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Iscritto: Sep 2000
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...Dimenticavo : se nel fuso granulometrico di questo materiale c'è una frazione limosa sicuramente darà problemi di intorbidimento delle acque una volta posizionato.
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Iscritto: Oct 2000
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Matu, hai ragione da vendere.
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Iscritto: Jun 2003
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Massima attenzione, se non hai grande esperienza forse è meglio lasciar perdere o provvedere con una grossa copertura assicurativa. Purtroppo alcuni nostri colleghi sono sotto inchiesta per danni ambientale a seguito del ripascimento della spiaggia di Cagliari. (caso eclatante, del caso si interessò anche Striscia la Notizia).
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Iscritto: Oct 2004
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Hanno pienamente ragione Matuyama e Navy. Il materiale di frantoio è forse relativamente più economico e di facile reperibilità, ma altera pesantemente le caratteristiche della spiaggia e la rende poco "gradita" ai bagnanti: ho esperienza in proposito, nel senso che ho visto utilizzare dalle mie parti materiale di frantoio e tout-venant di cava per un imponente intervento di ripascimento della spiaggia. Il risultato, per lunghi anni, è stato a dir poco schifoso: già le prime mareggiate asportarono la frazione più fine e il resto, troppo grossolano, ha imposto alla spiaggia un profilo di equilibrio degno di un ghiaieto ai piedi delle pareti dolomitiche. Solo ora, a distanza di quasi 12 anni, si può parlare di una spiaggia decente, ma per il semplice motivo che è ricomparsa un pò si sabbia nativa, movimentata dalle correnti long-shore. E' vero poi il caso di Cagliari (spiaggia del Poetto): l'utilizzo di materiale compatibile dal punto di vista granulometrico ma non dal punto di vista petrografico può risultare un disastro paesaggistico. La spiaggia in questione era di colore chiaro, col ripascimento la si è fatta diventare nera, direi cosa non di poco conto. Cosa succederebbe se al prossimo restauro del Duomo di Milano anzichè marmo rosa di Candoglia si utilizzasse marmo statuario (bianchissimo!!) di Carrara? Può sembrare uno scherzo, ma credo proprio che non lo sia. Ritengo che sia preferibile prolungare la fase di studio e individuare aree idonee di prelievo in mare, del resto la letteratura scientifica sull'argomento lo consiglia vivamente. Non sono d'accordo sull'utilizzo di sabbie fluviali. In questo caso sarebbe meglio pensare ad una diversa gestione dei fiumi stessi ed a una revisione funzionale delle opere idrauliche (briglie, soglie di fondo ecc.) al fine di consentire ai fiumi di fare da soli il proprio "mestiere". Ti consiglio caldamente di porre grande attenzione a tutto ciò che porrai in atto. La questione mi pare piuttosto delicata. Buon lavoro.
Rosario Madaffari
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Iscritto: Jul 2005
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Credo che questo ti possa aiutare: http://www.beachmed.it/
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bene, scartero i "residui" di tufo, ma non posso cercare la cava marina: i quantitativi necessari del ripascimento non giustificano i costi. Anch'io avevo scartato la sabbia di fiume. Sono al punto di prima! SIG Ma non c'è....sig!
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Iscritto: Oct 2004
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Cara Green rock, questo tuo continuo essere "in incognito" non agevola nessuno di noi nel poterti dare una mano. Mi spiego: se non si sa dove diavolo devi intervenire, anche chi ha moltissima esperienza in materia non può regolarsi più di tanto. Potrei dirti che la letteratura in merito riporta, per le spiagge del Mediterraneo, quantitativi di almeno 100mc di sedimenti per ogni metro lineare di spiaggia da ripascere. Ma queste sono indicazioni di massima, così come lo è quella che le frazioni fini (limi e argille) nei materiali di ripascimento deve mantenersi sotto il 2% in ambienti particolarmente sensibili, ma può arrivare anche al 30% in Adriatico. Ma si tratta di decisioni da prendere caso per caso e da basare molto sull'intuito e l'esperienza del progettista. Questo, se non altro, perchè in Italia manca ancora una seria campagna di monitoraggi sugli interventi già realizzati che possa dare indicazioni davvero generalizzabili o, comunque, in linea di massima valide per luoghi e situazioni diverse. Non si può pretendere di avere "la botte piena e la moglie ubriaca": se, come dici, non puoi risolvere con il dragaggio in mare come credi di fare? Io lascerei perdere 'sta storia del tufo. Potrebbe essere plausibile individuare una cava terrestre, ma come la mettiamo coi costi del trasporto, gli impatti ambientali, le necessità più disparate che possono sorgere da questa nuova eventuale attività estrattiva? Altro consiglio è che la cubatura del materiale da versare si in ogni caso superiore di qualche ordine di grandezza rispetto allo stretto necessario, onde impedire che l'inevitabile rimodellamento del profilo di spiaggia porti a perdite di materiale inaccettabili, soprattutto in caso di clima meteomarino sfavorevole rispetto alla media. Come vedi ti sei cacciata in un buon circolo vizioso: l'avevo detto all'inizio e l'ho sempre saputo, perchè così mi è stato insegnato, quando si ha a che fare con le spiagge o si diventa eroi o si rischia di perderci la faccia (e non solo quella....). Valuta bene, senti a me....
Rosario Madaffari
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Iscritto: Sep 2000
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Eggià, le spiagge sono una brutta rogna... Concordo sul fatto che l'estrazione di sabbia dal mare abbia costi notevoli e necessiti di studi e tecnologie non da poco. Concordo sul fatto che sia da scartare per interventi di piccola misura. Ma il punto è: hanno poi senso interventi di piccola misura sulle spiagge?? La risposta è si solo se si tratta di "poket beaches". In caso contrario bisogna per forza di cose accompagnare il ripascimento con interventi di contenimento (pennelli e barriere soffolte), altrimenti il più delle volte gli interventi verranno vanificati dalle prime mareggiate. L'argomento è lungo e di certo non bastano due righe per inquadrare il problema, ma sicuramente alla base di ogni intervento, per quanto piccolo sia, ci vuole uno studio geologico, sedimentologico, geomorfologico e meteomarino. Ed è soprattutto fondamentale una stima del bilancio sedimentario dell'arenile. Altrimenti si rischia di buttare soldi e/o fare seri danni.
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Lo so...è un bel casino! Comunque grazie, la sabbia non l'ho trovata, ma almeno so cosa non mettere Per Ros.Ma  ti ho inviato una mail...
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Iscritto: Oct 2005
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Iscritto: Oct 2005
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Giustamente come dice ros.mad "... quando si ha a che fare con le spiagge o si diventa eroi o si rischia di perderci la faccia..." con l'aggravante che spesso le attese da parte di operatori, gestori e fruitori delle spiagge sono sempre altissime e giudicano insufficienti anche risultati oggettivamente accettabili e questo si traduce in un giudizio negativo anche delle pubbliche amministrazione. Ricorda poi che in questo campo esistono lobby ben consolidate che mal sopportano qualsiasi intromissione. A parte questi "incoraggiamenti", sarebbe giusto prevedere piani di monitoraggio post ripascimento finalizzati a ricariche periodiche del paraggio ed opere di contenimento o protezione a basso impatto(soffolte, drenaggi) per limitare le ricariche al minimo. Per Massimo Trosero: mi ricordo di aver visto la spiaggia dei Maronti poco tempo dopo il ripascimento, la spiaggia non aveva nulla di naturale dal profilo all'addensamento fino al pennacchio torbido che si allungava verso il largo. Oggi non sò quale sia la situazione e quindi non mi esprimo sul risultato finale del ripascimento.
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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