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Originariamente inviato da Szikla:
Sembra che tutti più o meno abbiano una opinione ben precisa riguardo alla faccenda scorie radioattive da Portare a 800 metri di profondità a Scanzano J.
Polemiche a parte,
Io mi chiedo e vi chiedo a chi sà, ma come è fatto il sottosuolo lì?
E dal punto di vista sismico?
E' fattibile?
Come vengono stoccati tali materiali?
Con che criterio è stato scelto il posto?

Sono scorie italiane, o si vendono all'estero (appurando dove vanno a finire), oppure c'è un altro sito dove metterle in Italia?

Trovo difficile farmi una opinione senza chiarimenti tecnici.
Eeehh quante domande!!!
Provo a darti qualche risposta.
1. In prevalenza ci sono argille plioceniche e lenti saline; non so dirti se siano presenti linee tettoniche attive nell'area, ma in ogni caso le sorgenti sismiche più prossime sono l'irpinia e l'arco calabro; da un punto di vista idrogeologico, la questione è aperta; credo che nessuno abbia considerato il problema dell'arretramento della linea di costa su una scala di tempi adeguata (centinaia di anni) alla luce della presenza di dighe su tutti i fiumi scolanti nello Jonio;
2. Ritengo che, con opportune barriere ingegneristiche e le barriere geologiche esistenti, in linea di massima il deposito sia fattibile lì (come in altri posti), ma servono ovviamente rigorosissimi studi geotecnici per capire dove "finiscono" le potenzialità di questi e quindi dove devono "iniziare" quelli.
3. Per i criteri di scelta dei siti, i criteri di esclusione, la sistemazione "fisica" e non solo ti rimando ai mille studi fatti dalla task force dell'ENEA negli ultimi 15 anni (http://www.casaccia.enea.it/taskforce/)
ma anche la SOGIN ha fatto studi e continua a farne.
4. La normativa internazionale recepita anche in Italia prevede che la "monnezza" radioattiva sia gestita dal Paese che la produce, a meno che non si tratti di materiale riprocessabile, cioè commerciabile (ah, il vil denaro!); quindi non possiamo trasferire rifiuti radioattivi all'estero e, come tutti i Paesi civili, dobbiamo dotarci di questo benedetto (?) deposito. Che non sarà una discarica. Che non inquinerà come il petrolchimico (a proposito: nessuno protesta nella Val d'Agri; come mai?!?) o la classica "monnezza". Che ci consentirà di non perdere le nostre conoscenze sulla fisica della materia. Ricordiamoci che il nucleare l'abbiamo inventato noi italiani (do u remember Fermi, Majorana, Amaldi ecc. ecc.?!?) e sarebbe un grave errore scientifico e tecnologico abbandonare un settore di ricerca cruciale come questo.
In estrema sintesi, è tutto.
Ciao,


Roberto Pizzi

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There are more things in heaven and earth,
than are dreamt in our philosophy.