Cari Colleghi,

sono di ritorno da una tre giorni sulla protezione civile organizzata dalla Regione Emilia Romagna dove ho constatato come sia molto bene accolta la presenza della Geo Prociv ( l'associazione dei geologi emiliani romagnoli per la protezione civile che conta una settantina di soci) fra i vari gruppi del volontariato di prociv con diversissime specializzazioni.

Domanda: non è il caso, non solo per potere fare del bene al prossimo sofferente, ma anche per fare conoscere le nostre competenze professionali sul campo una adesione a titolo individuale per esempio ad uno dei numerosi gruppi comunali, dove non vi è la Geo Prociv?

Tanto per cominciare c'è da istruire tutti ad usare le carte topografiche nonchè alcune di quelle tematiche come quelle del dissesto.

Possiamo poi all'interno di queste strutture fare come i medici cioè dirigere un gruppo di "parageologi" ossia di persone che sanno porre dei traguardi su una frana e controllare se si sono mossi e/o se la frana si è allargata.

Oppure "parageologi" che sanno localizzare i terreni più sabbiosi per usarli a riempire i sacchetti utilizzati per innalzare gli argini e via di seguito.

Entrando in tali gruppi anche noi ci arricchiamo di conoscenze e di esperienze che possono risultare senz'altro utili come per esempio usare le radio ricestrasmittenti ( le batterie dei telefonini sono soggette a scaricarsi e poi bisogna sapere i numeri degli altri soccorritori)o eseguire gli interventi di primo soccorso ( che sono una cosa molto diversa da quelli di pronto soccorso).

Poi se si è geologi giovani ed inesperti si può, senza risvolti spiacevoli, attingere all'esperienza dei colleghi più anziani.

Che ne dite ??

Ciao Antonio