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Ad esempio, giusto per dirne una, perchè le aree sismogeneticamente attive con presenza di faglie silenti (alta propabilità di riattivazione) non sono state tutte inserite in zona 1?... Penso per ignoranza e perchè i responsabili di questo ambito contano come il due di picche.
Se ragioniamo così però ti potrei controbattere che è meglio concentrarsi sulla fame nel mondo.
Mica ipotizzo che tutti i terremoti sono prevedibili. Se stiamo a vedere tutti i rami di ricerca accademica che serve poco, hai voglia. A me comunque piacciono gli studi controcorrente. Dalle mia parti si dice che sono un Bastian Contrario. Anche la "gravitazione" universale lo era.
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Penso per ignoranza e perchè i responsabili di questo ambito contano come il due di picche. Ma come sono proprio le Regioni a cui l'Ordinanza demanda il compito della classificazione delle aree!! Contano e come se contano contano solo loro! E un documento prodotto dal Servizio Sismico Nazionale credo che conti anche abbastanza no?? Nooo non c'è la volontà c'è ancora molta ignoranza e c'è una marea di cose che si possono fare tranquillamente e non si fanno. E' così in Italia ora si aspetta il prossimo terremoto e sotto l'impulso emotivo si fa qualcosa d'immediato e confuso. Ora tu mi dici che per una questione di priorità, ragionando così, è meglio occuparsi della fame nel mondo? Cacchio detto da un geologo è grave, io ti pongo un problema preciso su un argomento di nostra conoscenza e tu rispondi così? Il problema è proprio questo ci sono molte cose concrete che si possono fare e invece ci dedichiamo ad un po' di fantascienza così per distrarci dai problemi reali. Senti logicamente non mi riferisco a te ma a quelli che appunto ci dedicano tempo e soldi oltre che a fare male informazione condizionando l'opinione pubblica sul fatto che i terremoti si possono prevedere (anche se solo alcuni di cui mi piacerebbe sapere quali) e che non si fa nulla per farlo.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Guarda che in Italia l'unico servizio geologico regionale credo che l'abbia l'Emilia Romagna, qui da noi si tratta di un servizio di prevenzione del rischio e progettazione interventi che occupa molti geologi (da poco è passato armi e bagagli all'ARPA). A livello locale ci sono poche competenze per valutare le criticità sismiche regionali. Te lo dico perchè ho appena parlato con un collega che si occupa di cartografia geologica ufficiale e non fa parte della Regione. E' una gatta da pelare che ha preso tutti alla sprovvista oltre ad inguaiarli con gli interessi politico economici.
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Ma no la soluzione facile è quella di mantenere la proposta del 1998 cioè i criteri generali di prima applicazione per la classificazione sismica. Quindi in che cosa sono inguaiati? Poi io mi riferivo ad esempio anche a studi già fatti e al documento del Servizio Sismico Nazionale, e che ci vuole a classificare in zona 1 i comuni in cui ricadono queste faglie attive? Ancora peggio è che molte Regioni (per accentramento di potere?) non emanano le linee guida per la pianificazione d'emergenza previste dal Dlgs 112/98. Anche qui e che ci vuole!!!!!! Vedi quante cose di concreto si potrebbero fare e non si fanno? Poi mi dai ragione dicendo che probabilmente l'unico Servizio Geologico Regionale efficiente e dotato di mezzi e personale in Italia ce l'ha l'Emilia Romagna, è fantascienza pensare di crearne altri in altre regioni su quel modello? Allora invece di illudere la gente pensando di poter risolvere il problema del rischio sismico con la previsione dei terremoti perchè non discutere di queste cose e impegnarsi nel campo vasto (di cose da fare) della prevenzione? E i geologi in questo campo ne hanno da dire e lavorare!!!!
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Ma, forse non ti capisco perchè viviamo in realtà diverse. Io cerco di tenermi informato ma ti dovessi dire una faglia, ritenuta attiva e da chi? in Piemonte, farei scena muta. Quindi se mi dai un link ti sarei grato, gratissimo.
Per il resto condivido. Ma eviterei di condannare che si voglia occupare seriamente di ciò, ovviamente non tralasciando la prevenzione.
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Intanto vedi questo sito: http://emidius.mi.ingv.it/GNDT/P511/pe98_prog5.html#5.1.1 Ma poi sono seguiti studi e documenti da parte del servizio Sismico Nazionale che ne hanno meglio individuato la posizione. Ciao Alessandro
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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L'ho letto ma non rimanda ad alcun inventario di faglie attive, per cui ne so come prima, tranne che c'è qualcuno che le sta studiando. Ma dove sono? Cordialità.
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Allora queste sono quelle dell'Italia Centrale, ma credo che tu le abbia anche trovate (semplice ricerca internet): http://gndt.ingv.it/Pubblicazioni/Barchi_et_alii/Barchi_Copertina.htm Comunque per l'esatta ubicazione conviene rivolgersi agli autori degli articolo. Comunque ve ne sono anche in Trentino A.A. (BZ), nel Matese (IS) e in Calabria.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Si ma io sto in Piemonte Guarda cosa ho trovato, grazie ai tuoi consigli:
5. Considerazioni sullo stato delle conoscenze relativo alle faglie attivedell'Italia settentrionale Le lacune conoscitive sono per l'Italia settentrionale decisamente maggiori che per il resto del territorio nazionale. Ciò è dovuto principalmente alla storia della ricerca sulla tettonica attiva dei settori padano e alpino e in secondo luogo a difficoltà oggettive (legate alle caratteristiche geologiche) di identificazione delle strutture potenzialmente responsabili di forti terremoti. ... A fronte dei problemi sopra delineati, un recente tentativo di cartografare strutture attive nelle Alpi centrali seguendo la legenda proposta in Figura 1 ha consentito l'elaborazione di un documento sul quale la maggior parte dei lineamenti è stata tracciata come "elementi fragili di incerta interpretazione" (Onida, 1999). La difficoltà di reperimento di dati sull'attività recente delle faglie in Italia settentrionale è sensibilmente più elevata nell'area padana, dove la maggior parte delle strutture potenzialmente attive sono sepolte. Questo ha portato recentemente a tentativi di utilizzo delle forme fluviali attuali ai fini dell'identificazione di strutture attive (Ciucci et al., 1999).
*mi pare un po' pochino*
Proverò a chiedere agli esperti
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Senti Massimo capisci che in Piemonte parlare di rischio sismico è come in Abruzzo parlare di rischio idraulico, o quasi. Se contatti gli esperti dell'INGV, del GNDT, del SSN o del CNR qualche informazione più dettagliata potrai avere rispetto a quanto puoi trovare su internet. Che ci sia un po' pochino credo che sia anche legato al fatto che (oltre alle ragioni da te riportate) storicamente il rischio sismico in Piemonte non ha rappresentato quello che invece è stato per altre Regioni. Io non condanno chi si impegna nella previsione dei terremoti a patto che non utilizzi denaro pubblico che prioritariamente va destinato alla prevenzione del rischio. Poi ognuno può sbizzarrirsi nelle ricerche che vuole anche sulle influenze planetarie a riguardo dell'umore e la salute della gente.
Ah dimenticavo Cordialità
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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