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Iscritto: Feb 2004
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OP
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per eseguire uno scavo con escavatore in proprietà privata bisogna chiedere permessi al comune o presso altri? e una volta eseguito basta "ributtarci" dentro il materiale scavato costipandolo o no? grazie
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Iscritto: Mar 2004
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Iscritto: Mar 2004
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Dilla, se lo scavo è eseguito a scopi geognostici e non causa danni reali o potenziali, non serve alcuna autorizzazione se non quella del proprietario del terreno. Se il fronte di scavo è adiacente a proprietà o fondazioni altrui il caso è diverso; qualsiasi danno imputabile allo scavo deve essere risarcito, per cui attenzione!! Se questo problema non esiste, rimane una questione MOLTO importante: quella della tua sicurezza e degli operatori. Come sai scavi e trincee in determinati terreni sono instabili, e possono franare seppellendo l'incauto geologo che si trova dentro a esaminare il terreno, oppure che si trova sull'orlo illudendosi di stare al sicuro. La normativa sugli scavi (un vecchio DPR) impone misure di sicurezza oltre 1.5 m di profondità. Il prof. Bertini, nostro ex collega di L'Aquila, è morto in questa maniera nel '90 o '92: forte sostenitore delle trincee a scopo geognostico, un giorno, in piedi sull'orlo di uno scavo, è stato trascinato in trincea dal distacco di un cuneo sul quale si trovava e sepolto vivo. Oltre alla tua sicurezza è importante quella degli altri e di eventuali curiosi e spettatori, compreso il proprietario e familiari. Riempire lo scavo alla fine e costipare è OK, basta non lasciarlo aperto o, in alternativa, recintarlo. 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Apr 2000
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In aggiunta a quanto giustamente detto da mccoy, informati bene sulla presenza di servizi nell'area di scavo (fogne, tubi del gas, cavi in tensione, ecc.) prima di far scavare...
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Iscritto: Apr 2000
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Mi raccomando la sicurezza, anch'io sono stato vittima incauta di esplorazione di una trincea in limi argilloso sabbiosi sotto falda che si è chiusa (per "rottura" del pannello impermeabile creato dalla benna) nel giro di 5 - 10 s....Per fortuna ero all'interno della benna che aveva effettuato lo scavo e sono qui a raccontarlo. Ciao e prudenza!
"laudato si mi signore per sora nostra acqua tanto umile et preziosa et casta" S. Francesco d'Assisi
Vorlicek Pier - Andrea Phd in applied geology Post doc in hydrogeology vorlicek@libero.it
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Iscritto: Sep 2000
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Tutto vero quanto scritto in precedenza .
Io ci sono caduto dentro solo una volta, oltretutto un paio d'anni fa, perchè ingannato dal fatto che lo scavo era di solo un metro di profondità ed aveva interessato un riporto di frammenti di piastrelle ceramiche asciutte, non di terra.
Caddi a spalle in dietro e fortunatamente non battei la nuca e presi solo una botta nell'emitorace destro senza conseguenze: una vera fortuna.
Basta un attimo di disattenzione per finire all'ospedale, o al cimitero, o peggio ancora invalidi ( e con un'Ente di previdenza come il nostro a disgrazia di aggiunge disgrazia !).
Ricordarsi sempre che il minor grado di pericolo per il geologo che osserva lo scavo si ottiene restando sul lato minore dello scavo, opposto all'escavatore.
I curiosi vanno allontanati sempre prima con le buone poi, se non si riesce, con le cattive cioèrifiutandosi di continuare a lavorare.
Per scavi in vicinanza di fabbricati o di altre proprietà dispore gli scavi sempre con il lato minore parallelo a questi e sempre con il lato maggiore parallelo alla massima pendenza con l'escatore in basso ( se si è in zona acclive).
Va poi usata la benna più piccola di cui si dispone e la terra scavata va posta il più lontano possibile dagli scavi.
Mantenere la trincea il più corto possibile e per ottnere ciò impiegare escavatori con braccio allungabile. Non sapevo della morte di un nostro Collega per questa causa.
Per chi di noi crede: rivolgere una prece all'Onnipotente, è il minimo che possiamo fare ora per Lui.
Ciao a tutti
Antonio Scaglioni
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Iscritto: Mar 2004
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M Member
Iscritto: Mar 2004
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Vorlicek, ho sentito anch'io dell'espediente di effettuare i rilievi stando all'interno della benna dell'escavatore. Cosa è successo esattamente nel tuo caso? Il terreno ti ha ricoperto completamente ma l'escavatorista è riuscito a riportare la benna in superficie? O non ti trovavi sul fondo di uno scavo profondo per cui il volume di terreno che ti ha ricoperto non era eccessivo? E' sicuramente utile a tutti conoscere l'efficacia e i limiti della protezione provvista dalla benna. Tra parentesi, il collega professore di cui parlavo non sembra si avventurasse volentieri personalmente nelle trincee, lasciando il compito ad altri colleghi (all'interno di benne...). Tuttavia non è sfuggito al suo destino, in effetti i terreni limosi che studiava (coltri colluviali)sono tra i più infidi. L'aspetto preoccupante è che era ben cosciente del potenziale pericolo. Personalmente, ho visto delle trincee chiudersi o crollare in pochi secondi, del tutto insufficienti per reagire e mettersi in salvo. Gli accorgimenti suggeriti da Antonio sono tutti più che validi. Alcuni fanno scavare le pareti ad inclinazioni minori della verticale (ma occorre + spazio e + tempo). Io mi guardo bene dall'entrare in trincee o pozzetti, limitandomi ad affacciarmi dall'alto e fare foto, pronto a saltare all'indietro, e preferendo rilevare il terreno di risulta, anche se disturbato. 
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Iscritto: Sep 2000
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Iscritto: Sep 2000
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Non capisco come:
1) si possa operare dentro la benna sotto falda;
2) si possa essere protetti dall'asfisia stando dentro la benna in caso di chiusura dello scavo;
3) si possano salvare gli arti inferiori che comunque devono sporgere a penzoloni, se non si è dei nani.
Ciao Antonio
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Iscritto: Feb 2004
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Noto interventi molto interessanti, soprattutto per chi comincia la professione, forse qualcosa di importante in merito alla sicurezza nelle perforazioni potrebbe raccontarcele il malcapitato nostro collega Bisi (MO). Chissà se si è mai collegato al forum? Io invece sono finito con la c.......fino al collo per cercare di attraversare un canale di scolo acque nel Tanaro nei pressi di Asti. In superficie c'era anche un po' di ghiaia e sembrava terreno consistente, sono sceso giù come nelle sabbie mobili e solo grazie all'asta che tiene i prismi per i rilievi topografici mi sono salvato. Per A. Scaglioni, dov'eri sul Secchia a Sassuolo? Spero che anche attraverso il forum si possa affrontare il tema della sicurezza nella nostra professione, ascoltando le esperienze e i consigli utilissimi di chi ha avuto disavventure in merito.
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Iscritto: Apr 2000
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disavventura 'piezometrica': anni fa stavo facendo misure piezometriche sui pozzi di monitoraggio di una discarica. i piezometri si trovavano nel terreno adiacente alla discarica, seminato a granturco, che avevano appena tagliato quindi a terra c'era un tappeto di 'stoppie' che nascondeva tutto. ad un certo punto sono piombato giù di 1 m, dentro una canaletta di drenaggio del campo, completamente invisibile. risultato: menisco andato, 15gg ospedale. 
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Iscritto: May 2004
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disavventura penetrometrica:all'inizio della professione nel montare il maglio del penetrometro DL 030 ( 30 KG) sulla colonna di sollevamento, mi si bloccò la schiena ( colpo della strega).Ho dovuto sospendere le prove, caricare lo strumento in macchina con l'aiuto della collega per conto della quale stavo eseguendo le prove , e ritornare dopo quindici giorni. Morale:adesso per continuare ad eseguire le prove penetrometriche personalmente devo indossare la cintura elastica ( panciera) , ma dopo una giornata di lavoro ,la schiena è sempre indolenzita.
Sabato D'Elia
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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