Scusa per il ritardo con il quale ti rispondo, ma spero che le informazioni che seguono possano esserti utili.
Non sapendo il tuo livello di conoscenza in materia cerco di essere il più completo possibile.
Innanzitutto possono essere trattate con calce solo terre argillose, argillose-limose e limose-argillose in quanto l’argilla è in grado di interagire con la calce per formare degli alluminosilicati idrati di calcio e silicati stabili, dotati di un forte potere legante. L’ideale sono terre dei gruppi A6, A7-6, A7-5, con indice di plasticità > 10 (norma CNR-UNI 10006).
Dopo aver individuato il materiale idoneo al trattamento si può eseguire un test per la determinazione della percentuale iniziale di calce (CIC) secondo la procedura descritta nella norma “ASTM C977-92 – APPENDIX: Method for determining stabilization ability of lime“.
Si esegue poi una serie di prove di laboratorio su campioni di terreno trattato con percentuali diverse calce (ad es. 5 campioni, al 2%, 2,5%, 3%, 3,5%, 4%). Si eseguono prove Proctor per la determinazione dell’umidità ottima; prove di compressione ad espansione laterale libera (eventualmente su provini a “stagionatura” diversa: ad es. 1, 7, 28 giorni), che per completezza dovrebbero essere eseguite su campioni con umidità ottima e con +2% e –2% da questa; prove CBR immediate (o IPI) e prove CBR (su campioni a diversa stagionatura) sempre con umidità ottima e +2% e –2% e in condizioni di presaturazione e postsaturazione.
Le norme di riferimento per tali prove sono:
· CNR-UNI 10009 – Indice CBR
· CNR-BU (Norme tecniche) A VII n° 36– Stabilizzazione delle terre con calce
· CNR-BU n° 69 – Prove di costipamento di una terra
· AASHO T 99 – Standard laboratory method of test for the compaction and density of soil
· NF P 94 078 – Indice CBR apres immersion. Indice CBR immediate

Sul terreno l’ideale è eseguire un campo prova per la verifica diretta di risultati di laboratorio e quindi realizzare qualche strato di rilevato sul quale stendere le 2 o 3 miscele (terreno/calce) risultate più idonee (anche dal punto di vista economico!). E’ utile quindi dividere l’area in più settori quante sono le miscele da stendere. La miscelazione può avvenire sia sul rilevato stesso (tranne che per il primo strato) o esternamente (il materiale viene steso in seguito) e viene eseguita come segue: stesa del materiale naturale, posa della calce con apposita attrezzatura spandicalce, miscelazione con pulvimixer. Il materiale naturale deve ovviamente avere una umidità ottimale da verificare prima della stesa (una umidità più alta necessita di quantità maggiori di calce!).
In questa fase si possono verificare anche i metodi migliori per la costipazione (tipo di rullo, numero di passate).
Per le verifiche sperimentali si eseguono le seguenti prove in sito: densità in sito, prove di carico su piastra (a volte sono richieste “a doppio ciclo”), CBR immediato (o IPI) in sito e CBR in sito a diverse stagionature e prove di compressione a espansione laterale libera (a diverse stagionature) su campioni prelevati in fustelle tipo CBR.
Norme di riferimento:
· CNR-BU A XXVI n° 146 – Determinazione dei moduli di deformazione Md e M’d mediante prova di carico a doppio ciclo con piastra circolare
· SNV 670 315 – Essais CBR in situ
· CNR-BU A VI n° 22 – Peso specifico apparente di una terra in situ

In base a questa procedura si può ricavare la percentuale di calce più idonea, il dimensionamento dell’intervento, l’utilità di eventuali rinforzi e quanto altro possa essere utile per la realizzazione del rilevato.
Ovviamente questa procedura è abbastanza costosa, soprattutto per quel che riguarda le prove di laboratorio e quindi bisogna raffrontarla al budget a disposizione e all’importanza dell’opera, ma è a grandi linee la procedura seguita nei cantieri TAV, quindi largamente utilizzata.

Spero di essere stato abbastanza esaustivo anche se l’argomento richiederebbe più spazio! Ovviamente non esitare a chiedere ulteriori chiarimenti.

Ciao e buon lavoro

Enzo