Senti Giuseppe il problema è che a Sud questo aspetto raggiunge dimensioni troppo grandi, la storia degli arresti legata alla Salerno-Reggio Calabria credo costituisca un record (quindi non si può proprio dire che lo Stato non vigila su queste cose). Al nord almeno, malgrado lo sperpero, qualcosa si fa. Il fatto che poi politici abbiano, a Roma, più influenza per il nord lo credo poco, vista la grande maggioranza di amministratori statali e politici del sud (insomma sapete tutti che ad esempio il presidente del Consiglio Superiore dei LL.PP. per molti anni è stato un calabrese poi assessore ai LL.PP. della Regione Calabria). Lo Stato a volte credo che non ce la fa a correre dietro a fenomeni che al sud assumono un aspetto così dilagante che purtroppo viene tenuto su da una certa omertà o rassegnazione. Se recentemente lo stesso Procuratore Grasso di Palermo (anche esso siciliano) fa appelli in TV affinché i siciliani reagiscano a questo sistema si vede che da soli non possono contrastare il dilagare del fenomeno. Lui stesso ha affermato nel programma di Fabio Fazio che gli appalti vengono a costare di più che in altre parti. Ho fatto parte di diverse commissioni per gare di appalto miliardarie al nord e posso garantire, per la mia seppur limitata esperienza, che non c’erano irregolarità anzi c’era un’estrema pignoleria a cominciare dalla presenza di cera lacca su tutti i lembi delle buste. Invece pare (da ciò che ho letto nei giornali) che le irregolarità ci siano state con le somme urgenze in cui, come sapete, gli affidamenti vengono fatti senza gara.
Caro Giuseppe io credo che la grande maggioranza dei cittadini che vivono al sud non meriti questo stato di cose, anche perché quei pochi che mettono sotto tutti gli altri lo fanno con estrema violenza e inciviltà e ciò naturalmente non può che incutere timore, cercare di uscire da queste situazioni è molto difficile ma allo stesso tempo non si può sempre dare la colpa allo Stato che è latente.
Tu pensi che se dovessero arrivare altri soldi da Roma per opere pubbliche la situazione migliorerebbe? O i soldi continuerebbero a ricadere nelle tasche dei soliti malavitosi senza un adeguato contenimento del fenomeno?
Quello che in fin dei conti voglio dire anche ad Antonio che è giusto che vengano finanziate le opere al sud ma che per opere così costose come il Ponte sullo Stretto il livello di attenzione deve salire non scendere e certo non bisogna convivere con la mafia (come disse Lunardi) a prescindere dalla reale utilità dell’opera e soprattutto dalle priorità degli interventi di cui hanno bisogno tali regioni a cominciare dalla messa in sicurezza sismica degli abitati passando alle reti ferroviarie (l'alta velocità è fantascienza) fino alle altre opere infrastrutturali (strade, ponti, dighe, ecc.).