se può interessarti...


XXIII CONGRESSO DI STORIA DELLA FISICA E DELL’ASTRONOMIA
BARI – 5-7 giugno 2003

G. SCALERA, (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma) scalera@ingv.it

Commemorazione di Samuel Warren Carey

Il Professor Samuel Warren Carey è stato il più noto moderno difensore della teoria geologico-geofisica della espansione della Terra. Nato a Campbelltown, Australia, nel Novembre 1911, si è spento ad Hobart, il 20 Marzo 2002. Sebbene si fosse iscritto alla Università di Sydney nel 1929 ai corsi di Chimica, Fisica, Matematica e, solo per ultima materia avesse scelto Geologia, egli si riorientò presto su quest’ultima sentendosi sepre più portato per le campagne di rilevamento geologico e per le relative interpretazioni delle stesse. Carey affinò le sue capacità lavorando in condizioni estreme e pericolose come geologo del petrolio in Nuova Guinea negli anni ’30 e fu arruolato in un corpo speciale di paracadutisti durante la seconda guerra mondiale.
Alla fine del conflitto fu uno dei fondatori della Università della Tasmania e del suo Dipartimento di Geologia. Sotto la sua guida il Dipartimento fu portato ad alti vertici qualitativi, mentre nel contempo venivano mantenuti legami con varie istituzioni di servizio tecnico nazionale (settore idrogeologico, idroelettrico,
minerario ….), rapporti che oltre a migliorare le condizioni economiche della regione assicuravano possibilità di lavoro per i neolaureati. Carey viene ricordato come un didatta severo che imponeva carichi didattici oltre le possibilità degli studenti, ma che nel contempo era seguito da questi con estremo interesse in aule sempre affollatissime. La sue lezioni ispirate e carismatiche e la proposta dei nuovi concetti del mobilismo furono assai influenti nel futuro professionale e scientifico dei suoi discepoli.
Carey era andato oltre il mobilismo di Wegener già nei primi anni della sua vita accademica. Egli cercò subito di risolvere il maggiore ostacolo alla “deriva dei continenti”, la impossibilità dei continenti di farsi strada come un naviglio nel materiale del mantello, inventando il concetto di Subduzione che, dapprima rifiutato dai referee della rivista a cui era stato proposto, divenne poi parte integrante del paradigma della nuova plate tectonics. Samuel Carey propose i suoi nuovi concetti mobilistici in un famoso e lungo lavoro pubblicato negli atti del congresso “Continental Drift”, da lui organizzato nel 1956. In questa occasione, alla fine dell’allestimento del libro degli atti, ricevette dalla Germania il libretto di Hilgenberg “la Terra che si espande” e riuscì a trovare il modo di inserire una pagina dedicata alla foto degli splendidi globi paleogeografici del Tedesco.
Una conseguenza di questo congresso fu il suo invito a tenere un ciclo di seminari a Yale e in giro per il mondo anglofono. Queste sue lezioni costituirono, insieme ai nuovi dati paleomagnetici e oceanografici, la base di nuove idee che convertirono gli americani al mobilismo. Alcuni ricordano che dopo questo ciclo di conferenze la geologia americana non fu più la stessa.
Ma Carey seppe andare oltre la sua stessa creatura, elaborando con crescente convinzione il passo successivo che portava dalla tettonica a placche alla espansione della Terra senza subduzione. Ma da quel punto in poi non fu più seguito dai suoi discepoli. Nonostante abbia accumulato prove geologiche ed elaborato spiegazioni coerenti di molti fenomeni che la plate tectonics non riesce a spiegare con compiutezza, e nonostante abbia saputo difendere la teoria della espansione dagli attacchi degli oppositori, ponendola su un saldo piedistallo di scientificità, la diffusione delle sue idee si scontrò con il periodo di maggior successo della teoria rivale. Nonostante questo, i suoi innovativi concetti di oroclino, megashear, sfenocasma, sono entrati a far parte del lessico geologico ed il suo modo di spiegare le orogenesi senza compressione è attualmente studiato e generalizzato da alcuni geologi Australiani.
Le idee di Carey, in un momento che vede il concetto di subduzione in profonda crisi per mancanza di conferme da parte delle tomografie sismiche globali, tornano a riguadagnare, se mai ne avessero perduto, attualità, e meriterebbero di essere ricordate e introdotte nei corsi di generali di scienze della Terra nelle nostre Università.