Bene noto dagli interventi che nel corso degli anni la cultura del geologo nella difesa delle coste è cresciuta. Dopo aver lavorato un periodo in un ufficio delle OO.MM. (Min. LL.PP.) trasferedndomi mi fu proposto presso altro ente di occuparmi delle stesse cose, con in più i fiumi. Non ho accettato. Comunque io sinceramente la problematica la vedo come quella della coperta troppo corta, infatti se da una parte l'apporto solido non c'è quasi più per le note caue o concause, si può ben poco giostrare con quello che si ha in loco lasciando sempre in erosione le zone di sottoflutto (difese rigide). Il ripascimento non protetto comporta rischi, io ricordo che progettai un sistema misto, costituito da pennello imbonitore con anima di scogliera, una volta esaurito lo scopo di ripascimento, veniva smantellata la scogliera e recuperata come difesa soffolta. So che è stato appaltato ed eseguito ma il trasferimento presso altro ente mi ha impedito di verificarne ora la situazione (per curiosità però un salto lo dovrò fare anche se distante).
La granulometria era crescente verso il basso per avere un certo scheletro portante del sedimento, atto ad impedirne il rapido e grosso smantellamento dopo violente mareggiate. Il materiale proveniva da depositi fluviali non molto distanti. Tutto il resto detto dagli altri colleghi sono cose più che giuste, granulometria (+o-) composizione mineralogica, colore ecc. devono essere compatibili con la spiaggia presente.
Hai dato un'occhiata a questo progetto? in grande scala? purtroppo sono solo ing. che se ne occupano e non solo per questo aspetto non mi convince.
http://www.regione.abruzzo.it/RICAMA/.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti