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Partire per fare che ?
I medici senza frontiere sanno che cosa fare ma noi, andiamo a parlare di subduzione?
Ecco perchè mi arrabbio !
Manca uno sforzo per concretizzare il nostro operare puntualizzando il nostro ruolo professionale.
Ma è mai possibile che nessuno intervenga aggiungendo qualche cosa a quanto ho scritto ieri, sempre su questo forum alla voce ASSE TERRESTRE ?
Circa poi la mia partecipazione diretta a 67 anni con una bomba dentro che prima o poi mi scoppierà e che anche se non mi provoca per il momento dolore mi angustia l'esistenza, cosa volete che faccia più di cercare di tramettervi la mia esperienza ed invitarvi ad andare più avanti di quanto non sia arrivato io ?
Ho vissuto direttamente tante catastrofi nazionali e locali.
Ho cominciato nel 1951, bambinetto, vedendo eseguire un solco con l'aratro sulla sommità dell'argine del fiume Panaro e poi con la ruota del trattore costipare la terra sollevata per sopraelevarlo rapidamente.
Nel 1961, laureando il geologia, ho operato per salvare i miei beni dall'alluvione provocata da un'onda di piena del fiume Secchia dovuta allo svuotamento di un grande lago creato dallo uno sbarramento di frana del suo alveo nella zona montana.
Allora mi trovai a dovere inventare il modo per trasferire nel fienile le vacche della stalla e feci una scala fatta con le balle di paglia in fretta e furia prima che arrivasse l'acqua e poi, assieme al guardiacaccia, andai a prendere e mettere in gabbia, per poi portarle all'asciutto, le lepri che si erano rifugiate sul colmo dei campi.
Non ho vissuto l'Irpinia solo perchè nell'estate precedente avevo avuto un infarto.
Ho spalato fango a Firenze per aiutare una mia cugina (a proposito il fango dopo un pò pesa come il piombo, altro che 1.4 t/mc) !!
Sono andato in Friuli dove mi sono impegnato con il Collega Broili, poi divenuto presidente nazionale dell'ordine.
Ho passato 6 anni in regione E R come unico geologo addetto al trasferimento e consolidamento abitati ed ai pronti interventi.
E qui hi vissuto delle esperienze veramente toste !
Mi sono trovato di notte su di un argine di un fiume in piena con i pompieri a indicare l'area che sarebbe stata allagata (utilizzando il microrilievo del 25.000) in modo da avvisare solo la popolazione veramente esposta al rischio evitando così il fuggi fuggi generale con intasamento delle strade ed intrappolamento dei veicoli e delle persone nell'acqua.
Non parliamo poi del paio di paesi sgomberati con il terreno che si rompeva sotto i piedi nonchè di un paio di cimiteri (non potete immaginare lo schifo, per fortuna che provvide operativamente il medico condotto).
Allora non c'erano i volontari della protezione civile c'erano solo i pompieri, una qualche vigile urbamo ed i cantonieri del comune, molti dei quali invalidi e smepre i carabinieri che non disdegnavano di trasformarsi in facchini. Ho visto le conseguenze dell'incendio provocato dalla rottura di un tubo del metanodotto che alimentava la valle padana ed ho studiato e predisposto, assieme ai tecnici della snam il monitoraggio del versante ( era uno dei primi che si faceva perchè correva l' A.D. 1973 o 74). Nessuna di queste cose me l'avevano insegnate all'Università mi sono ingegnato da solo.
Volevo solo passare il testimone, stimolandovi ad andare avanti: la professione è una corsa a staffetta.
Le esperienze vanno tramandate ma anche aggiornate in base ai progressi della scienza e della tecnica e la nostra profesisone e tecnico scientifica a pieno titolo . Dopo aver scritto Geologia d'urgenza nelle calamità naturali ( non ho preso una lira di diritto d'autore, ma solo copie che ho poi regalato in giro nonostante i lai dell' editore, anch'egli un geologo ) aproffitto di questa sede per passare il testimone.
Scusatemi se sono irruento ma ognuno ha il proprio carattere e l'ho fatto a fin di bene.
Ciao e buon anno a tutti
Antonio Il binonno brontolone (così sono chiamato dai miei nipotini)
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Iscritto: Jul 2004
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Premettendo che rischio di dire corbellerie!!!! Rischio tsunami(ma preferisco il termine maremoto)come si sa non è determinato solo da eventi sismici,ma anche da eruzioni vulcaniche,frane,frane sottomarine e quant'altri eventi meccanici atti allo scuotimento(senza escludere anche la caduta di medio-grossi corpi celesti)dell'area marina interessata...Ora la domanda che mi pongo è??? Se per creare tale evento nell'oceano Indiano,tanto più grande e immenso,rispetto al nostro Mediterraneo e più in particolare dei nostri mari quali l'Adriatico,il Ligure etc...,c'è stato bisogno di un'energia liberata da un evento sismico pari a magnitudo nove,nei nostri mari quale energia può creare tale evento e quale tipo di fenomeno è a rischio???Si parla di rischio maremoto o di tsunami in Italia, ma il Vajont non può essere collocato in un certo qual modo in questo contesto;e tutti i bacini artificiali presenti in Italia in aree altamente sismiche (vedi per esempio dalle mie parti il Lago di Campotosto)non sono a rischio onde anomale nel caso di forti terremoti....spero di non aver detto troppe corbellerie ma sono dei dubbi che mi pongo da tempo!!!!!!!
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Iscritto: Sep 2000
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Non sono mica tanto corbellerie, sono ragionamenti quanto mai logici e domande quanto mai sensate.
Ecco un argomento da sviluppare su questo forum invece del piangerai sull'Epap e del non rispeto del tariffario ( anche se queste sono catastrofi per il nostro miscocosmo) ma che superano le mie conoscenze che sono limitate alla regione E-R.
Mi ricordo che all'epoca della costruzione, mi pare che da parte del WWF, furono espresse dei dubbi sulla Diga di Lidracoli a causa della sismicità della zona ma poi, essendomene andato dalla Regione, non so se l'argomento fu approfondito e in che termini. Ciao Antonio
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Iscritto: Jul 2004
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Credo che,la linea di Scaglioni, sia la linea da seguire:la geologia in questi casi deve concretizzare,deve rendersi più concreta, non può solo soffermarsi sullo studio dello spostamento dell'asse terrestre.....io credo che l'evento tragico che stiamo assistendo sia da una parte la più grande sconfitta di tutti coloro che studiano geologia,che sia stata una sconfitta quasi desolante quasi come buttare nel...anni e anni di studi geologici;mi riferisco al fatto che ben sappiamo che l'onda prima di "abbattersi"sulle coste dell'India e dello Sri-Lanka ce ne ha messo di tempo e nessuno che abbia informato nessuno...sì si parla di quell'americano che...ma ciò è ancor più vergognoso cioè costui non poteva neanche informare le ambasciate o consolati o chiunque altro con una telefonata;probabilmente non sarebbe servito a niente lo stesso o quasi ma se non ci si prova neanche, che ci stiamo a fà....immaginate quell'americano che dopo essere andato lì in vacanza si è sentito dire dal tizio, sì ma io non sapevo a chi dirlo....ma davvero si scherza,in quei casi tu(tizio retribuito dallo stato americano per fare quel lavoro)devi lanciare un allarme mondiale e poi si vedrà....se non siamo capaci di far questo allora lasciamo perdere stiamo ingannando coloro che ci danno fiducia....e poi è possibile che solo l'americano si sia reso conto della situazione???e i nostri sismometri o accelerometri che stavano a dormì a quell'ora o che cosa????
Be!!!in tutta questa tragedia, purtroppo una cosa positiva(strettamente personale),è capitata;con tutti stì geologi scienziati che sò andati in televisione finalmente qualcuno ha capito un po' di più cosa studio,e più in particolare,che non vado a fà solo le scampagnate;anzi quasi quasi ora mi sento sopravvalutato!!!davvero una magra magra magra cosa!!!!
p.s.X Scaglioni:mi sa indicare dove posso trovare Geologia d'urgenza nelle calamità naturali!!!!
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Iscritto: Sep 2000
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Iscritto: Sep 2000
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Alla Geo-graph di Segrate Milano.
Al Geofluid l'editore mi diceva che era agli sgoccioli.
Se non ne ha più te ne mando una fotocopia, ovviamente a gratis.
Ciao e felice anno nuovo
Antonio
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Iscritto: Dec 2004
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Iscritto: Dec 2004
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Davvero in Italia potrebbe accadere qualcosa di analogo!? O meglio.., se sono accaduti in passatgo ed è ovvio che potrebbero ripresentarsi.. dai continui movimenti del sottosuolo è probabile che anche da noi ci sia quaqlcosa di molto pesante!?
Oggi ho sentito in tv che anche in Trentino e in Sicilia oggi c'è stato il terremoto... potrebbero essere collegati!?? La terra davvero è ancora in movimento!??
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Iscritto: Aug 2001
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La terra non è una palla di vetro inerte ma un pianeta in continua evoluzione e quindi come tu dici "ancora in movimento". I fenomeni "catastrofici", quali terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni,frane, ecc., sono quindi fenomeni normali dal punto di vista geologico. L'uomo non è certo in grado di impedire il verificarsi di tali fenomeni ma di prevenirli mitigandone gli effetti questo sicuramente può farlo. Esistono specializzazioni della geologia in grado di analizzare metodi di di pianificazione costruzione, di difesa e/o di allarme che impediscano ai fenomeni naturali di provocare tante vittime.  In Italia, in linea di massima, esiste nulla o scarsa sensibilità e oserei dire ignoranza sia del grande pubblico, sia della stampa, sia delle amministrazioni nei confronti di questa problematica. La geologia e il dissesto idrogeologico compaiono e se ne parla solo in occasione di eventi che causano un elevato numero di vittime o danni di notevole importanza, poi tutto ritorna nella routine qoutidiana e... amen.
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Iscritto: Dec 2004
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Bene.... quindi tutto è possibile deduco... Ho sentito in tv che ieri anche nelle Marche (oltre al Trentino e alla Sicilia nello stesso giorno) c'è stata una scossa.. è tutto collegato quindi... la terra che un pò da xtutto si sta facendo sentire.. è quello ke mi preoccupa..un conto è un terremoto ogni tanto, un conto solno + vibrazioni in tutto il globo. E' vero pure che scosse ci sono costantemente sulla terra, anche se rilevabili solo dai sismografi e non avvertibili (o sbaglio?) quindi è probabile che ora in tv parlino pure di quelle "inesistenti" ... bò... cmq troppe voci sui tg, troppe condsiderazioni diverse, non si sa + a chi dar retta.... dovrebbero fare dei programmi con persone esperte e attebdibili, piuttosto che far parlare i giornalisti che aimè.. non penso siano espertissimi 
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Iscritto: Feb 2004
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A proposito dei sistemi di allerta, è bene ricordare questa data non troppo lontana: 6 novembre 1994 ad Alessandria in pieno giorno dalle 13:30 alle 14:00 di domenica a distanza di 16 ore dal passaggio del colmo del Tanaro a monte, nella città di Alba, dove provocò già otto morti, ci furono ancora nove vittime, nessuno fu avvisato , l'alluvione nel suo complesso provocò 69 morti. Penso che allora si sia toccato il fondo. Ad Antonio Scaglioni: tempo fa ti chiesi se (circa un anno fa) ci furono problemi con l'acqua a Modena (io credo di sapere il motivo), ricordo che con i sistemi di allerta si riusciva con una certa sicurezza a consigliare le famiglie poste in Loc. Barchetta (tramite il Sindaco di Campogalliano) di spostarsi circa un paio di ore prima che arrivasse l'acqua nelle loro case. In questo campo si può e si deve fare tanto ma è difficile farlo capire agli Amministratori, ai politici, tanto più che a volte gli accademici non danno una mano.
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Alex, la realtà è ancora peggio di come la conosci tu. Ci fu un allarme. Fu mandato dalla prefettura un fax ai Comuni di Asti e Alessandria, per segnalare che il livello del Tanaro stava salendo in modo preoccupante.... peccato che fosse il tardo pomeriggio di sabato e nessuno ebbe naturalmente la possibilità di leggerlo. Comunque anche a me è venuto in mente quell'esempio, perchè oggi, a distanza di 10 anni i sistemi di previsione in tempo reale delle piene e di allertamento non consentirebbero il ripetersi di una situazione così. Come forse sai, nell'ancora più gravosa piena 2000 (Portate del Po e della Dora Baltea stimate con Tr 200-500 anni) il numero di vittime è stato minimo. Ci sono voluti, come ricordi, 69 morti ma almeno non sono morti per nulla.... Speriamo che anche nella zona del maremoto ciò che è successo possa stimolare chi ha mezzi economici e tecnologie a realizzare sistemi di allertamento efficaci(come già esistenti per le coste giapponesi)
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