Allora Massimo, andiamo per... Ordine:
La norma... può essere:
1) Legislativa
E'stabilita dalle Leggi in vigore, sono vincolanti anche se non riportate nel progetto/capitolato, in alcuni (rari) casi sono derogabili (solo se lo specifica la stessa legge).
2) Tecnica
E' stabilita da un ente ufficalmente riconosciuto, ad es. UNI, è sostanzialmente equivalente alla norma legislativa in quanto vincolante, normalmente riportata nei progetti/capitolati, in particolare se vi sono diverse "alternative"
3) Contrattuale
E'stabilita per contratto ed ha valore vincolante per le parti, qualsiasi cosa, purchè non in contrasto con le prime due.
In genere norme di tipo 1) e 2) forniscono, direttamente o indirettamente, il modo di controllare la loro attuazione. Per le norme contrattuali il discorso si complica, a volte parecchio, poiché un contratto e composto da diversi "documenti" scritti spesso da più persone.
Esempio concreto: ".. superficie verticale.. " (ma vale per un sacco di altre cose) Sembra semplice ma.. cosa si intende per "verticale ? come la misuriamo ?
Su cosa si intende, bè, tralasciamo, sul come misurarla converretre che non è la stessa cosa se si usa un "riscontro" appoggiato al suolo, un filo a piombo, un comparatore ottico, un deflettometro laser o un interferometro, il tutto, tra l'altro, in relazione alla dimensione di riferimento.. non vi piace l'esempio ? Bè, è tardi ed questo mi è venuto in mente, ma dovrebbe dare l'idea.
La certificazione...
Ovvero dichiarare che quanto è stato fatto corrisponde a ciò che era previsto.
Se le norme sono chiare e complete delle specifiche tecniche di riferimento, ossia se il capitolato/progetto contiene in sè le definizioni operative, non dovrebbero esserci problemi:
il pozzo è previsto per una portata di esercizio pari a 20 l/s con un abbassamento dinamico, stabilizzato dopo 12 ore di pompagio, ad un massimo di 10 metri e con trascinamento di materiale (in sospensione) inferiore a x grammi per metro cubo.
Dove è il difficile ? bastano un metro (vabbè meglio un freatimetro), un orologio, un cubo di un metro per lato e una bilancia(sufficientemente precisa).
Posso certificarlo al committente in 12 ore e qualche minuto.
Ovviamente il più delle volte le cose non sono così chiare. Quante volte ho letto "il pozzo deve dare acqua limpida con una portata di 20 l/s".. !!
Certo, anche questo si può certificare, ma lascia un oceano di spazio alle interpretazioni.
Quindi, occhio al progetrtista !! E' lui che scrive la parte tecnica del capitolato (o quantomeno deve controllarla) e, quindi, deve essere lui a "specificare" cosa vuole e come misurarlo.
L'argomento è vasto ma il concetto generale dovrebbe essere almeno indicato.
In sostanza il collaudo si fà secondo le norme di collaudo, senza norme di collaudo sono classici piselli senza zucchero.
Questo è anche il modo migliore che personalmente ho trovato per "valutare" un progettista:
Guardate se da qualche parte nel progetto è prescritto come verificare ciò che è previsto o, quantomeno, se rimanda a specifiche norme tecniche.
Il migliore in assoluto che io abbia mai conosciuto (sulla carta) è un ing. danese che, per massimo di scrupolo, allegava le copie delle norme e specificava il tipo di taratura/calibrazione che i vari strumenti di misura dovevano avere. Oltre alle condizioni metereologiche e microclimatiche minime per le varie fasi di lavorazione o la sospensione dei lavori (anche per il rispetto delle norme di sicurezza e salute dei lavoratori)*
Manco dire che il lavoro è andato via liscio come seta, fatto, collaudato e certificato senza problemi.. intendo dire che anche quello che non andava bene era lì, bello evidente con buona pace di tutti.. da rifare.
* fare asfaltare ad agosto con temperature sopra i 30 gradi, salvo particolari accorgimenti, comporta responsabilità penali non indifferenti.. così come posare tegole e rivestimenti dei tetti se l'umidità atmosferica è sopra al.. punto di rugiada (?)
Concludo prendendo a spunto uno stralcio del msg. di Massimo:
"certificare che le raccomadazioni contenute nel suo lavoro sono state seguite con scrupolo"
Al di là del fatto che di solito non è il "suo" lavoro (progetto) ma quello di un altro.. poichè il Collaudatore e il Progettista sono/dovrebbero essere persone diverse.
vabbè, in questo contesto si tende a semplificare e quindi le parole di trossero vanno bene così ma, più in generale, contengono due termini, indicativi della media dei testi di capitolato, che mi fanno accapponare... i capelli !
raccomandazioni..
scrupolo...
due parole che non significano nulla !
In un progetto non si "raccomanda", si Prescrive (altro termine per dire .. si ORDINA) cosa e come fare.. va fatto e va fatto così !! oppure non va fatto ossia se lo fai o meno a me non importa.
Scrupolo.. cosa vorrebbe dire è eseguito con scrupolo ?
Ho visto un piastrellista dannarsi l'anima e posare le piastrelle come se fossero pupi in fasce, scrupolosissimo, ma la "planarità" del rivestimento è un altra cosa !
Chiaro no ?