Vorrei che i colleghi a favore e non della linea ad alta velocità Torino-Lione discutessero quanto scrivo qui sotto. Accetto e anzi apprezzerei moltissimo le più vive confutazioni.

Grazie per l'attenzione.

Il problema ecologico resta in primo piano fra quelli tecnico-applicativi. A parer mio è gravissimo quello dell'amianto e se ne sta ampliamente sottovalutando la quantità e la pericolosità del materiale pericoloso estratto.

L'amianto è presente nella zona che va più o meno da Condove fino alle Grange di Brione, presso Casellette. Si tratta del crisotilo ed è facile trovarlo in superficie oppure anche solo durante la perforazione di un pozzo.
In Alta Valle il cantiere per la pista da bob olimpica è stato spostato dopo aver ritrovato un discreto quantitativo di tremolite. Una frana in quiescenza nei dintorni di Novalesa resta intoccabile per la presenza di crisotilo (forse) o la mancanza di fondi (probabilmente).

I comitati NO TAV a lungo hanno invitato le FS a partecipare alle numerosissime riunioni aperte al pubblico (le sale erano sempre strapiene a testimoniare, come hanno poi dimostrato le manifestazioni di protesta, la sensibilità della popolazione) in tutti i comuni valsusini e della “Gronda”, cioè l’area immediatamente a nord di Torino interessata al tracciato, senza mai ottenere la loro attiva partecipazione.
Qualche mese fa, dopo l'imponente manifestazione di giugno (40.000 persone, autostrada, le 2 statali e la linea ferroviaria bloccate) la regione Piemonte si è mossa istituendo la commissione Rivalta (che prende il nome dal suo coordinatore, l'arch. Rivalta) che ha aperto un tavolo tecnico tra le comunità locali e le FS. Finalmente si cominciò a parlare dei problemi applicativi e dei desideri della popolazione. Era una commissione seria, ben organizzata e soprattutto neutrale.
Dopo alcune settimane fu sospesa per volere della stessa Regione: erano saltati numerosi problemi che forse non si volevano affrontare.
La protesta di giugno è stata solo sfiorata dai mass-media. Solo il 31 ottobre, quando 500 persone con i sindaci in testa si sono opposti fisicamente all’esproprio di 3 aree per i sondaggi di Mompantero, siamo arrivati alle prime pagine dei giornali: ci sono stati tafferugli e i nostri sindaci e vigili urbani, che facevano da cuscinetto tra i contestatori resistenti e i poliziotti tentando di calmare gli animi di entrambi gli schieramenti, sono quelli che se le son prese di più. Rimarrà nella storia la frase di un poliziotto rivolta ad un sindaco in fascia tricolore: “Qua lo Stato sono io!”.
Successivamente, il 16 novembre è stato organizzato uno sciopero generale: 80.000 persone, su una valle che ha circa 200.000 anime, hanno partecipato alla marcia di protesta fra Bussoleno e Susa.

Geologicamente contesto la galleria, quella della quale nessuno parla mai, che arriverà a coinvolgere le litologie della Falda Piemontese. Ma una volta perforata la galleria di 54 km sotto l’Ambin si arriverà a dover necessariamente passare in quelle rocce, a meno che si faccia passare la linea in un’area densamente antropizzata ovvero a passare per il parco naturale dei laghi di Avigliana. Ad Almese inoltre è prevista la discarica di materiale amiantifero in un’area densamente abitata e con venti spesso intensi ed insistenti (grazie al vento della Val di Susa si ripulisce il cielo di Torino dallo Smog).
Gli ingegneri contattati dalla Comunità Montana Bassa Valle Susa, fra i quali alcuni professori del Politecnico di Torino, contestano addirittura l’utilità della linea: per motivi tecnici, un treno non può andare ai 300 all’ora in galleria (non mi pare che neanche in Giappone sia così) che nel tratto valsusino ha solo in progetto 4 km all’aria aperta. Infatti spesso in valle si parla di TAC (Treno ad alta capacità) in luogo di TAV. Le FS a ragione affermano che i supertreni non possono superare una certa pendenza ed un certo raggio di curvatura per andare a velocità elevate. In realtà, anche se questo è vero (la linea storica è del 1870 e i treni risalgono per Modane grazie all’ausilio di 2-3 locomotori), si otterrebbe lo stesso risultato ristrutturando a fondo la linea storica spendendo 15-20 volte di meno. Inoltre, e confermatemi se è vero, le FS non hanno ancora idea di quale tipo di treno far transitare sulla linea (ho visto che provavano l’ETR500 sulla TO-MI).

La linea storica attualmente è utilizzata per il 30% circa delle sue capacità e il problema del traffico pesante dei TIR è serio (c’è un aumento del numero di leucemie in bassa valle soprattutto), cosicchè i pro TAV affermano che toglieranno i TIR dalle strade grazie alla nuova linea. Per questa ragione è contestabilissimo lo slogan NO TAV NO SMOG che molti dimostranti presentano sui loro cartelloni e volantini. Ma questa verità è solo superficiale perché una soluzione c’è ed esiste da molti anni: è l’A.F.A. (Autostrada Ferroviaria Alpina) con la quale si possono caricare i TIR dall’autoporto torinese di Orbassano e portarli dove si vuole. Basterebbe la firma del Ministero, una nuova legge come quelle già in vigore in Austria ed in Svizzera. Il problema è che ci vorrebbe un po’ di organizzazione, lacuna cronica italiana, e che si optasse per la modificazione delle gallerie esistenti, troppo basse per i TIR caricati sui vagoni. Inoltre un grosso lavoro di manutenzione e riammodernamento potenzierebbe molto l'uso della vecchia linea Torino-Modane.
Un paradosso è che la TAV Torino-Lione non passerà per l’autoporto e Torino molto probabilmente ne avrà uno nuovo (altri soldi, altri appalti per le grosse imprese). Forse non si vuole, non c'è la volontà politica di risistemare e organizzare l’A.F.A. e si preferisce costruire tutto nuovo a tutto svantaggio del'ambiente e dei finanziatori pubblici.
Comunque, se non si cominciano i lavori entro la fine dell’anno l’Italia perderà i finanziamenti UE per l’opera. Chi vuole assoulutamente questa linea TAV sta facendo l'impossibile per poter spacciare i sondaggi in programma per l'inizio vero e proprio dei lavori della TAV, non perdendo così i soldi.
A Venaus ora si sta tentando di bloccare i lavori di escavazione della galleria di servizio-esplorativa. In Francia la Rocksoil la sta scavando da un pezzo. Ma nel paese transalpino la popolazione dei comuni interessati ha partecipato attivamente alla progettazione dell’opera discutendola punto per punto. In Valsusa le amministrazioni locali hanno ancora il dente avvelenato dopo la costruzione dell’autostrada Torino-Bardonecchia: le cosiddette “opere compensative” non sono mai state eseguite causa fallimento dell’impresa esecutrice.

Conclusione: la TAV Torino-Lione è un prodotto che potrebbe essere reinventato con un risparmio di 15-20 volte i miliardi (almeno 20) di Euro previsti. Con solo 1 miliardo circa si può avere lo stesso prodotto a tutto vantaggio delle casse della nostra Italia e a svantaggio di tante grosse imprese di costruzione e, non ultimi, dei colossi finanziari che presteranno al nostro Stato i fondi necessari per questo scempio ecologico/economico. Inoltre non si è sicuri se questa struttura avrà un vantaggio remunerativo: le azioni dell’Euro-tunnel sotto la Manica sono arrivate fino all’1% del loro valore iniziale: le merci continuano a circolare sul mare e le persone preferiscono l’aereo più veloce se non, addirittura, il traghetto molto meno costoso.


Si vis pacem para bellum.