Illustrissimo Collega Bonfiglio
Seguendo l’evoluzione della discussione in essere mi è sorto, quasi spontaneamente, un dubbio che mi ha turbato il sonno la notte scorsa, forse avevo mangiato troppo la sera precedente ma tant’è : ho dormito male.
Avendo studiato Ingegneria, non è, per caso, che abbiamo sbagliato mestiere? Perché a sentire tutto quello che un Agronomo può fare, sancito con tanto di leggi e sentenze, non c’è Ingegnere che tenga. Allora mi sono chiesto : a cosa serve studiare Ingegneria ma soprattutto Ingegneria civile e idraulica o anche Ingegneria meccanica, se tutto quello che normalmente e logicamente è competenza dell’Ingegnere lo può fare l’Agronomo ? E ragionando un po’ sono giunto alla conclusione dell’ inutilità della Facoltà di Ingegneria e quindi della sua soppressione, con evidente risparmio di pubblico denaro.
D’altra parte, perché consigliare ad un giovane che vuole diventare ingegnere di intraprendere un curriculum di studi lungo e spigoloso come quello di Ingegneria? Basta che studi da Agronomo Paesaggista, con meno fatica raggiungerà il massimo.
Ripensandoci bene, però , dando uno sguardo al curriculum di studi di un Agronomo, mi sono ricreduto, in effetti le materie insegnate sono di elevato contenuto e concettualmente di non facile apprendimento.
Noi Ingegneri abbiamo sudiato, perso notti, imprecato per apprendere discipline come Meccanica Razionale, Meccanica Applicata, Idraulica, Geotecnica, Costruzioni Idrauliche, Scienza delle Costruzioni, ecc. , ecc. che, in fin dei conti, sono bazzecole, robetta da Periti o giù di lì in confronto alle materie studiate da un Agronomo. Ma pensa, Bonfiglio, a materie come Idraulica Agraria, Meccanica Agraria, dove l’equazione del vomere viene studiata ai massimi livelli concepibili, e poi, Scienza della Vegetazione e del Paesaggio, Tecnologie Naturalistiche di ripristino Ambientale, Progetto esecutivo delle Opere a verde, ma vuoi scherzare ? Altro che impianto di irrigazione con pompaggio annesso, gli Agronomi, possono progettare !
Ma anche i nostri amici Geologi non hanno da stare allegri, con materie come Pedologia e Geobotannica, l’Agronomi possono redigere relazioni geologiche, geotecniche con progetto di fondazioni, indagini in situ, in laboratorio, disquisire sulla stabilità dei pendii, progettare sistemi di salvaguardia dalle frane, ecc., ecc. Mica si scherza !
In effetti, a capo dell’ultima commissione di esperti per lo studio e la salvaguardia della Torre di Pisa, poiché essa è situata in un campo, c’era un Agronomo con un cognome tipo polacco, o sbaglio?
A questo punto colgo l’occasione per togliermi una curiosità che in questi giorni mi ha fatto pensare un po’ ma che, evidentemente data la mia ignoranza, non sono riuscito a darmi una risposta. E allora, perché non chiedere agli Agronomi?
Come fanno a piegarsi sotto l’azione del vento e poi ritornare diritte, le spighe di grano, con il loro stelo esile ed il peso concentrato tutto alla sommità? Nessuna costruzione concepita da uomo potrebbe comportarsi nello stesso modo ! La risposta, per chi ha studiato Scienza della Vegetazione e del Paesaggio, dovrebbe essere elementare. Non credi?
Ti saluto cordialmente.
Ridolfi