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Per Alex
Ero nella estrema bassa modenese, sempre in una ceramica.
Il riporto era stato fatto per innalzare il p.c. per limitare così gli effetti di una eventuale esondazione, ma dato che la ceramica doveva ampliarsi il riporto andava tolto per eseguire le prove pentrometriche statiche.
A proposito del Collega Bisi ne so solo quanto riportò la stampa e quindi notizie poco affidabili sotto il profilo tecnico.
Lo incontrai per caso qualche anno dopo in un'agenzia di pratiche automobilistiche con un braccio tirantato in una posizione strana ma non era giù di morale.
Per tutti i Colleghi che leggono: non avete mai trovato i tunnel dell'erosione ipodermica sprofondadovi dentro ??
A me capitò, qualche anno fa, quindi da vecchio, in una vigna e vi garantisco che, anche se non mi feci del male, in quei pochi istanti fui follemente terrorizzato, molto di più di quando restati incanstrato, da govane, nel buco stretto (una grotta nei gessi bolognesi) e mi incrinai un paio di costole.
Il massimo del pericolo lo si ha nei centri abitati che stanno franando.
Perchè è istintivo guardare dove si mettono i piedi per evitare di metterne uno in una crepa mentre si trascura di guardare per aria.
Invece in questi casi bisogna anche guardare per aria perchè i cornicioni ed i comignoli crollano senza preavvisi.
Lo stesso va fatto durante durante le operazioni di soccorso in caso di terremoti anche se si ha il casco in testa.
Qui però c'è anche il pericolo di rompersi l'osso del collo facendo le scale durante una scossa perchè il gradino si sposta e sotto il piede proteso in avanti si trova il vuoto.
Bisognerebbe che chi opera in queste situazioni estreme avesse fatto un corso ad hoc, non so presso chi, forse i Vigili del fuoco.
Tornando alle frane a volte si hanno fenomeni che per noi geologi non impressionano perchè scontati ma che terrorizzano la popolazione ed i soccorritori.
Per esempio dalle fratture di una frana usciva dell'umidità che nella gelida mattina si condensava in una nebbiolina.
Questo fenomeno aveva generato un panico tremendo fra la popolazione essendosi sparsa la voce che stava per nasce un vulcano.
Lo andava dicendo in giro un tale nativo delle pendici delll'Etna finito sull'Appennino Tosco Emiliano da alcuni anni per motivi di lavoro.
Bè a questo punto forse è il caso di fare una buona assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.
A proposito tanti, ma tanti anni fa, il CN dell'Ordine aveva fatto una convenzione con l'Ina Assicuazioni giungendo ad una polizza che era vantagiosissima per noi perchè copriva rischi che quando il mio assicuratore li lesse si meravigliò.
Ebbbene, rinnovo dopo rinnovo, tali coperture ad una ad una sono scomparse !
Non sarebbe il caso di tornare a riesaminare l'accordo ???
Ciao a tutti anche perchè devo lavorare .
Antonio
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