggrapparsi al primo, se anche il secondo è valido???? Ritornando al discorso specifico, conosco un paio di ingegneri che lavorano alla Nasa e quando le tecnologie vengono a mancare cercano di risolvere i problemi in modo alternativo. Questo non vuol dire- se mi perdonate il paragone - usare il domopak quando il preservativo si rompe.....
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Iscritto: Aug 2001
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Gibbo mi ricorda un collega detto Virgola.
Conosciamo tutti la strumebtazione di precisione, non sei l'unico al mondo che ha lavorato e seguito "centinaia di prove"
In ogni modo credo che discussioni sulla professione debbano essere continuate su geologia e professione
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