Il 30 settembre avranno inizio le elezioni per il rinnovo dei Consigli Regionali. La situazione presso la Regione Veneto – a quanto mi è dato di sapere – è la seguente:
- il consiglio uscente proporrà una propria lista di 11 candidati (su poco più di 500 iscritti) al fine di portare a termine molti dei progetti già iniziati;
- varie motivazioni – tra cui quella non trascurabile dei tempi estremamente ristretti – impediscono lo sviluppo di un dibattito sia all'interno delle varie province che, alla peggio, in qualche forum tematico;
- in tutti gli ordini professionali, l'afflusso alle votazioni è sempre stato contenuto (nell'ordine massimo del 10-20%).
- Ciascun elettore potrà esprimere 11 nominativi.
La conclusione cui io sono giunto, e che pongo all'attenzione di tutti (non solo i geologi, visto che il D.P.R. 169 dell'8/07/05 regola il riordino del sistema elettore e della composizione degli organi di ordini professionali) è la seguente:
Un gruppo di poche persone (7-8, ma anche di meno), potrebbe coinvolgere altri colleghi ad aderire alla proprio programma (come è stato fatto correttamente durante le assemblee straordinarie nei mesi passati); una volta raggiunto un organigramma di 11 candidati, a queste persone sarà sufficiente indicare sulla scheda elettorale, oltre al proprio nome, anche quello dei colleghi di lista.
Dato l'esiguo numero di partecipanti (20-30?) è verosimile che nessun altro candidato riesca a ottenere un numero sufficiente di voti (almeno 11) per essere eletto.
Si rischia, quindi, che 7-8 persone possano rappresentare gli oltre 500 iscritti, semplicemente votandosi a vicenda.
La mia impressione è che – fortunatamente - nel Veneto il nostro Ordine abbia comunque svolto delle attività di merito, soprattutto rispetto alla realtà di altre Regioni (se quello che leggo in questo ed altri forum ha del vero). Ad ogni modo i passi da fare per un miglioramento delle condizioni di vita dei Geologi e soprattutto dei giovani (come è emerso dall'assemblea straordinaria di Mestre) sono in ogni caso ancora molti.
Il rischio è che questa legge (il D.P.R. 169 dell'8/07/05) consenta a poche persone, uscenti dai rispettivi Consigli, di prendere decisioni in maniera oligarchica.
Sarei lieto che a queste mie osservazioni facesse seguito uno scambio di opinioni.

Matteo Cultrera