Caro SD, su La Stampa di ieri, inserto tutto sceinze, c'era un articolo molto interessante circa il rishcio amianto da una parte e il rischio uranio/radon dall'altra. In entrambi i casi veniva evidenziata la non criticità delle 2 problematiche per quanto riguarda lo scavo dei tunnel legati alla To-Lione. In particolare, per quanto riguarda l'amianto, veniva sottolineato che le percentuali di amianto nelle rocce attraversate dal tunnel sono estremamente basse (in base ai dati fin'ora acquisiti; appena terminati i sondaggi in corso avremo una conferma o una smentita di questa tesi parziale). Ho letto, in qualche comunicato dei NO TAV, che attualmente la % di decessi per mesotelioma in Val di Susa è superiore alla media nazionale. Non so se la cosa è vera, ma se lo fosse confermerebbe quanto ti dicevo, che occorre innanzitutto binificare i siti esistenti, al di là che il tunnel si farà o meno. E' una questione che viene prima di tutto e, a mio avviso, da non trascurare assolutamente.
Per quanto riguarda il rischio radon, veniva evidenziato come il pericolo è molto + grande in una qualunque abitazione poco aerata che nella realizzazione del tunnel (sulla base di una campagna di misure estesa a diverse valli torinesi).
Per quanto riguarda il problema amianto in fase costruttiva, da quanto so (ma non sono parte del gruppo dei progettisti) sono previsti, in fase di scavo, rilevatori di fibre, tubi di aereazione a muniti di appositi filtri e a circuito chiuso per evitare la dispersione all'esterno, maschere e tute usa e getta per le maestranze, nonchè trattamento dello smarino prima di essere portato all'esterno (è ovviamente una ingenuità tendenziosa immaginare che lo smarino delle rocce amiantifere venga semplicemente caricato su camion che scorrazzano allegramente per la valle e poi scaricano il tutto in un punto qualunque sollevando nubi di polveri di amianto! i responsabili dell'impresa, il direttore dei lavori e i committenti sarebbero raggiunti dalle ire di Guariniello prima che il primo camion arrivi alla discarica!).
Con questo non voglio dire che il problema non esiste o che fanno male i val susini a preoccuparsene. Ma ribadisco che essendo tu un tecnico dovresti cercare i tuoi interlocutori nei tecnici della controparte (che si chiama ltf, la società creata ad hoc per la gestione del progetto e formata da amministratori, ingengeri, geologi etc, pagati per rispondere anche alle tue domande e che invece latitano allegramente!!!! e non Lunardi o Bresso o Berlusconi) e chiedere, come hai fatto qui, quali sono i volumi previsti e le misure che si intendono applicare in caso di reperimento di rocce amiantifere durante lo scavo. Capisci anche tu che una domanda del genere rivolta alla società responsabile ha un impatto diverso dall'affermare che la montagna verrà distrutta, etc etc. Lasciamo le grida allarmistiche ad altri e approfittiamo delle nostre basi tecniche per affrontare le problematiche in maniera + "sceintifica". penso sia semplicemente + utile e costruttivo.