Può capitare che una fattura sia liquidata solo al termine di un iter burocratico; ma certamente deve essere liquidata, indipendentemente dall'esito della pratica. Prova a chiedere al committente se un giorno compra una quantità di pane per pagare poi il giorno dopo quello effettivamente consumato, restituendo quello raffermo: se così fosse, almeno ti indicasse questo panettiere filantropo!
A parte l'ironia, quando la situazione si rivelasse irrecuperabile c'è sempre la possibilità di recuperare il credito tramite avvocato; è un'extrema ratio che ogni tanto ci vuole per stabilire quel criterio di rispetto e lealtà, limite minimo di civiltà.
Per quanto riguarda la parcella del collega (evidentemente filantropo a modo suo), devo anzitutto dirti che suppongo (almeno voglio supporlo) che si tratti di una sparata del geometra; nessuno può durare con quella cifra, foss'anche come secondo lavoro. Parlandoci chiaramente: nella trattativa con i privati l'applicazione del tariffario è il più delle volte una mera utopia, perchè è raro imbattersi in committenti privati che non contrattino, come del resto è ovvio in un qualsiasi mercato (N.B. non solo nel "libero mercato" di cui tanto si straparla). Ma la cifra da te indicatami sembra folle.
Non credo di averti in qualche modo risollevato o aiutato; per quanto può esserti di conforto, sappi che questo è capitato a molti (indipendentemente dalla professione) e che la tua delusione è condivisa da questi molti.
Non abbatterti; ciao e auguri.