BLIZZARD:
"quindi a Bari, dove generalmente gli acquiferi sono calcari fratturati, con tutto quello che ne consegue (!), basta 'dimostrare' quanto dici, aspettare i nulla osta di asl e provincia, e poi si può smaltire in falda acque contaminate da BTEX, piuttosto che da mtbe, arsenico...???
mah...io non credo. e in ogni caso sta alla coscienza del professionista fare in modo che non avvenga quanto sopra."
Scusa Blizzard ma mi pare di aver detto che lo smaltimento non andrà ad interessare la falda poichè, si è vero ci sono calcari fratturati (ma non solo, forse non lo sai ma ci sono anche calcari dolomitici e dolomie poco o per niente fratturati "interbedded" con livelli decimetrici di terra rossa che fanno da ulteriore tampone) ma quello che è importante è che tra il punto di smaltimento e il livello piezometrico (l'acquifero è in pressione) ci sono più di 100 m di roccia con le caratteristiche descritte sopra (per lo più buone) e quindi il franco di sicurezza è sufficientemente cautelativo. Va da se che il sistema di smaltimento (soprattutto quello di disoleazione) deve essere fatto a regola d'arte e deve essere fatta un'adeguata manutenzione.
"poi, ho dei dubbi che sia la Provincia a rilasciare l' autorizzazione ultima. se il Comune ha un reg. ed. che vieta o sconsiglia i pozzi perdenti (come spesso è in Toscana, ad es.), l'ultima parola spetta al Comune, e cioè al Sindaco, in quanto Autorità sanitaria; i regolamenti comunali locali sono vincolanti più delle altre normative provinciali, regionali e statali"
Se vuoi ti posso far vedere la normativa regionale e vedrai che è la Provincia a dare l'autorizzazione. La nostra Regione è fornita di un Piano Direttore delle acque (del 2002) ed è a questa normativa che noi facciamo riferimento. Le relazioni fatte dal mio collega (sono tante) e con la quale ho collaborato hanno avuto tutte esito positivo (per edifici plurifamiliari, opifici ed aziende varie).