Massimo,
rivedendo la nuova normativa leggo:
Quote:
La stabilità dei pendii ... può essere verificata con metodi semplificati di tipo pseudo-statico, salvo nei casi in cui la superficie topografica ed il profilo stratigrafico presentino irregolarità molto marcate....e nel caso di terreni capaci di sviluppare pressioni interstiziali elevate, o di subire perdite rilevanti di rigidezza sotto carico ciclico
ora, il metodo pseudo statico è quello che normalmente utilizziamo (Bishop, Jambu ecc.) con l'aggiunta di forze inerziali dovute all'azione sismica. L'entità di tali forze è pari a FH=0.5 S ag/g W, dove ag nel tuo caso è 0.15, S varia da 1 a 1.35 secondo la classe litologica (vanno benissimo pozzetti e penetrometrie, basta conoscere Cu o Nspt). Fv è pari invece a 0.5* Fh
Ora, questi parametri vanno introdotti dal softwarista o da noi stessi se utilizziamo un programma su excel, per esempio. Infine nei casi opportuni va aggiunto il coefficiente di amplificazione topografica
PROBLEMA ANTICIPATO: in 1a zona sismica e con terreni sciolti sarà molto più difficle ottenere risultati che indichino stabilità (FS > 1).
CONDIZIONI DINAMICHE: con marcate irregolarità topografiche o litologiche, argille sature e quick-clays, la verifica di stabilità deve essere efettuta in campo dinamico, con adeguato modello costitutivo del terreno. Il problema si complica notevolmente, tanto che non ti so rispondere e devo anch'io andarmi a studiare la materia. un collega tempo fa mi disse che è necessario un software molto costoso, ma non so aggiungere altro.
Infine, anche per il caso pseudostatico, la Cu e il phi/c' andrebbero mdificati in funzione delle sollecitazioni cicliche del sisma....
Spero ci sia qualche collega che può corregermi e chiarire quello che non sono stato in grado di esporre.
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"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)