Sepellire o bruciare migliaia di persone pone problemi di tutela delle falde acquifere ed in base al tipo di terreno sono diverse le modalità di consunzione dei cadaveri inumati.

Nei terreni argillosi i cadaveri non si distruggono ma cerificano,in quelli sabbiosi mummificano, quindi occorrono terreni di medio impasto.

C'è poi nelle fosse comuni il problema dello smaltimento dei gas provenienti dalla putrefazione che essendo in grande quantità riescono a crepacciare i terreni di copertura ed addirittura sollevarli .

Tutte queste cose le abbiamo dovute affrontare qui da noi una ventina d'anni fa in occasione dell'ultima epidemia di afta che ha colpito gli allevamenti suini .

In quella circostanza ci si è trovati a dovere sepellire dalla sera alla mattina migliaia e migliaia di animali con una massa corporea molto simile a quella umana, animali che non si potevano portare fuori dalle immediate vicinanze dell'allevamento per non diffondere l'epidemia.

Trattandosi di animali appena abbattuti il maneggiarli non creava rilevanti problemi sanitari

Quando i terreni non erano idonei si preferiva la cremazione a cielo aperto però se il terreno su cui si sviluppava il rogo era permeabile si asportava quella parte interessata dal percolato ed lo si portava in discarica.

Nel caso di questa strage in Asia il terreno andrà impacchettato ben bene per evitare successivi dilavamenti ad opera delle piogge.

I dettagli costruttivi degli impianti da costruire quando le condizioni idrogeologiche e geotecniche non sono favorevoli e le modalità dei roghi le potete trovare in: Afta epizootica, esperienze di lotta. Edagricole, Bologna 1987 ed in Gelmini R.,Tosatti G., Zavatti A. "Allevamento zootecnico e territorio". Atti del Convegno internazinale La difesa sanitaria degli allevamenti 1987.

Ne ho anche trattato con un linguaggio geologico nel mio "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali".

Non dite che ho sollevato il problema per fare pubblicità al mio libro perchè è oramai in via d'esaurimento.

Come vedete la professione del geologo non è solo geotecnica !!

Per quel che riguarda l' organizzazione efficiente che sappia impiegare utilmente le risorse finanziarie bisognerebbe avere una nostra organizzazione internazionale che intervenga in questi casi come i medici con la famosissima organizzazione " Medici senza Frontiere".

Esiste il World Geologist con sede a Madrid presso l'ordine dei geologi spagnoli il cui referente italiano ha preso contatti recentissimamente con la Geoprociv emiliana romagnola.

Si è però ai preliminari per cui non resta che rivolgersi sia per andare a prestare la propria opera sia per versare un obolo ad una delle tante organizzazioni umanitarie non governative.

Personalmente, per esempio, pur essendo credente a modo mio e non tanto praticante, non potendo per l'età avanzata ed i guai di salute essere d'aiuto in posto, penso di fare un'offerta alla Charitas diocesana.

Comunque ragazzi secondo me bisogna in futuro impegnarci seriamente nella protezione civile, facendo nascere,per esempio, tante Geoprociv oppure entrando a titolo personale nelle varie organizzazioni del volontariato già funzionanti svolgendo il nostro ruolo professionale, non come barellieri, nonostante il grande rispetto che nutro per questi volontari.

Ciao a tutti