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C'ero ed ho anche un filmino in VHS che quando ho tempo lo vorrei sistemare in formato digitale così è più facile farlo girare. I morti comunque se non ricordo male ci furono solo in Valle D'Aosta a causa della Dora Baltea. Il Po se gli argini tengono ha tempi più che sufficienti per attrezzarsi. La situazione invece la ritengo preoccupante per il resto dell'Italia dove questi benedetti centri funzionali regionali sembra (alla luce dei recenti eventi meteo) che non esistano. Allucinante dalle mie parti l'Ufficio Idrografico da quando è passato alla regione non ha avuto più soldi per la manutenzione degli strumenti, vengono posti ostacoli all'acquisto di hardware adatti al sistema di acquisizione dati in real time e per circa un mese (non so se ancora è così) sono privi di internet per via della bolletta non pagata alla Telecom dalla regione. Non capisco se si tratta di ingenua ignoranza, menefreghismo o altro ma è possibile che solo dopo il disastro con tanto di vittime poi qualcuno si muove? A tal proposito, a chi può interessare, ho scritto un articolo su una rivista dal nome Difesa Civile pubblicato nel numero di ottobre-novembre. Questo ormai sta diventando una mia fissa. Ciao e buon anno a tutti.
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Alcuni anni fa furono spese cifre rilevanti per analizzare il grado di sicurezza delle dighe italiane ed i possibili effetti di una loro rottura. Qual'è il risultato pratico di questa analisi? Eì stao divulgato? Sono stati predisposti sistemi di allarme? Qualcuno ne sa qualcosa? Le autorità d Bacino hanno individuato e perimetrato le aree a richio e sapete qual'è uno dei risultati? Il Centro Polifunzionale della Protezione Civile è ubicato in una delle arre di espansione del Tevere, l'allora Genio Civile ha prescritto di inervenirte pert metterlo in sicurezza e cosa pensate sia stato fatto? NULLA 
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Recentemente mi è capitato di occuparmi anche di dighe. Che confusione anche alla luce dei continui passaggi di competenze, dal Servizio Dighe all'attuale R.I.D. e poi Regioni e infine Province. La cosa anche qui preoccupante riguarda l'abusivismo dei cosiddetti laghetti collinari e anche di alcune famose dighe. I sistemni di allertamento dovrebbero prevedere precise procedure in funzione già delle piogge previste dai sistemi radar satellitari ma da come mi hanno riferito a volte vengono forniti dati del tipo 70-200 mm nelle 24 h che non consentono di prendere nessun tipo di decisione. Le procedure dovrebbero prevedere lo svaso dei serbatoi già in funzione delle previsioni meteo con danno da risarcire ai gestori. Una responsabilità che nessuno vuole prendere soprattutto se alla base vi sono previsioni. Io rimango dell'idea che il dato a cui fare riferimento rimane quello rilevato a terra dal pluviometro magari posto più a monte e significativo per l'acqua che invade il serbatoio, su questi dati bisogna studiare e trovare tarature......certo i tempi a volte sono proprio ridotti. Per georghit: per quanto riguarda la diga di Campotosto, Provvidenza, Piaganini e traversa di Villa Vomano (tutte lungo lo stesso fiume), sono stati eseguiti studi in merito al collasso improvviso e idraulicamente individuate le probabili aree di inondazione, però a riguardo delle procedure da adottare ancora nulla, in mancanza di una pianificazione di emergenza (nazionale, regionale, provinciale e comunale) che attraverso i modelli di intervento stabilisca chi e come deve intervenire è lasciato ancora tutto al caso e all'improvvisazione, ci si trova in Prefettura e al momento si prendono decisioni. Fin quando in Italia non si smetterà di cercare il capro espiatore della disgrazia a tutti i costi (ricordo una puntata di Vespa a Porta a porta sulla piena del 2000 scandalosa) e i magistrati non ragionino in maniera troppo rigida, ci sarà sempre la paura di prendersi responsabilità e quindi al momento in cui si viene al nocciolo della pianificazione di emergenza, cioè con la nomina dei vari responsabili di funzione e del condiviso modello di intervento, tutti si tireranno indietro e non si realizzerà mai nulla. Però c'è anche da dire che questo atteggiamento di paura a volte viene esasperato da alcuni amministratori con un po', a mio avviso, di ottusa ignoranza.
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Non vi rendete conto che siamo delle Cassandre.
Per chi non lo sapesse Cassandra era una inascoltata profetessa di sventure che poi a qualche distanza di tempo si verificavano regolarmente.
ciao Antonio
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Caro Antonio,
si è vero siamo delle Cassandre sopratutto qui in Italia.
Io ho lavorato e lavoro sopratutto all'estero e ti posso garantire che anche nei paesi del terzo mondo si fa molta più attenzione alla prevenzione di quanto si faccia da noi.
Almeno in molti di quei paesi l'intenzione c'è, si cerca in qualche modo di risolvere i problemi dell'assetto idrogeologico nei limiti dei pochissimi fondi disponibili, si progettano le nuove opere facendo analisi approfondite (per quanto possibile) della sismicità dell'area, si fanno approfondite indagini geologiche e geotecniche, nello Staff di Direzione lavori delle opere più importanti cìè quasi sempre un geologo.
Se si operasse così anche da noi probabilmnte il nostro ruolo da quello di Cassandre "scadrebba" a quello di normali tecnici.
Ciao
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x Scaglioni ma in fin dei conti per tutti:Auguri di Buon e soprattutto Felice Anno nuovo, anche se con un paio di giorni di ritardo.... Sempre per Scaglioni:grazie vedrò ovviamente prima se son rimaste alle case editrici  ,prima di approfittare eventualmente della sua cortesia... X Alex grazie per le delucidazioni sulla situazione dighe lungo il corso del Vomano,ma credo che sia una situazione seria molto molto seria....Campotosto è un'area ad alto se non altissimo rischio sismico.....
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Iscritto: Feb 2004
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Struttura sismogenetica attiva dell'allineamento Laga-Campotosto-Gorzano con slip-rate tardo quaternario di 0,2-0,4 mm/anno magnitudo attesa Ms= ca. 6.5-6.7, per quella invece di Campo-Imperatore-Assergi la magnitudo attesa è di Ms= ca. 7.0 con Tr tra i 700 e i 1000 anni (siamo già in ritardo). Se vuoi per la bibliografia di tali studi posso darti i riferimenti. Insomma scoppolette da niente.....non credo che solo i cocci (ceramiche) di Castelli verrebbero giù come mi disse scherzosamente un geologo del Servizio Sismico Nazionale (P.G.), per sottlineare la non molta attenzione rivolta nel nostro territorio (teramano) a livello nazionale. A tal proposito l'INGV sta eseguendo uno studio e se ti interessa posso tenerti aggiornato, te l'ho già detto passa qui in Ufficio che ti posso meglio informare.
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Cavolo non pensavo che fossi così "informato" sull'argomento;(conoscevo la situazione strutturale ma non i dati geofisici)....sicuramente a giorni passerò da quelle parti...  a proposito(appunto)mi puoi dare i riferimenti bibliografici(grazie)o è meglio che passi di lì...??? Comunque, non volendo fare del catastrofismo,anche perchè per fortuna(facendo le corna)l'eventualità anche se esiste è abbastanza remota... è sempre la solita storia: è meglio tacere perchè c'è l'ENEL di mezzo e intanto si tengono dighe in aree sismicamente attive sperando che nulla accada....
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Da lunedì ci sarò. Grazie perchè mi hai ricordato Campotosto, proverò (cercando di trovare il tempo) ad interessarmi di ciò, so anche chi in maniera specifica ha condotto gli studi in quella zona (credo sia il maggior esperto e ho la fortuna di esserci spesso in contatto). Ultimamente mi ha ribadito che lo sbarramento sul torrente Fiumicino che poi va sul Vomano è su un contatto attivo di faglia. E' una situazione che andrebbe approfondita, proverò a sentire quelli del R.I.D. (Registro Italieno Dighe)di Perugia, che credo siano i competenti, se sanno delucidarmi in merito. La bibliografia ce l'ho in Ufficio ora ti scrivo da casa. Tornando al topic Tsunami in Italia, qualcuno da qualche altra parte ha accennato all'Adriatico e in particolar modo a quello citato da Tozzi nel Gargano (anno 1627 magnitudo 6.8), c'è una pubblicazione a nome di De Martini, Burrato, Pantosti, Maramai, Graziani dell'INGV e Abramson della Geomatrix Consulants USA " Identification of tsunami deposits and liquefaction features in the gargano area: paleoseismological implication " molto dettagliata in merito (questa ce l'ho).
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C'e' uno studioso qua in Inghilterra che da anni studia il rischio che crolli in mare una parte di un vulcano delle Canarie, con il conseguente rischio di onda gigantesca attraverso l'Atlantico. Magari e' piu' science fiction che realta', ma almeno lui ci prova. Possibile che nessuno dei nostri abbia mai sentito parlare di queste cose e gli sia venuto il sospetto che lo stesso potesse accadere con lo Stromboli? Oppure i nostri ricercatori sono troppo impelagati nelle beghe di dipartimento per informarsi su queste cose? Scusate il tono polemico, ma in Italia non sappiamo proprio prevenire. Anche nel mio settore le cose non vanno meglio: basta andare indietro al 2003 per vedere il problemi che ci sono stati con la fornitura d'acua in varie regioni. In Inghilterra stiamo gia' programmando fino al 2030!!!
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