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Chi fa da se fa per tre !
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Non è solo per noi ma, quando la committenza non sia in grado di giudicare, anche per le altre professioni
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OP
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Non mi sono chiare, nella mia ignoranza queste frasi sibilline. Deve essere chiara, l'asseverazione, verso l'Amministrazione che la richiede. La committenza se è privata che ne può sapere.
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Iscritto: Aug 2001
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Non mi sembra affermazione sibillina.
Chiunque si serva di prestazioni professionali, sia esso privato od entità pubblica, può esigere che il professionista richieda prsenti il parere di conformità della parcella e un parere di"qualità" da parte dell'ordine di apparteneza del professionista.
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OP
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Messa così, non se ne viene fuori. Hai fraintesso completamente il senso del mio intervento. Tecnicamente poi sarebbe impossibile poichè si sommergerebbe l'Ordine di pareri, già ci vuole tempo per il resto... Comunque STOP, chiudo qui questa serie di interventi, visto che si è fatto avanti nessuno per chiarire come in pratica funziona l'iter. Magari più avanti... qualcuno lo leggerà e ci aggiornerà.
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Allora Massimo, andiamo per... Ordine:
La norma... può essere:
1) Legislativa E'stabilita dalle Leggi in vigore, sono vincolanti anche se non riportate nel progetto/capitolato, in alcuni (rari) casi sono derogabili (solo se lo specifica la stessa legge).
2) Tecnica E' stabilita da un ente ufficalmente riconosciuto, ad es. UNI, è sostanzialmente equivalente alla norma legislativa in quanto vincolante, normalmente riportata nei progetti/capitolati, in particolare se vi sono diverse "alternative"
3) Contrattuale E'stabilita per contratto ed ha valore vincolante per le parti, qualsiasi cosa, purchè non in contrasto con le prime due.
In genere norme di tipo 1) e 2) forniscono, direttamente o indirettamente, il modo di controllare la loro attuazione. Per le norme contrattuali il discorso si complica, a volte parecchio, poiché un contratto e composto da diversi "documenti" scritti spesso da più persone.
Esempio concreto: ".. superficie verticale.. " (ma vale per un sacco di altre cose) Sembra semplice ma.. cosa si intende per "verticale ? come la misuriamo ? Su cosa si intende, bè, tralasciamo, sul come misurarla converretre che non è la stessa cosa se si usa un "riscontro" appoggiato al suolo, un filo a piombo, un comparatore ottico, un deflettometro laser o un interferometro, il tutto, tra l'altro, in relazione alla dimensione di riferimento.. non vi piace l'esempio ? Bè, è tardi ed questo mi è venuto in mente, ma dovrebbe dare l'idea.
La certificazione...
Ovvero dichiarare che quanto è stato fatto corrisponde a ciò che era previsto.
Se le norme sono chiare e complete delle specifiche tecniche di riferimento, ossia se il capitolato/progetto contiene in sè le definizioni operative, non dovrebbero esserci problemi: il pozzo è previsto per una portata di esercizio pari a 20 l/s con un abbassamento dinamico, stabilizzato dopo 12 ore di pompagio, ad un massimo di 10 metri e con trascinamento di materiale (in sospensione) inferiore a x grammi per metro cubo.
Dove è il difficile ? bastano un metro (vabbè meglio un freatimetro), un orologio, un cubo di un metro per lato e una bilancia(sufficientemente precisa).
Posso certificarlo al committente in 12 ore e qualche minuto.
Ovviamente il più delle volte le cose non sono così chiare. Quante volte ho letto "il pozzo deve dare acqua limpida con una portata di 20 l/s".. !!
Certo, anche questo si può certificare, ma lascia un oceano di spazio alle interpretazioni.
Quindi, occhio al progetrtista !! E' lui che scrive la parte tecnica del capitolato (o quantomeno deve controllarla) e, quindi, deve essere lui a "specificare" cosa vuole e come misurarlo.
L'argomento è vasto ma il concetto generale dovrebbe essere almeno indicato.
In sostanza il collaudo si fà secondo le norme di collaudo, senza norme di collaudo sono classici piselli senza zucchero.
Questo è anche il modo migliore che personalmente ho trovato per "valutare" un progettista: Guardate se da qualche parte nel progetto è prescritto come verificare ciò che è previsto o, quantomeno, se rimanda a specifiche norme tecniche.
Il migliore in assoluto che io abbia mai conosciuto (sulla carta) è un ing. danese che, per massimo di scrupolo, allegava le copie delle norme e specificava il tipo di taratura/calibrazione che i vari strumenti di misura dovevano avere. Oltre alle condizioni metereologiche e microclimatiche minime per le varie fasi di lavorazione o la sospensione dei lavori (anche per il rispetto delle norme di sicurezza e salute dei lavoratori)*
Manco dire che il lavoro è andato via liscio come seta, fatto, collaudato e certificato senza problemi.. intendo dire che anche quello che non andava bene era lì, bello evidente con buona pace di tutti.. da rifare.
* fare asfaltare ad agosto con temperature sopra i 30 gradi, salvo particolari accorgimenti, comporta responsabilità penali non indifferenti.. così come posare tegole e rivestimenti dei tetti se l'umidità atmosferica è sopra al.. punto di rugiada (?)
Concludo prendendo a spunto uno stralcio del msg. di Massimo: "certificare che le raccomadazioni contenute nel suo lavoro sono state seguite con scrupolo"
Al di là del fatto che di solito non è il "suo" lavoro (progetto) ma quello di un altro.. poichè il Collaudatore e il Progettista sono/dovrebbero essere persone diverse.
vabbè, in questo contesto si tende a semplificare e quindi le parole di trossero vanno bene così ma, più in generale, contengono due termini, indicativi della media dei testi di capitolato, che mi fanno accapponare... i capelli !
raccomandazioni.. scrupolo...
due parole che non significano nulla !
In un progetto non si "raccomanda", si Prescrive (altro termine per dire .. si ORDINA) cosa e come fare.. va fatto e va fatto così !! oppure non va fatto ossia se lo fai o meno a me non importa.
Scrupolo.. cosa vorrebbe dire è eseguito con scrupolo ? Ho visto un piastrellista dannarsi l'anima e posare le piastrelle come se fossero pupi in fasce, scrupolosissimo, ma la "planarità" del rivestimento è un altra cosa !
Chiaro no ?
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OP
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NO, a parte il fatto che noi siamo consulenti del progettista. Il mio post non si riferisce alla bontà dell'esecuzione di un opera, ma come avrete la bonta di leggere nell'esempio precedentemente esposto alla sua ripercussione sulla protezione da eventi geomorfologici (piene, frane, valanghe ecc) Non si tratta di dire questo argine è fatto bene, ma questo argine proteggerà da allagamenti la zona retrostante così definita..., oppure: la tracimazione comporterà solo pochi decimetri di acqua. Ancora: le strutture che stabilizzano questa frana, permettono di proseguire l'edificazione a monte o a valle, oppure: è meglio permettere solo modesti incrementi del carico antropico. Per finire: L'edificio realizzato....è conforme a quanto prescritto nella relazione geologica in quanto nella tavola xx si osserva che sono presenti dossi che impediscono alle acque allaganti di raggiungere gli interrati o il cortile con i box. Il piano di calpestio è posto a quota maggiore della piena di riferimento.
Questo è un tipo di collaudo, ma se vi crea problema chiamiamolo in altro modo, con cui avremo a che fare e che ritengo auspicabile sia introdotto. Da come mi rispondete sono indotto a pensare che da voi i PRG non contengano alcun accenno a queste cose. Cordilità TM
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Ritengo si possa tranquillamente chiamarlo collaudo, dovendo valutare un opera principale in funzione di opere "accessorie" la cui realizzazione (o meno) comporta una variazione nella "classe" di rischio (o di qualità) dell'opera principale. Da uno stato di fatto dei luoghi, rischio x, a uno stato di "progetto", da conseguire con la realizzazione di date opere, diciamo, secondarie (o subordinate). Al di là delle possibili difficoltà, credo che comunque la faccenda sia relativamente simile, assumendo i termini in senso più ampio resta lo schema: Progetto --> prescrizione e norma --> verifica --> certificazione della corrispondenza.
Sempre schematizzando, se il PRG afferma la fattibilità di un opera a date condizione dovrebbe anche stabilire le modalità di verifica di tali condizioni, viceversa bisognerà studiarsi quelle del caso.
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OP
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Va bene, ci siamo capiti. In Lombardia (o dove lavori tu) esiste qualcosa di simile come routine? Che problemi di applicazione sorgono? Grazie a tutti.
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Non si tratta di dire questo argine è fatto bene, ma questo argine proteggerà da allagamenti la zona retrostante così definita..., oppure: la tracimazione comporterà solo pochi decimetri di acqua. Non vorrei farti incavolare Massimo con questo intervento che non entra in merito alla dicussione, dove in sostanza ho capito ciò che vuoi dire. Però volevo solo dire due parole sull'esempio che hai portato. Non credi che sia più facile per un geologo (vista la sua preparazione)valutare se un'argine è fatto bene, se è impostato su paleomendri o su depositi permeabili senza diaframmatura o con diaframmi che non raggiungono lo strato impermeabile, o che la densità riscontrata in sito è minore di un tot dalla proctor così come la permeabilità valutata in sito o la scelta del tipo di terreni o l'inadeguato immorsamento degli eventuali rinfranchi eseguiti nel tempo senza lo scotico del manto erboso ecc.. rispetto alla valutazione dei centimetri di sormonto? Siccome di queste cose ne ho un po' masticato credo che il geologo sia veramente competente per certificare una regolare esecuzione o collaudo di un argine in terra. Perchè escluderlo? Ciao Ale era solo una puntualizzazione che spero non ti abbia seccato molto.
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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