Hanno pienamente ragione Matuyama e Navy. Il materiale di frantoio è forse relativamente più economico e di facile reperibilità, ma altera pesantemente le caratteristiche della spiaggia e la rende poco "gradita" ai bagnanti: ho esperienza in proposito, nel senso che ho visto utilizzare dalle mie parti materiale di frantoio e tout-venant di cava per un imponente intervento di ripascimento della spiaggia. Il risultato, per lunghi anni, è stato a dir poco schifoso: già le prime mareggiate asportarono la frazione più fine e il resto, troppo grossolano, ha imposto alla spiaggia un profilo di equilibrio degno di un ghiaieto ai piedi delle pareti dolomitiche. Solo ora, a distanza di quasi 12 anni, si può parlare di una spiaggia decente, ma per il semplice motivo che è ricomparsa un pò si sabbia nativa, movimentata dalle correnti long-shore.
E' vero poi il caso di Cagliari (spiaggia del Poetto): l'utilizzo di materiale compatibile dal punto di vista granulometrico ma non dal punto di vista petrografico può risultare un disastro paesaggistico. La spiaggia in questione era di colore chiaro, col ripascimento la si è fatta diventare nera, direi cosa non di poco conto.
Cosa succederebbe se al prossimo restauro del Duomo di Milano anzichè marmo rosa di Candoglia si utilizzasse marmo statuario (bianchissimo!!) di Carrara? Può sembrare uno scherzo, ma credo proprio che non lo sia.
Ritengo che sia preferibile prolungare la fase di studio e individuare aree idonee di prelievo in mare, del resto la letteratura scientifica sull'argomento lo consiglia vivamente.
Non sono d'accordo sull'utilizzo di sabbie fluviali. In questo caso sarebbe meglio pensare ad una diversa gestione dei fiumi stessi ed a una revisione funzionale delle opere idrauliche (briglie, soglie di fondo ecc.) al fine di consentire ai fiumi di fare da soli il proprio "mestiere".
Ti consiglio caldamente di porre grande attenzione a tutto ciò che porrai in atto.
La questione mi pare piuttosto delicata.
Buon lavoro.