Molti non addetti ai lavori di recente mi hanno posto questa domanda:
-“Ma potrebbe verificarsi in Italia uno TSUNAMI o qualcosa di analogo?”
Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto spiegare cosa è accaduto sotto il profilo geo-tettonico dinamico, cercando di non ripetere ciò che hanno affermato i media, discostandosi nei minuziosi contenuti, ma non nella sostanza.
IL MOTORE DI TUTTO È IL MAGMA ED I SUOI MOTI CONVETTIVI.
Immaginiamo una pentola con dell’acqua che bolle sul gas.
L’acqua, quando giungerà a temperatura prossima a 100 °C, comincerà a bollire secondo moti convettivi turbolenti, a causa dell’aumento dell’energia cinetica tra le molecole.
Assimiliamo ora questi moti caotici al magma, solo che in questo caso il calore (superiore ai 1100°C) che all’acqua veniva fornito dal gas, ora viene dato dal decadimento isotopico di alcuni radioisotopi. GLI ISOTOPI RADIOATTIVI CONTENUTI NEL MAGMA sono: Uranio, Torio e Potassio i quali soggetti a decadimento emettono una grande quantità di calore ed energia conferendo al magma gli stessi moti convettivi che interessavano l’acqua.
L’azione di questi moti convettivi prolungata nel tempo (con vettore spostamento quasi costante nel tempo sia in termini vettoriali che modulari), conferisce alle placche (crosta) dei movimenti ben definiti. Queste placche non si muovono in modo omogeneo con il magma, ma a scatti e cioè accumulano energia potenziale per poi scaricarla come energia cinetica. Ogni placca ha un suo particolare vettore e per questo ai margini delle placche esistono tre tipi principali di situazioni:
- Margine di placca costruttivo o divergente: (dorsali oceaniche) generalmente al centro degli oceani, a chilometri di profondità, nuova crosta si forma con velocità di qualche cm/anno.
- Margine di placca trascorrente: dove due placche si muovono in con vettori paralleli alla linea di frattura, ma di verso opposto (faglia di S. Andreas e qui corre l’obbligo di annunciare un’altra strage che si verificherà lungo la faglia appena citata a causa di un catastrofico terremoto dal nome BIG ONE)
- Margine di placca distruttivo o convergente: (generalmente arcipelaghi come Giappone ed INDONESIA) dove la crosta viene inghiottita ad una determinata velocita (nel caso dell'arcipelago indonesiano di circa 6 cm/anno) ……… SUBDUZIONE
La porzione di crosta che viene a scontrarsi, viene inghiottita. Questo processo compressivo non avviene purtroppo in modo uniforme, ma , come già detto, a scatti e cioè le placche ai bordi accumulano energia potenziale per poi convertirla in energia cinetica.
Il processo di SUBDUZIONE genera quindi movimenti a scatti. La placca EURO-ASIATICA, quindi, è stata costretta a “scendere” giù perché trascinata dalla placca AUSTRALIANA e quando il 26/12/2004 alle ore 01:58 italiane la forza SUBDUCENTE ha SUPERATO LA FORZA D’ATTRITO tra le placche, lo “scatto” della placca EURO-ASIATICA verso l’alto è stato inevitabile ed ha causato un innalzamento del livello del mare di qualche centimetro, ma con una estensione di migliaia di Km quadrati, mobilitando un volume d’acqua di miliardi di litri.
A causa della legge della conservazione dell’energia e della massa, tutta quest’acqua mobilitata verso l’alto di qualche centimetro, ha provocato queste ONDE che hanno causato una immane tragedia, penso la più grande della storia. Il sisma ha avuto l'eccezionale magnitudo di 9.0. L'epicentro e' stato localizzato al largo della costa nord-occidentale di Sumatra, con coordinate ipocentrali: 3.298°N - 95.779°E, alla profondità di circa 10 km. Questo terremoto può essere considerato uno tra i più energetici eventi sismici registrati negli ultimi 100 anni. Eventi di magnitudo confrontabile si sono verificati nel 1960 in Cile e nel 1964 in Alaska. Si tratta, come appena accennato, di terremoti originati dal meccanismo della subduzione, attraverso il quale le due delle placche in oggetto si scontrano immergendosi l'una sotto l'altra. L'insieme delle zone di subduzione costituisce il cosiddetto anello di fuoco, uno stretto corridoio che si snoda attraverso gli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano e lungo cui hanno luogo innumerevoli terremoti ed eruzioni vulcaniche.
Tali eventi generano onde sismiche che si propagano in tutto il globo e vengono quindi registrate dalla maggior parte delle stazioni sismiche esistenti. Tutte le stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV hanno registrato l'evento principale e molte delle numerose repliche.
L’acqua mobilitata a largo ha causato fenomeni irrilevanti, grazie all’estensione, mentre giungendo a terra, l’onda risente della scarsa profondità del fondale e per attrito rallenta. A questo punto si innesca una sorta di “tamponamento” che causa un accumulo energetico e di massa. Si assiste ad un rallentamento generale che amplifica l’ampiezza (altezza) dell’onda, diminuisce la lunghezza d’onda e la velocità. Quella che era un’onda di oscillazione, si trasforma nei pressi della costa in onda traslazionale.
L’Italia purtroppo è un Margine di placca distruttivo o convergente, infatti questo “scontro” ha generato la catena appenninica, dove la crosta della placca EURO-ASIATICA, SUBDUCE (viene inghiottita sotto) quella ADRI-AFRICANA. La placca EURO-ASIATICA, A CIRCA 400 KM DI PROFONDITA’ LIQUEFA E DA ORIGINE A TUTTO L’APPARATO VULCANICO TIRRENICO (EOLIE, ETNA, STROMBOLI, VESUVIO, LAZIALE, TOLFA). NON A CASO TUTTI I VULCANI SONO CONCENTRATI NELLA FASCIA TIRRENICA.
Concludiamo dicendo che l’Italia è si a forte rischio sismico ma la tipologia tettonica che la interessa è differente e sicuramente a scala più ridotta e di conseguenza meno intensa sotto il profilo tettonico-dinamico. Le probabilità che si verifichi una catastrofe come quella appena accaduta sono basse, praticamente nulle sia per la breve durata del nostro ciclo vitale sia per la velocità di subduzione che per l'estensione del fronte subducente.
.... o forse il rischio c'è, diciamo che mi sono semplicemente sentito in dovere di tranquillizzare coloro i quali mi hanno rivolto questa domanda.
N.B. Il terremoto di Messina del 1908 causò circa 100.000 vittime, ma la morte sopravvenne per cedimento strutturale degli edifici e ben pochi a causa dell'onda anomala.
Non perdiamo di vista l'oggetto della discussione, il tema del forum è: "TSUNAMI IN ITALIA"
Dott. Geologo Nicola DI FILIPPO