Sono perfettamente d'accordo con Vcolax sul discorso della divulgazione; non per niente curo una rubrica di geologia su di un sito locale, con la speranza di fornire un minimo di informazione scientifica sui temi della Scienza della Terra, purtroppo spesso oggetto di mistificazione e fraintendimenti. Anche nel caso del maremoto asiatico ho cercato, nei limiti delle mie capacità visto che sono un semplice geologo libero professionista, di dare notizie di validità scientifica, ricavate da fonti ufficiali e non dai "sentito dire". Come dice Vcolax abbiamo molti elementi per inquadrare il recente fenomeno sismico all'interno delle teorie più accreditate sull'evoluzione della Terra, e non per ricercare affannosamente chissà quali cause.
A fronte di questo impegno mostrato da tanti colleghi, che fanno divulgazione il più delle volte a titolo gratuito o che si prendono la briga di rispondere a forum come questo, vedo in televisione (parlo dello speciale "Porta a porta" del 5 Gennaio scorso)il direttore dell'INGV che lancia dei messaggi a dir poco inquietanti, che manda a rotoli tutto il sistema di monitoraggio del Vesuvio, dichiarando candidamente di SPERARE di cogliere i segni premonitori di una nuova eruzione. Sono perfettamente conscio, come geologo, che nell'ambito delle Scienze della Terra non possiamo dar nulla per scontato, ma fare queste affermazioni in diretta, di fronte a milioni di telespettatori crea ulteriore confusione e allarmismo sull'opinione pubblica, sminuendo il ruolo stesso della comunità scientifica e di tutti gli Enti, tra i quali lo stesso INGV, che dovrebbero essere preposti a prevenire le catastrofi naturali. Il comune cittadino potrebbe chiedersi: ma a cosa servono tutti questi soldi per la ricerca se poi sappiamo ancora poco o nulla ? La realtà è diversa, visto che i progressi in campo scientifico sono stati notevoli e che l'Italia è uno dei Paesi più all'avanguardia nel campo della prevenzione e protezione. In pratica sembrava che Alberto Angela fosse lo scienziato che forniva indicazioni oggettive e oculate, mentre Boschi era uno scettico e oscurantista uomo della strada !
A margine volevo manifestare tutta la mia indignazione sulla conduzione di Vespa, sull'uso cinico dei parenti delle vittime del disastro, con tutti quei finti scoop, alla Carramba che sorpresa (non per niente c'era pure la Raffa), e sull'insistere su tanti particolari macabri, a discapito di una corretta informazione scientifica (su 3 ore, 2 ore e mezza dedicate alle tragiche storie dei sopravvissuti e poche decine di minuti per tutto il resto). Perché non parlare più approfonditamente del problema del mancato allarme e del rischio maremoto in Italia ? Non per creare nuovi allarmismi ma perché in futuro non si ripetino gli stessi errori.
Infine: possibile che nessuno parli mai del rischio maremoto connesso al futuro Ponte sullo Stetto ?