Tacs,
se pensi che la prova dinamica in situ forse più standardizzata, codificata, eseguita, l'SPT, porta con sè una dispersione del 40% e oltre (inteso come COV), cioè un 'esecuzione nella stessa sabbia può risultare in significative differenze, non si può realisticamente pensare che le correlazioni che propongono i produttori del leggero siano da prendere seriamente. Chi conosce una pubblicazione fatta come si deve, non dai produttori, su tali correlazioni me la segnali, sarei curioso di leggerla.
Quello che intendevo è che i produttori si sono avventurati in relazioni impossibili, minando totalmente la credibilità dell'attrezzo, quando avrebbero potuto costruire un modello molto più realistico basato su correlazioni qualitative e non quantitative (terreno "soffice", con Cu/phi che varia con buon grado di probabilità da ...a.... , e l'intervallo me lo aspetterei piuttosto ampio). Con ulteriori avvisi sulla possibilità di eccessivi attriti laterali, deviazioni, ecc. ecc.
Concludendo: al leggero preferisco un pozzetto esplorativo, il lavoro del penetrometro lo faccio fare poi alla punta della mia piccozza, la rete neurale del mio cervello correla automaticamente la resistenza ai parametri geomeccanici, in maniera molto più affidabile del leggero, tanto più che la litologia si può vedere e toccare.
Per Rispondere alla domanda originale:
"Vorrei sapere se due geologhe sono in grado di maneggiare un penetrometro leggero, per seguire piccoli lavori"
Dipende se queste due geologhe sono nerborute o no. In caso contrario, è consigliabile un preventivo allenamento in palestra di culturismo. Almeno un anno, soprattutto dorsali, tricipiti e deltoidi. Parlo sul serio.