Originariamente inviato da mccoy:
Purtroppo, siamo un pò troppo lontani dall'area per intervenire direttamente. Molti tra noi in passato si sono dati da fare di persona in aree terremotate qui in Italia, e lo farebbero di nuovo in caso di necessità.

La situazione tra questo evento e altri del passato è totalmente diversa, come credo abbiamo capito tutti: molti Paesi coinvolti, cifre da capogiro. Serve una cosa fondamentale: coordinamento. Cosa già delicata in patria, figuriamoci quando si parla di missioni internazionali dove tutto è più complicato in partenza (qualcuno di voi conoscerà senz'altro il meccanismo ONU - UNDAC - OSOCC; mettiamoci anche il MIC europeo...). Questo evento è al limite delle umane capacità di intervento (se non oltre).

Si potrebbe aprire una nuova discussione sui problemi applicativi quali:
Perchè il sistema di allerta tsunami non è stato messo in atto nel SE asiatico, o perchè non ha funzionato?
Esiste una quantificazione del rischio Tsunami nei vari mari italiani ?
Questo rischio deve essere considerato o no nei vari piani di protezione civile, o è estremamente basso, dato che l'unico esempio storico recente è quello di Messina?


Non esiste un sistema di allertamento nel sud est asiatico per gli tsunami: troppo costoso per le loro economie, presuppone un sistema di prociv avanzato e una buona informazione alla popolazione.
L'INGV, tra le varie attività, svolge anche ricerche sugli tsunami e produce simulazioni di eventi.
Vi ricordo che a Stromboli 2 anni fa (era il 30 dicembre 2002 se non ricordo male) il distacco di diversi milioni di mc di roccia dalla Sciara del Fuoco ha generato un'onda anomala, ovviamente non paragonabile con quella di Messina nè tanto meno con quella del sud est asiatico. Lo tsunami stromboliano ha causato danni alle strutture presenti lungo tutta la costa dell'isola, rientrando diverse decine di metri, ed è stato avvertito, con danni, anche nelle altre Eolie, poi in Sicilia (particolarmente a Milazzo) e sulle coste della Calabria. Siamo stati fortunati cha sia successo a dicembre e non a luglio o ad agosto e per fortuna non ci sono state vittime. Per circa un mese l'isola è stata quasi completamente evacuata, fino a quando non è stato valutato il rischio di altri eventi e predisposto un piano di emergenza. Oggi l'isola di Stromboli è super-presidiata anche con 2 ondametri (collegati ad sistema di allarme multimodale) è dotata, come detto, di un piano di emergenza e di punti di informazione alla popolazione.
Qualcosa si può fare, ma servono competenze, risorse economiche e... volontà!


Roberto Pizzi

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There are more things in heaven and earth,
than are dreamt in our philosophy.