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A proposito dell'ultimo terremoto,mi pare di aver sentito che l'asse terrestre si sia spostato di 6 cm,è possibile che una variazione del genere provochi una piccola variazione del clima e contribuisca al preoccupante scioglimento delle calotte polari?
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Ma che non ci sia uno di voi che si offra volontario per andare ad aiutare !!
Sono convinto che sia anche questione che molti di noi non sanno che cosa dovrebbero fare come geologi.
Tema : qual'è l'apporto che le geoscienze posso dare in questo momento per risolvere l'emergenza sanitaria ??
Forza coraggio aguzzate l'ingegno " nati non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza" !!
Aspetto un dibattito tecnico scientifico .
Antonio
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il dizionario si può portare?
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Si.
Ma in lingua inglese !!
Ciao Antonio
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Iscritto: Nov 2001
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vi riporto questo articolo a riguardo e leggete bene alla fine....chi ovviamente dissente?
Con ciò non voglio fare polemica ma vorrei tanto che tozzi una volta tanto oltre a esprimere il suo dissenso dalle opinioni comuni le argomentasse con fatti concreti...
Maremoto sposta l'asse terrestre
Lo sostiene l'Agenzia spaziale italiana Il catastrofico sisma del 26 dicembre è stato talmente violento da modificare in modo considerevole l'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre. La conferma arriva dai dati raccolti dai ricercatori del Centro di Geodesia Spaziale dell'Agenzia spaziale italiana di Matera. "Si tratta di risultati preliminari - ha detto Giuseppe Bianco, direttore del centro Asi - che indicano uno spostamento lineare di 5-6 cm lungo la direzione dell'epicentro del terremoto".
I numeri, dunque, sembrano confermare quelle che inizalmente erano soltanto delle voci. Il terribile terremoto nell'Oceano Indiano avrebbe causato uno spostamento dell'asse di rotazione terrestre pari a circa 2 millesimi di secondo d'arco (l'angolo sotteso da una moneta da 1 Euro ad una distanza di 2000 km). Tecnicamente parlanto, la forte scossa avrebbe modificato l'assetto linearmente di 5-6 cm proprio lungo la direzione dell'epicentro del terremoto che ha scatenato il maremoto nel Sud-Est asiatico.
La scoperta è stata resa possibile grazie all'elaborazione in tempo reale dei dati prodotti dalla rete mondiale di telemetria laser satellitare, della quale l'osservatorio lucano è uno dei capisaldi fondamentali. Da una prima analisi i ricercatori non segnalano invece alcun effetto lungo la direzione del meridiano di Greenwich.
Nel frattempo l'elaborazione delle informazioni continua a ritmo serrato in collaborazione con il Prof. Roberto Sabadini dell'Università di Milano. L'obiettivo congiunto degli istituti è quello di verificare l'effetto prodotto dal sisma su altri parametri terrestri, come la posizione del centro di massa e la forma del campo di gravità
Della stessa opinione non è invece il geologo del Cnr Mario Tozzi che, in merito all'ipotesi di uno spostamento dell'asse terrestre, fa notare come una cosa del genere non si verificò nemmeno dopo il sisma di 40 anni fa in Cile, che fu di proporzioni paragonabili a quello che ha sconvolto l'Asia.
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antonio,
francamente, credo che le geoscienze in questo momento possano fare ben poco per le popolazioni colpite; quello che serve davvero in questo momento è personale medico specializzato, oltre ad una organizzazione efficiente che sappia impiegare utilmente le risorse finanziarie.
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Iscritto: Jan 2001
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Tanto per cominciare potremmo contribuire con qualche SMS da 1 euro .... cosa ne pensate ?
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,96476,00.html
Egidio Grasso Coordinatore sito WEB www.geologi.itPuoi credere di farcela o credere di non farcela. In entrambi i casi i fatti ti daranno ragione. (Henry Ford)
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Sepellire o bruciare migliaia di persone pone problemi di tutela delle falde acquifere ed in base al tipo di terreno sono diverse le modalità di consunzione dei cadaveri inumati.
Nei terreni argillosi i cadaveri non si distruggono ma cerificano,in quelli sabbiosi mummificano, quindi occorrono terreni di medio impasto.
C'è poi nelle fosse comuni il problema dello smaltimento dei gas provenienti dalla putrefazione che essendo in grande quantità riescono a crepacciare i terreni di copertura ed addirittura sollevarli .
Tutte queste cose le abbiamo dovute affrontare qui da noi una ventina d'anni fa in occasione dell'ultima epidemia di afta che ha colpito gli allevamenti suini .
In quella circostanza ci si è trovati a dovere sepellire dalla sera alla mattina migliaia e migliaia di animali con una massa corporea molto simile a quella umana, animali che non si potevano portare fuori dalle immediate vicinanze dell'allevamento per non diffondere l'epidemia.
Trattandosi di animali appena abbattuti il maneggiarli non creava rilevanti problemi sanitari
Quando i terreni non erano idonei si preferiva la cremazione a cielo aperto però se il terreno su cui si sviluppava il rogo era permeabile si asportava quella parte interessata dal percolato ed lo si portava in discarica.
Nel caso di questa strage in Asia il terreno andrà impacchettato ben bene per evitare successivi dilavamenti ad opera delle piogge.
I dettagli costruttivi degli impianti da costruire quando le condizioni idrogeologiche e geotecniche non sono favorevoli e le modalità dei roghi le potete trovare in: Afta epizootica, esperienze di lotta. Edagricole, Bologna 1987 ed in Gelmini R.,Tosatti G., Zavatti A. "Allevamento zootecnico e territorio". Atti del Convegno internazinale La difesa sanitaria degli allevamenti 1987.
Ne ho anche trattato con un linguaggio geologico nel mio "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali".
Non dite che ho sollevato il problema per fare pubblicità al mio libro perchè è oramai in via d'esaurimento.
Come vedete la professione del geologo non è solo geotecnica !!
Per quel che riguarda l' organizzazione efficiente che sappia impiegare utilmente le risorse finanziarie bisognerebbe avere una nostra organizzazione internazionale che intervenga in questi casi come i medici con la famosissima organizzazione " Medici senza Frontiere".
Esiste il World Geologist con sede a Madrid presso l'ordine dei geologi spagnoli il cui referente italiano ha preso contatti recentissimamente con la Geoprociv emiliana romagnola.
Si è però ai preliminari per cui non resta che rivolgersi sia per andare a prestare la propria opera sia per versare un obolo ad una delle tante organizzazioni umanitarie non governative.
Personalmente, per esempio, pur essendo credente a modo mio e non tanto praticante, non potendo per l'età avanzata ed i guai di salute essere d'aiuto in posto, penso di fare un'offerta alla Charitas diocesana.
Comunque ragazzi secondo me bisogna in futuro impegnarci seriamente nella protezione civile, facendo nascere,per esempio, tante Geoprociv oppure entrando a titolo personale nelle varie organizzazioni del volontariato già funzionanti svolgendo il nostro ruolo professionale, non come barellieri, nonostante il grande rispetto che nutro per questi volontari. Ciao a tutti
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Egidio non ho voluto contraddirti anzi sono d'accordo.
Il disguido nasce dal fatto che mentre scrivevo il mio messaggio non guardavo che cosa appariva sul forum ed in quell'intervallo di tempo hai scritto tu.
Ciao Antonio
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Originariamente inviato da Antonio Scaglioni: Ne ho anche trattato con un linguaggio geologico nel mio "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali".
Pubblicità o non pubblicità  dato che ci sei indica anche l'editore... Grazie
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