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OP
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Sono costretta a trovare una cava (non marina) di sabbia da ripascimento. Parlando con i tecnici delle cave, la maggior parte mi risponde dicendomi che posso utilizzare anche la polvere di tufo, essendo il tufo giallo la roccia prevalente della zona e che quindi le sabbie sugli arenili erano (ora non ci sono più) della stessa natura. Voi che ne pensate?
Rock Green
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dalle mie parti i contadini parlano di tufo per indicare il substrato marino (sia esso veramente tufo vulcanico, sabbia, argilla) Il mio consiglio è di rivolgerti ad un buon geologo libero professionista che, attraverso le corrette analisi di laboratorio, ti può tranquillizzare sul corretto utilizzo del tuo "tufo". Se poi, casomai, mettessi anche la regione e magari la provincia ove lavori nel forum sicuramente ti risponderanno i geologi dell'area. ciao
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Il ripascimento di una spiaggia è una cosa molto delicata e seria. Ne so qualcosa, essendo stato quello dell'erosione delle spiagge l'argomento della mia tesi di Laurea. Le risposte che ti hanno dato gli Ing. della zona sono troppo sbrigative e fuori luogo. Qui non si tratta di stabilire di usare la polvere di tufo: il punto essenziale è valutare quale sia il fuso granulometrico più idoneo e compatibile con l'idrodinamismo della spiaggia che deve essere ripasciuta. Poi bisogna valutare la cubatura necessaria e soprattutto dove reperirla a costi accettabili e in previsione delle necessarie "ricariche" a cui dovrà essere sottoposto il ripascimento stesso, perchè vorrei ricordarlo: il ripascimento artificiale (pur sempre meglio delle solite scogliere!) è comunque un intervento che opera sull'effetto e non sulla causa, quindi non sempre è panacea al male dell'erosione delle spiagge, specie di fronte a conti economici ristretti o insufficienti. Attenzione, dunque, che si rischiano grosse cantonate!
Rosario Madaffari
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Ti consiglio di verificare la normativa regionale. Verosimilmente dovrai effettuare una serie di analisi chimiche,fisiche, sedimentologiche, mineralogiche e dinamiche. In più non è detto che sia sufficiente un unico fuso granulometrico. Le variabili sono moltissime e impongono costi di analisi molto elevati.
N.B. in alcune regioni non si possono utilizzare materiali da frammentazione.
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Anche a me pare che se non eliminano le cause alla prima mareggiata addio spiaggia.
Io la sabbia da prenderei con una idrovora dal fondale antistante (in pratica la sabbia precedentemente asportata).
Per favore non progettate delle orrende scogliere di protezione antistanti la spiaggia, penso che nel 2006 si possa fare meglio.
PS Mi sono sempre chiesto perchè non mascherano le esistenti. Ma penso che il gusto estetico dei bagnati interessati sia talmente basso...
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Per quanto concerne i fusi granulometrici, ci siamo: infatti da questo punto di vista è stato possibile individuarne alcuni( in funzione della distanza dal mare e della profondità)in base alla situazione esistente. Ma come credo sappiate, la sabbia per il ripascimento non è facile da trovare e dal momento che nella zona abbondano cave di tufo e che qualcuno dell'ufficio tecnico mi ha posto il problema, speravo di riuscire a togliermi il dubbio con voi, fermo restando che in ogni caso devo optare per la soluzione migliore per i bagnanti... Non posso utilizzare quella che si trova nel fondale antistante: la legge lo vieta, e lo vietano anche le condizioni ambientali. Ma se dovessi fare delle analisi sul tufo per capire se è idoneo, quali dovrei fare? Le nalisi chimiche non credo che servano molto in questo caso.
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Infatti quando ho detto che la legge lo vieta, in realtà intendevo che non è possibile prendere la sabbia dei fondali antistanti senza prima uno studio preliminare ecc ecc, che comunque non è l'oggetto della mia richiesta. Il problema del fuso granulometrico è risolto, quello che temo (è solo un esempio) e che se poi metto la polvere di tufo, questa reagisce con l'acqua? oppure la rende più torbida perchè rilascia qualcosa, oppure con l'andar del tempo diventa più fine? insomma vale la relazione sabbia=polvere di tufo da ogni punto di vista (granulometrico, chimico mineralogico ecc ecc ecc?)oppure è solo in parte? cosa rischio se si mette la polvere di tufo con una ben individuata curva granulomentrica?
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Ma cosa dici? La polvere di tufo? e che cosa è? La curva granulometrica è la composizione grafica di una percentuale di granulometrie che mi da 100, è chiaro che se tu non ci metti quelle granulometrie non la ottieni, vai fuori dal fuso. Dal tufo vulcanico s.s. macinandolo otterrai ghiaia e sabbia più un residuo ancora più fine che ti condedo di chiamare polvere. STOP
Sempre si tratti della stessa litologia presente in spiaggia.
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Già il fatto che si chiami polvere mi rende scettico sull'efficacia di questo materiale. Per ripascere spiagge ci vuole sabbia non polvere (o ghiaia a seconda delle condizioni precedenti l'erosione). Cercherei poi di evitare l'utilizzo di materiale da frammentazione che rende davvero scadente la qualità della spiaggia (è letteralmente tagliente proprio perchè non è stato sottoposto all'azione di arrotondamento da parte dell'acqua marina e fluviale). Valuta la reperibilità di sabbia (non per forza da cave a mare) di origine marina o fluviale.
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