Per Roberto:
l'articolo è la sintesi di quello che Tozzi sta cercando di divulgare da molti anni in Gaia. A me lui non dispiace anzi mi è anche simpatico. Il suo programma mi rilassa e potrebbe essere d'aiuto per far apprezzare una professione, come quella del geologo, ancora non molto riconosciuta(ingiustamente), in italia.
Io sono uno studente di ingegneria per l'ambiente e il territorio, sono ambientalista convinto e non mi va di dover vedere un opera di quelle proporzioni solo per risolvere un tratto di poco superiore a tre chilometri. Ora non dico di far raggiungere la costa a nuoto (anche se l'idea non mi dispiacerebbe), ma con quei soldi investire nel miglioramento di ferrovie e autostrade di quella parte di sud italia e del servizio traghetti. Soluzioni alternative a quelle del ponte che oltretutto isola dalla navigazione alcune tipologie di navi che non ci possono passare sotto.
Tutto qui, condivido in pieno quello che dice Tozzi e come lui sono anche convinto che sfidare la natura non serve e è pericoloso.
Mi insegnano tutto il giorno che il rischio è dato dal prodotto di più fattori, (compreso la presenza di condizioni geologiche avverse) e poi mi costruiscono un ponte su una faglia attiva e una delle più attive nel mondo. Ora che facciamo anche un residence sull'etna o un'autostrada sulla dorsale oceanica? Come posso capire, nel mondo reale,sti ingegneri non hanno etica ma sono governati dall'economia...


Su ciò di cui non possiamo parlare dobbiamo tacere.